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REVIEWSLE RECENSIONI
Nyeusi
Nyeusi & Justin Brown
2018  (Biophilia Records)
JAZZ BLACK/SOUL/R'N'B
7,5/10
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10/07/2018
Nyeusi & Justin Brown
Nyeusi
Quindi cari amici, zero chitarre, ma nonostante ciò, questi macinano un sound che è una bellezza.
di Leo Giovannini

Le zanzare sono ovunque, ne ho di giorno sul posto di lavoro, la sera quando me ne sto spaparanzato sul divano a gustarmi un match di football, la notte quando mi rigiro tra i lenzuoli e l’insonnia.

Di zanzare ne ho anche in cuffia, zanzare, api, ma per fortuna è il suono del moog e dello Yamaha DX7 che insieme ad un bassista e ad un batterista che ti suonerebbe anche i gusci vuoti del cocomero, hanno occupato quel poco di tempo libero che mi rimane in una giornata.

Bravo bischero, mi direte, zanzare dappertutto, pare che ti piacciono. La differenza è che questo ronzio non punge, non importa che ti ricopra di Autan, l’unica controindicazione è che possa rimanerti sullo stomaco, come un castagnaccio mangiato su di una spiaggia assolata alle due del pomeriggio.

Insomma, di “Nyeusi”, nero in lingua swahili, album, nonché nome della band del batterista Justin Brown qui alla prima prova da solista, non vi farà imbestialire, nonostante i ronzii, come quei fastidiosi insetti vampiri.

Signori questo è Il jazz nel 2018, prendere o lasciare, che ha un piede negli anni 70 ed uno nel presente, la funk-fusion e quella sensazione di pesante, ma in senso buono, oh a me piace poi fate vobis, sonorità che pescano nel mare magnum della musica black di sempre e che sono il tratto caratteristico della musica improvvisata di questo scorcio di secolo.

Justin Brown poi non è il solito carneade spuntato dal nulla, ma vanta un bel po’ di gavetta fatta insieme a nomi come Thundercat ed Esperanza Spalding, più altri bombardini della musica afroamericana. Fattesi le sue esperienze ha ben deciso di mettersi in proprio suonando oltre alla batteria il piano Fender Rhodes e lo Yamaha DX7 e reclutando Jason Linder ai synth Moog, Prophet, Mopho e al piano Schoenhut, Fabian Almazan al Mopho, Fender Rhodes e al Wurlitzer, nonché Burnis Travis al basso.

Quindi cari amici, zero chitarre, ma nonostante ciò, questi macinano un sound che è una bellezza.

Ci troverete dentro di tutto, dal jazz alla musica elettronica sperimentale, dal funk all’hip hop, e una quantità immane di vespe e zanzare, che però non vi urteranno.

Brani top: “Fyfo”, “Lesson 1: Dance”