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REVIEWSLE RECENSIONI
By Night
Plague Vendor
2019  (Epitaph)
ALTERNATIVE ROCK
7/10
all REVIEWS
16/07/2019
Plague Vendor
By Night
Allucinato, grezzo, diretto, graffiante e sperimentale. By Night è una notte senza fine, drogata e densa di luci accecanti, eccitata, subdola e annebbiata. I Plague Vendor invitano ad entrare nella loro psichedelia elettrica e carismatica, accetti la sfida?
di Laura Floreani

Con By Night è come se i Plague Vendor si presentassero davanti a te di notte, accostando con la loro limousine, già con lo sguardo lucido dei drogati, e ti invitassero a salire. La meta? Un viaggio tra le luci dei club, i neon accecanti, la musica assordante, i passi che iniziano ad ondeggiare, la nebbia che inizia a calare sulle facoltà mentali, la volontà di osare e di andare oltre. Quel tanto che basta dall’essere quasi al limite dell’eccesso.

Ma chi sono questi loschi individui che ti vogliono portare sulla via della perdizione? I Plague Vendor sono Brandon Blaine (voce), Michael Perez (basso), Luke Perine (batteria) e Jay Rogers (chitarra) e sono originari di Whittier, California, un sobborgo a est di Los Angeles. Si chiamano “Venditori di pestilenza” perché, come possono far intuire le influenze geografiche, hanno tratto spunto da una leggenda messicana, da cui hanno attinto anche qualche spunto per le prime canzoni.

Suonano insieme già da qualche anno quando nel 2014 vengono notati dalla Epitaph e scrivono il loro debutto, Free To Eat (2014), seguito nel 2016 da Bloodsweat, con cui hanno raggiunto il successo. Con la metà del 2018 iniziano a lavorare ancora e, con rapidità e decisione, realizzano l’odierno By Night, prodotti da John Congleton (St Vincent, Sharon Van Etten, Chelsea Wolfe) e registrati nei leggendari EastWest Studios (Brian Wilson, Ozzy Osbourne, Iggy Pop).

Con questo nuovo album, i Plague Vendor hanno cercato di unire ad un sound già potente e diretto un certo riverbero in salsa vintage, al gusto di classici punk e rock anni ‘60 e ’70. Usano e abusano di bassi e basso, synth e Motorik beat, dilaniando le orecchie con una batteria costante e percussiva, che richiama l’avanguardia industriale rock per la sua volontà di realizzare una musica ossessiva e iperrealista, tesa a descrivere la nevrosi e la degradazione del mondo contemporaneo.

By Night è essenzialmente un disco nervoso, che cattura bulimico i sentimenti robusti e sfrontati, rovinosi e rigeneranti, di una notte elettrica che non fa prigionieri, quasi claustrofobica, che consuma fino alla fine e fino all’eccesso, ma lascia anche senza rimpianti.

Perché sapete, come dice Blaine, "Non succede nulla di bello durante il giorno".

Le prime tre tracce, “New Comedown”, “Nothing’s Wrong” e “All of the above” (che ricorda molto i suoni dei Kasabian) sono un’ascesa vorticosa e accecante, che plana allucinata tra le note psichedeliche di “Let Me Get High/Low”. Si riparte quindi tra clap e rock’n’roll pompato di bassi con la bella “Prism” e la follia grezza, noise e drogata di “White Wall”, per poi arrivare a “Night Sweats”, forse la più bella traccia dell’album, che entra subdola nelle orecchie a portare un brivido di eccitazione alla festa.

Con la successiva “Pain in my heart” la tensione sale e i livelli di oscurità seguono tanto da diventare quasi inquietanti, fino all’arrivo di un beat che inizia a pompare forte: abbastanza forte da far iniziare a ballare, abbastanza folle da portarti a cadere di nuovo nella paranoia più ruvida alla prima curva sonora.

E come non citare la successiva “Snakeskin boots”, che spiazza con il suo intro spoken, per poi elevarsi al suono di percussioni quasi etniche, bagnate dalla nera pece di bassi e sintetizzatori che non lasciano scampo.

In soli 30 minuti e 10 canzoni i Plague Vendor offrono una notte vorticosa, viscerale, psichedelica, grezza e di un’intensità quasi violenta. Siete abbastanza folli da accettare l’invito?


TAGS: ByNight | epitaph | LauraFloreani | nuovoalbum | PlagueVendor | recensione