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RE-LOUDDSTORIE DI ROCK
03/06/2018
Little Village
The Action In Frisco
I Little Village, è proprio il caso di dirlo, ballano una sola estate: entrano in studio a inizio 1992, registrano undici canzoni e poi vanno in tour a promuovere l'album. A fine anno il gruppo si scioglie e addio sogni di gloria.
di Nicola Chinellato

Quando nel 1987, John Hiatt inizia le registrazioni di Bring The Family, porta in studio con sé tre pezzi da novanta. A fianco del cantautore texano, infatti, suonano il batterista Jim Keltner (sessionista apprezzatissimo che, tra gli altri, ha già collaborato con John Lennon, Rolling Stones e Tom Petty), Nick Lowe (bassista inglese, produttore dei primi cinque album di Elvis Costello) e soprattutto il grande Ry Cooder, la cui chitarra slide regala tocchi di magia a quasi tutti i brani dell'album (da brividi Alone In The Dark). Il risultato di quelle sessioni è una scaletta che alterna riff taglienti e ritmi incalzanti a ballate morbide e sofferte, per quarantacinque minuti circa di musica che confluisce nel miglior disco di Hiatt e in una delle pietre miliari del rock a stelle e strisce.

L'alchimia che nasce fra i quattro è davvero unica, tanto che, già ai tempi, si parla di una possibile nuova collaborazione. Bisognerà, tuttavia, aspettare cinque anni, e per la precisione il 1992, perchè il progetto vada in porto e nascano i Little Village, estemporaneo supergruppo che finisce inevitabilmente per ricordare i più famosi Traveling Wilburys di Dylan, Petty, Orbison, Harrison e Lynne.

I Little Village, è proprio il caso di dirlo, ballano una sola estate: entrano in studio a inizio 1992, registrano undici canzoni e poi vanno in tour a promuovere l'album. A fine anno il gruppo si scioglie e addio sogni di gloria. Anche perchè di questo disco il pubblico quasi non si accorge, nonostante l'anno successivo i quattro ottengano una nomination ai Grammy Awards per il miglior Disco Gruppo Rock Vocale.

Le composizioni di Little Village non superano i confini di un american rock di routine, che si tratteggia a volte di country e in altri casi guarda al di là del confine, verso il Messico (Do You Want My Job). Eppure, le composizioni (a firma di tutti e quattro i membri) suonano comunque brillanti, effervescenti, percorse da quello spirito divertito che anima le rimpatriate e la voglia di stare insieme, facendo casino. Il meglio, è quasi inutile sottolinearlo, la band lo da quando sale sul palco, esibendo un rodatissimo live act.

E' il caso di questa esibizione, avvenuta durante il tour promozionale dell'album, tenutasi al Fox Warfield Theatre e registrata da una radio locale. Una vera chicca per appassionati, che coglie il breve momento di gloria di una band i cui componenti, di lì a poco, torneranno ognuno alle rispettive carriere. Nonostante la precarietà del progetto, il live funziona meravigliosamente, i quattro sono affiatati ai limiti dell'esuberanza, e la scaletta suona ricchissima, pescando dal full lenght appena pubblicato, dal repertorio di Lowe e, piccola gemma per i completisti di Hiatt, da quel mitico Bring The Family che fece scoccare la scintilla fra i quattro. Un piccolo pezzo di storia, non significativo, forse, ma non privo di una qualche suggestione.