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MAKING MOVIESAL CINEMA
26/11/2018
Sam Esmail
Homecoming
Sulla carta poteva sembrare una serie come tante, senza troppo da dire, a trattare un tema apparentemente pesante come il reinserimento in società dei militari di lungo corso.
di Lisa Costa

Ma che Homecoming riservasse delle sorprese lo si poteva sospettare dai nomi coinvolti, quello di Julia Roberts in primis, al suo debutto come protagonista sul piccolo schermo (anche se quello web di Prime Video) e quello di Sam Esmail, regista di tutti gli episodi, firma di quella strana creatura che è Mr. Robot.
Lo si capisce subito, allora, che Homecoming è qualcosa di diverso, è un'indagine, sì, è un esperimento, è una storia d'amore e d'amicizia, sono segreti da tenere nascosti, è, in definitiva, una delle più belle sorprese di quest'anno.
Come spiegarla?
Prendiamo Maniac, alleggeriamola di quello strano futuro in cui è ambientata e delle divagazioni mentali che la rendevano unica, ma teniamo l'esperimento a cui volontariamente ci si sottopone e a cui si fatica a lasciarsi andare in piena fiducia, e teniamo anche i responsabili di questo esperimento che sono e vanno in crisi tanto quanto i loro pazienti.
Prendiamo poi Se mi lasci ti cancello, con la smemoratezza che avrà il suo ruolo, con una storia d'amicizia, ma forse anche qualcosa di più, che questa dimenticanza la vuole vincere.
Nel mezzo, l'indagine di un ostinato dipendente governativo, che ci porta avanti e indietro nel tempo, a scoprire cosa si faceva fra le mura eleganti dell'Homecoming, e cosa combina ora Heidi, passata dal gestire quel centro in qualità di psicologa a fare la cameriera in un paesino di provincia.
Mi sento però di aver già svelato troppo, perché il bello di Homecoming è forse non sapere nulla, non sapere che si tratta a tratti di una commedia con i suoi strani tempi comici, i cui episodi durano appena 25-30 minuti, con la presenza di attoroni come Sissy Spacek, Bobby Cannavale, Alex Karpovsky, Shea Whigham e pure il Jeremy Allen White di Shameless.
Quel che si può dire è che Sam Esmail gigioneggia come non mai dietro la macchina da presa, impreziosendo ogni inquadratura, ogni movimento di macchina, rendendo anche la risoluzione dello schermo parte del racconto, capace di darci dritte sul momento temporale in cui ci si trova.
Lei, Julia Roberts, che sia fragile, che sia volitiva, che sia altera o romantica, buca lo schermo.
Lui, Stephan James, con il fare del bravo ragazzo, conquista.
Insieme questo trio crea uno spettacolo magnifico, in cui tutto è perfettamente incastrato, in cui la curiosità la fa da padrone.
Nel suo procedere a ritroso, andando nel mentre pure avanti, Homecoming prende e non molla più, superando il rivale Maniac in un modo che non si credeva possibile, con un finale dolce-amaro fra i più belli di quest'anno seriale.