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TRACKSSOUNDIAMOLE ANCORA
30/03/2018
The Kinks
Lola
Ci sono canzoni che nascono un po’ per caso, magari per un’intuizione fulminante, un pensiero estemporaneo trattenuto per i capelli, un colpo di genio non sottovalutato
di Nicola Chinellato

Ci sono canzoni che nascono un po’ per caso, magari per un’intuizione fulminante, un pensiero estemporaneo trattenuto per i capelli, un colpo di genio non sottovalutato. E spesso e volentieri, le buone idee per una buona canzone nascono dai fatti della vita, quelli di tutti i giorni. Successe così anche per Lola, una di quelle canzoni che gli appassionati conoscono a menadito, e che rappresenta uno dei vertici artistici uscito dalla penna dei fratelli Davies. In breve i fatti.

Ray Davies e Robert Wace, manager del gruppo, si concedono una serata relax, durante le registrazioni di un disco che dovrebbe vedere la luce di lì a poco (verrà poi pubblicato col titolo “Lola Vs Powerman & The Money Go-Round Part 1“). Entrano in un piccolo club, bevono come spugne, si fumano qualche canna. Robert, che è su di giri come l’elica di uno Stukas, ha voglia di ballare, fa ciao ciao con la mano a Ray e si butta in pista, per vedere se davvero, con un po’ di movimento, l’alcool entra in circolo più veloce e lo sballo è totale.

Passa un’ora, forse di più. Ray si scoccia e lo va a cercare. Eccolo lì. Robert è in mezzo alla pista che sculetta leggiadro come un derviscio in crisi mistica, abbracciato a una ragazza di una bellezza che dà le vertigini: nera, gambe da urlo, il seno prorompente, un sorriso che ti stende come un gancio allo zigomo. Ray, basito e ammirato, guarda l’amico con una punta d’invidia, che però scema velocemente. Perché la venere nera che si dimena con Robert, è fasciata da un paio di pantaloni aderentissimi che evidenziano un sospetto rigonfiamento laddove, in teoria e secondo natura, non dovrebbe esserci nulla. Ray, trattenendo a stento le risate, si avvicina all’amico e gli sussurra all’orecchio: “Robert, temo che resterai deluso, ma questa ragazza è un travestito“. Wace, che ormai è levitato a un metro da terra e vive in un immaginario mondo dei balocchi, riesce solo a biascicare: “Sono troppo ubriaco per preoccuparmene “.

Come si sia conclusa la serata di Robert non è dato sapere. Quel che è certo, invece, è che il giorno seguente, quando Dave Davies fa ascoltare al fratello Ray la musica appena composta per una nuova canzone, il testo è già pronto. Nasce così “Lola“, un hit da milioni di copie vendute, in cui la voce potente e nasale di Ray Davies racconta di una strana serata in discoteca, di una venere nera che cammina come una donna e parla come un uomo, e di un amore che nasce a dispetto di tutte le convenzioni del mondo. La più bella versione del brano, si trova, a mio avviso, sul live “One For The Road“ del 1980 (una sorta di zibaldone live del policromatico songwriting dei Kinks), in cui Ray Davies è costretto a interrompere l’esecuzione, perché sovrastato dalle urla entusiaste dei fans.