MAKING MOVIESAL CINEMA
14/07/2017
Adam Elliot
Mary and Max
Ma la magia di un film rende tutto più facile, e così il rapporto epistolare tra Max, 40enne depresso e solitario di New York, e Mary, bambina di 8 anni presa in giro e trascurata dai genitori nella calda Australia, si sviluppa sotto i nostri occhi raccontando...
di Lisa Costa

Difficile parlare di un amico di penna ora che la penna anche solo difficilmente si alza.
L'attesa spasmodica per una risposta, la sensazione di gioia nel vedere nella buca delle lettere quella busta bianca, la sensazione tattile dell'aprire (o sventrare) quella busta, e la gioia negli occhi che scorrono lungo le lettere, le parole, le frasi, l'inchiostro.
Ora che il computer e le mail hanno preso il sopravvento, ora che un messaggino più è corto meglio è, ed è immediato, come si fa a descrivere la bellezza delle lettere? Dell'avere o dell'aver avuto un amico di penna, magari dall'altra parte del mondo, magari mai visto prima?
Difficile, appunto.
Ma la magia di un film rende tutto più facile, e così il rapporto epistolare tra Max, 40enne depresso e solitario di New York, e Mary, bambina di 8 anni presa in giro e trascurata dai genitori nella calda Australia, si sviluppa sotto i nostri occhi raccontando tutte quelle emozioni e quelle sensazioni di cui sopra.
Bambina curiosa e bisognosa di qualcuno che possa rispondere alle sue domande, Mary trova per caso nell'ufficio postale un elenco telefonico di New York, e strappando in tutta corsa una pagina, sceglie Max Horowitz come colui che a queste domande potrà trovare risposta.
I due iniziano uno scambio tenero e divertente, presentando dapprima loro stessi, sottolineando ogni loro difetto, ogni loro cruccio. E per due depressi, bè, sono tanti.
Ad unirli è però l'amore per il cibo, in particolare la cioccolata, e l'essere fan dei Noblets, omini buffi e televisivi.
Il loro appuntamento quasi mensile è però atteso in modo diverso: Mary, con ansia, controlla quotidianamente la cassetta delle lettere, legge freneticamente dimenticando così un padre troppo impegnato a imbalsamare animali e una madre che non si stacca dallo sherry; Max, invece, viene preso da veri e propri attacchi di ansia, abituato alla solitudine, alla routine, trova nell'entusiasmo della sua amica di penna motivi per essere preso dal panico.
Perché Max soffre della sindrome di Asperger e le novità sono per lui fonte di stress che non sa gestire. Le sue fisse, le sue paranoie, lo hanno reso un adulto insicuro e solo, la cui unica altra amica è una vicina quasi cieca, che gli prepara cenette non certo memorabili.
La vita però va avanti, aiutata da un'amicizia che ora che le carte sono scoperte, procede con più cautela, facendo attraversare a Mary gli anni dell'adolescenza, vedendola crescere e infine addirittura sposarsi, con quel vicino greco da lei tanto amato.
Studentessa universitaria, sceglie proprio grazie alla sua esperienza con Max il ramo della psicologia, dedicando a lui la sua tesi, prendendolo come caso da studiare, inconsapevole che così facendo, Max si sentirà nuovamente tradito, nuovamente solo e usato.
Non è una storia semplice quella tra Max e Mary. E' una storia difficile in cui la tristezza e la malinconia hanno spesso il sopravvento, in cui, a dimostrazione che i film di animazione non sono solo per bambini, molti temi adulti vengono trattati, lasciando un'impronta fortemente drammatica alla vicenda.
I toni leggeri dell'inizio che nascondevano solo in parte la vita misera dei due protagonisti, si spegne lentamente toccando l'alcolismo, la depressione, il suicidio tra i tanti temi.
Troppo?
No, perché la storia è quella di due emarginati, di anime sole che si avvicinano pur essendo dall'altra parte del mondo, in un'amicizia che ha dello straordinario, del toccante.
La stop motion fatta con quelle figure così particolari e graficamente bellissime, la scelta di fare delle voci fuori campo (d'eccezione: Toni Collette e Philip Seymour Hoffman) che leggono quelle lettere e una colonna sonora spesso spumeggiante e delicata, danno poi una vitalità in più che i colori grigi e seppia non spengono.
La lunga serie di sventure che ha fatto conoscere e ha fatto crescere Mary e Max, e che si chiama vita, si conclude in quello che solo all'apparenza non è un lieto fine, e che nasconde dietro alla tragicità, dietro alla malinconia, un'amicizia speciale che fa affiorare un sorriso vero.