MAKING MOVIESAL CINEMA
17/07/2017
Jordan Peele
Scappa – Get Out
È stato la sorpresa della stagione cinematografica americana: prodotto con poco, ha fatto sfaceli al botteghino. E che Get Out abbia sorpreso l'America, c'era da aspettarselo.
di Lisa Costa

È stato la sorpresa della stagione cinematografica americana: prodotto con poco, ha fatto sfaceli al botteghino.

E che Get Out abbia sorpreso l'America, c'era da aspettarselo.
Primo, perchè non siamo davanti al solito horror: sangue ce n'è poco, la tensione cresce ma esplode solo nel finale, ci sono trovate da commedia demenziale, da Edgar Wright al suo interno.
Secondo, perché si affronta la tematica del razzismo che mai come oggi è tristemente di nuovo al centro delle scene, e vedere un ragazzo -di colore- entrare a far parte della più classica famiglia borghese bianca, ha il suo perché.
Tralasciamo per il momento quel colpo di scena che sorprende solo in parte, quello strano esperimento e quella scienza all'avanguardia che onestamente un po’ fa storcere il naso, e guardiamo a prima, a quella prima parte dove Chris e la sua ragazza Rose viaggiano in direzione casa natale di quest'ultima, parliamo di una famiglia che parla, parla, parla, per nascondere i suoi difetti, le sue mancanze, parliamo del disagio sociale, della diversità di trattamento e di sguardo che un colore di pelle diverso purtroppo comporta.
Questo, rende Get Out interessante, questo e quel crescendo, silenzioso e lento, tra allucinazioni e rivelazioni, che di brividi ne fa venire parecchi.
Tutti quei bianchi, gli unici di colore che sono altrettanto spaventosi, quelle sedute di ipnosi e quelle risate finte, fanno temere il peggio, e di per sé il peggio già lo sono, Chris lo sa.
Quando poi le carte vengono scoperte, quando l'odiosa ex Girls Allison Williams diventa ancora più odiosa, si passa dalla parte del truculento revenge movie, tutto sangue e azione, e un po’ si esagera.
Fortuna allora che a equilibrare il tutto c'è pure un Rod, che tutto prevede e anticipa, che ridicolizza e cita, diverte e alleggerisce, anche nel finale, rendendo Get Out un prodotto ibrido che sa divertire, sa spaventare, sa far riflettere. Insomma, sa come colpire il pubblico, come sorprenderlo.
Il clamore tutto americano causato più dal tema del razzismo in era Trump che non dall'effettiva validità del tutto, resta così un ottimo richiamo per un film che è sì valido, soprattutto per la regia pulita e che di horror ne ha visti eccome, ma ad un pubblico diverso, lascia un segno diverso.