REVIEWSLE RECENSIONI
Wrangled
Angaleena Presley
2017  (Thirty Tigers Records)
AMERICANA
7/10
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15/07/2017
Angaleena Presley
Wrangled
Senza nascondere le proprie fonti di ispirazione, Wrangled, è però un disco che scavalca gli steccati dell’ortodossia, per presentare una visione moderna, contaminata ed eccitante del roots
di Nicola Chinellato

Niente a che vedere con il grande Elvis: Angaleena Presley, singer quarantenne originaria del Kentucky, è, invece, una delle componenti delle Pistol Annies (le altre due sono Miranda Lambert e Ashley Monroe), trio country, che in pochi anni ha scalato le classifiche statunitensi di genere, ottenendo un’improvvisa quanto meritata visibilità. Proprio come le sue compagnie d’avventura, anche la Presley ha (più di recente) intrapreso una parallela carriera solista, pubblicando nel 2014 American Middle Class (2014), album che le è valso un’incetta di stellette da parte della critica statunitense. In attesa del nuovo disco delle Annies (di cui ancora non si sa nulla), Angaleena è rientrata in studio per registrare Wrangled, il seguito dell’acclamato esordio di tre anni fa. Assieme a lei, una nutrita schiera di musicisti, alcuni dei quali hanno contribuito in fase di scrittura (Wanda Jackson, Chris Stapleton, Guy Clark, Oran Thornton, che co-produce), altri presenti in veste di sessionisti (Morgane Stepleton, moglie di Chris, Shawn Camp, Jack Ingram, Keith Gattis e, ovviamente, Miranda Lambert e Ashley Monroe). Dodici canzoni in scaletta in cui confluisce il retroterra outlaw della Presley, riletto però con accento moderno e in contesto più ampio, in cui prevalgono rock e pop. Così, a fronte di una classicissima country song come Dreams Don’t Come True (con le Pistol Annies) che apre il disco, Angaleena sfodera una convincente versatilità, rileggendo in chiave pop gli anni ’50 (l’irresistibile High School), scuotendo con scariche noise il country rock di Only Blood (scritta con Chris Stapleton e interpretata con la di lui moglie, Morgane), graffiando con l’adrenalinico up tempo punk rock di Country (quasi una versione cowgirl di Lonely Boys dei Black Keys, con intermezzo hip hop), o ricamando sul velluto della steel guitar di Russ Pahl un morbidissimo country soul radiofonico (la title track). Commuove, poi, risentire la voce di Guy Clark che introduce la splendida Cherry Up Little Darling, l’ultima canzone scritta dal songwriter texano prima di morire, (per l’occasione Shawn Camp, oltre a duettare con la Presley, suona la chitarra utilizzata da Clark per comporre il brano). Senza nascondere le proprie fonti di ispirazione, Wrangled, è però un disco che scavalca gli steccati dell’ortodossia, per presentare una visione moderna, contaminata ed eccitante del roots. Eccellente dalla prima all’ultima traccia.