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MAKING MOVIESAL CINEMA
07/11/2018
Sebastián Lelio
Disobedience
“Dopo aver creato gli angeli e le bestie, Hashem prese una piccola quantità di polvere di terra e da essa modellò l’uomo e la donna. Fu forse un ripensamento? O il suo coronamento? Cos’è questa cosa? Uomo? Donna? Sono esseri con la capacità di disobbedire. Unici, tra tutte le creature, ad avere il libero arbitrio. Siamo sospesi tra la limpidezza degli angeli e la bramosia delle bestie”.
di Simona Ciaravolo

Queste le parole dell’omelia del Rav, rabbino di una comunità ebraica ultra ortodossa della Londra contemporanea, poco prima di esalare il suo ultimo respiro. Fin dai primi minuti della pellicola veniamo introdotti al tema centrale del film: la disobbedienza dell’uomo. La storia racconta infatti, l’amore proibito tra Ronit (Rachel Weisz), fotografa emancipata e anticonformista, che torna a casa per i funerali del padre ed Esti (Rachel McAdams), sposata con suo cugino Dovid (Alessandro Nivola). Tra le due bellissime donne si riaccende la passione giovanile che aveva allontanato Ronit dalla comunità.

“Dobbiamo scegliere, la vita complicata che viviamo”, afferma il Rav ammirato e venerato da tutti in città. La sua complicazione? La figlia Ronit, con la quale non parlava ormai da anni. Giunta in città non è la benvenuta neppure tra i fedeli della comunità del padre, eppure questa donna forte e indipendente, resta lì, contro tutto e tutti, per cercare di onorare suo padre. Ronit fa domande, indossa minigonne e non vuole sottostare alle antiquate regole di una comunità cui non ha mai sentito di appartenere.

Dal regista premio Oscar Sebastiàn Lelio, tratto dall’omonimo bestseller di Naomi Alderman, con protagoniste due attrici per la prima volta insieme sul grande schermo, il film racconta un atto di coraggio e disobbedienza contro le costrizioni di una società arcaica, e soprattutto un gesto d’amore verso se stessi. Essere consapevoli di ciò che si vuole e cercare di ottenerlo, prima ancora del coronamento di una appassionante storia d’amore, è infatti la missione principale delle due donne.

Una passione coinvolgente, dal ritmo però lento e le atmosfere silenziose, nel pieno rispetto di una religiosità così presente da costituire un vero e proprio quarto ingombrante personaggio tra le due donne e il povero Dovid. Un uomo, quest’ultimo, che scompare sotto il peso del suo oneroso ruolo di sostituto del vecchio rabbino, troppo perfetto da emulare. Responsabilità da marito, amico, guida di una comunità e uomo innamorato, troppo grandi da reggere tutto da solo… E poi con Ronit ed Esti, tutto è più complicato: sono due donne incontrollabili il cui ritratto emerge chiaro, come Lelio è abituato a trasporre (basti pensare a Una donna fantastica o Gloria, altri due ritratti femminili di stupefacente onestà e disarmante sensibilità).

Il film verrà presentato al Biografilm Festival di Bologna, dal 7 al 17 giugno 2019, evento internazionale interamente dedicato proprio ai racconti di vita. Il festival ha sempre riservato una particolare attenzione per questo tipo di storie e in questa quindicesima edizione la biografia è protagonista più che mai, con tante attesissime anteprime di film capaci di ritrarre i più grandi protagonisti dell’arte e della cultura mondiali, e non solo.