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RE-LOUDDSTORIE DI ROCK
11/10/2018
Alamo
Alamo
Sveglia, amici del sound vintage più educato e rispettoso delle onde “Classic-Rock-FM”! Alamo è l’album che state cercando.
di Evil Monkey

Quartetto di discreti capelloni di Memphis che, nel nome di un luogo in cui si formò lo US Pride, si arrende ai maestri inglesi inzuppando tutto un LP in buon bourbon deepurpoliano (anche in versione Rainbow, ancora ben lontani dal venire); ma al party ci sono anche Quatermass e Spooky Tooth, senza dimenticare prodi conterranei come i Grand Funk (periodo Craig Frost) o commilitoni confederati come i Bloodrock, sarà per l’appeal southern della voce di Ken Woodley che ricorda assai Jim Rutledge, mancando sì della tamarraggine e del gusto un po’ horror di Timepiece o Double Cross, anche se All New People non scherza, ma sfornando comunque un lavoro ben arrangiato, con un organo  a tratti elegante da piccola parrocchia del Sud, che spesso duetta con una chitarrona solista di stampo JeffBeck-iano e insieme mantengono un equilibrio talmente saldo che alla fine sembra quasi (quasi eh!) noioso: nessun eccesso, nessun colpo di testa, nessun palloso assolo di batteria; chissà che la produzione dell’enorme Atlantic non abbia un po’ tarpato le ali a questo gruppo che, pur saldamente “riff-based”, manca del pezzo fortissimo da lanciare su 45 giri. E se la lenta Soft and Gentle (…brrrr…) vi spaventa con quell’inizio soffuso e sdolcinato, abbandonatevi tranquilli al bell’assolone da guitar hero solitario di Raspberry e alla lunga risposta di coda dell’Hammond di Woodley (leader ed autore di tutti i pezzi, fra l’altro), anche perché le quattro-canzoni-quattro che seguono sono rampanti numeri hard, assai simili tra loro fino al punto di mimetizzarsi l’una nell’altra, ma piacevoli all’ascolto, come una sigaretta dopo il sesso.

Appunti casuali: il riffone di The World We Seek (eccoli i Quatermass!) che parte dall’organo e contagia chitarra e batteria, gli infuocati tappeti tastieristici in Question Raised, il prepotente groove nel mezzo di All New People, dove la band finalmente si abbandona a quell’enorme e sudata tamarreide ritmica che gli appartiene di diritto ma che non sempre riesce a esternare completamente, pur se già era emersa nella tremenda intro di Got To Find Another Way, uno di quei pazzi per cui sbatteresti la testa contro un muro finché ce n’è…

Get the feelin’ scatena un voltaggio imponente su una ritmica “samba-sabbah” tra Santana e il Frank Marino di Satisfy Your Soul; Happiness Is Free (allarme hippy attivo! - allarme hippy attivo!) rimbomba come una tempesta in un bicchiere, sbattendo forte la sua grossa fronte heavy-pop contro una bella arrampicata libera per schitarrate grezze. Alla fine non ricorderete il titolo di nessuna canzone ma, per le vostre orecchie in cerca di anticaglie da rispolverare, il piacere è puramente timbrico. E mi raccomando di alzare tanto il volume perché il sound ne guadagna non poco, in questo disco bello da ascoltare se già di buon umore, mentre in caso contrario non riuscirà a risollevarvi del tutto la giornata.

 

Classica etichetta (e classica inner) Atlantic “rosso-verde” e quindi prezzi non impossibili per la stampa USA originale: buone copie per non più di 30 – 35 euro: può anche valerne la pena, visto anche il bell’acquerello di copertina. Ristampato in CD dalla Black Rose (BR 138): nessun booklet, nessun bonus, minime informazioni ma prezzi convenienti.

Larry Davis: bass             

Larry Raspberry: vocals, guitar

Richard Rosebrough: drums      

Ken Woodley: keyboards, vocals