MAKING MOVIESAL CINEMA
14/07/2017
Claude Barras
La Mia Vita da Zucchina
Perché c'è chi è forte, c'è chi si chiude in se stesso, chi la mamma continua ad aspettarla, e chi fa il gradasso, per tenere in piedi il precario equilibrio.
di Lisa Costa

Li riconosci subito i film belli.

Bastano pochi minuti, basta un'immagine, un titolo, pure, e subito ti conquistano.
L'animazione fatica a trovare il suo spazio e a non essere vista come semplice intrattenimento per i più piccoli, ma sa comunicare, sa mostrare, sa emozionare, anche i più grandi. E tra grandi case di produzione, tra Disney, Dreamwoks, ci sono piccoli film che si fanno largo, arrivando a conquistare un’inattesa quanto meritata nomination agli Oscar.
È un film piccolo, La mia vita da Zucchina.
Piccolo nel suo formato, con quegli appena 66 minuti di durata che potrebbero far pensare a un cortometraggio allungato, o a un lungometraggio ridotto.
È un piccolo film per i piccoli protagonisti che presenta, piccoli bambini alle prese con le difficoltà che metterebbero in crisi anche un adulto: abbandonati, rimasti soli, non voluti o con nessun genitore a disposizione per prendersene cura, un'infanzia fatta di traumi, una casa che li accoglie, dove tutti sono più o meno uguali.
Più o meno.
Perché c'è chi è forte, c'è chi si chiude in se stesso, chi la mamma continua ad aspettarla, e chi fa il gradasso, per tenere in piedi il precario equilibrio.
Qui finisce Icare, pardon, Zucchina, come quella madre burbera e violenta lo chiamava prima di cadere e volare via.
Integrarsi, è difficile, andarsene, lo è altrettanto.
Nel mezzo, la tenerezza del primo amore, le scorribande con un gruppo di amici indimenticabile, un poliziotto dal cuore d'oro che prende il suo caso, Zucchina stesso, a cuore.

E così, con poco e in poco tempo, il film piccolo si fa grande.
Si fa grande nel raccontare in un linguaggio semplice il dolore e le difficoltà della crescita, dell'accettazione, si fa grande nell'abbassare il suo punto di vista accogliendo quello dei più piccoli, e si fa grande con una tecnica di animazione come la stop motion che per la pazienza, la forza e gli sforzi che richiede, è sempre da premiare.
Lo è di più in questo caso, in cui i colori, la grafica, le caratterizzazioni, sono splendidi, e rendono ancora più poetico un film che poetico lo era dal titolo, dalla storia.