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REVIEWSLE RECENSIONI
13/04/2018
The Gags
Götterdämmerung
A volte per lasciare il segno non serve molto tempo. Serve un’idea (meglio se dirompente), qualcuno che ti osserva (fanzine, voci di corridoio e contatti con i nomi di primo piano della scena), un’immagine che colpisca (un mix di fetish, S/M, Germania pre-bellica e cinema europeo del dopoguerra) e tanto entusiasmo. I Gags le hanno tutte e in meno di quattro anni hanno fatto la storia del punk a Milano. Questo è Götterdämmerung, benvenuti nel 1979.
di Laura Floreani

Provare ad entrare nel magico, folle e anarchico mondo del punk italiano non è impresa da poco, soprattutto se si parla del Punk con la P maiuscola. Quello primigenio, quello del 1977-81, quello in cui puoi raccontartela come ti pare, ma se c’eri lo sai già (e lo sa anche chi era con te, perché ci si contava a vista) e se non c’eri puoi solo lasciarti andare ad un eterno “what if…”.

Come sarà stato per davvero? E io come l’avrei vissuto? Ne sarei stato veramente parte? Avrei avuto un soprannome fighissimo e avrei fondato una band o una fanzine? E cosa ne avrei detto al giorno d’oggi?

Se all’epoca eri almeno un adolescente la risposta alla maggior parte delle domande ce l’hai già, ma se in quegli anni eri un poppante, o magari non eri nemmeno nato, puoi solo immaginare, leggere e ascoltare. Libri, interviste e documentari sull’argomento si sprecano, ma mentre si è impegnati a raccogliere le ennesime informazioni per stimolare ulteriormente questi “e se” ad occhi aperti, la colonna sonora perfetta sono proprio i Gags di Götterdämmerung.

La band di Glezös (di cui qui potrete trovare una piccola biografia e discografia ufficiale) è una miniera di chicche per fan e collezionisti: un fervido immaginario, uno humor pervasivo, una discografia fuori catalogo e una viva attenzione ai dettagli. Solo per citare quelli “materiali”, si passa dalla fanzine A4 allegata nelle prime copie dell’LP di Criss-Cross (1979-81, editato per Hate Records nel 2004), al promo cd single in confezione da calze femminili in cartoncino a colori di The Woman Inside / My Bed Has Echoes (2007, El Passerotto) al vinile verde trasparente con relativo inserto dell’attuale Götterdämmerung, rigorosamente in edizione limitata (300 copie).

La raccolta di inediti scelta per Götterdämmerung contiene ben 18 canzoni tratte da demo e registrazioni di prova, incise tra l’autunno del 1979 e l’estate del 1980, restaurate e rimasterizzate per l’occasione. Rispetto agli standard di Glezös (voce, penna e mente immaginifica del gruppo), solitamente molto attento alla qualità delle registrazioni che pubblica, la raccolta ci si trova davanti è fatta di pezzi sporchi e crudi, frutto di prove fatte senza microfoni su batteria e amplificatori, o con voci sovraincise. La pulizia e l’eleganza del notevolissimo Who’s Afraid of Virginia Fetish (2007) sono distanti dal tipo di suono che troverete qui, ma lo stile non si compra, e il punk dei Gags riesce a essere di classe anche nella sua versione più grezza.

Ad un orecchio poco allenato potranno sembrare pezzi ruvidi, è vero, ma l’ascolto va compiuto proprio con questo spirito: quello della atmosfera del primo punk degli ultimi anni Settanta, delle prove fatte nei garage, della vita nelle strade e dei discorsi deliranti che puoi fare solo con gli amici con cui condividi le migliori avventure. In questa raccolta si respira a pieni polmoni la voglia di fare, di esserci, di provarci e di vivere in quel contesto, in quella scena musicale e culturale, con tutte le sue difficoltà (dai pregiudizi in giù l’elenco è lungo) e vantaggi (di cui la libertà è probabilmente la migliore).

Al bando però le nostalgie adolescenziali, perché se uno il punk lo ascolta e lo vive sul serio, lo sa che è uno stile di vita che ti scorre nelle vene, è una prospettiva con cui guardare al mondo che non ti scrolli di dosso, perché “Punk una volta, punk per sempre” (come direbbe Joe Strummer). E quindi ascoltare “dal vivo” brani che sono tutti delle primissime versioni, con titoli e dettagli antecedenti a qualunque versione canonica, è come essere lì con loro in sala prove. Altro che nostalgia: è freschezza.

A volersi dilungare si potrebbero citare gli aneddoti di ogni canzone, ma perché togliere tutto il divertimento ai fortunati possessori del nuovissimo vinile verde? Se però la curiosità scalpita e la corsa alle copie in edizione limitata vi vede in affanno, Loudd ha una soluzione: ancora pochi giorni e potrete leggere un’intervista esclusiva che vi svelerà le chiacchiere che abbiamo fatto con Glezös e ripercorrerà la storia dei Gags in modo approfondito.

Tornando al disco, un’ultima chicca per i lettori più esigenti: vi basti solo sapere che, anche a volerla sentire, non troverete nessuna traccia chiamata “Götterdämmerung”. Il “crepuscolo degli dei” non è ancora giunto e questo, per Glezös e i suoi Gags, vuol dire una cosa sola: le cartucce da sparare ci sono, i cassetti sono ancora pieni di carta e inchiostro e la testa è ancora piena di musica. Gli dei saranno ancora al loro posto, ma i Gags sono in agguato. Beware of punks!