REVIEWSLE RECENSIONI
Other Love Songs
Front Country
2017  (Organic Records)
AMERICANA
6,5/10
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07/07/2017
Front Country
Other Love Songs
Se è vero che la naturale predisposizione alla melodia orecchiabile è uno degli elementi più marcati di Other Love Songs, i Front Country dimostrano, tuttavia, di conoscere a menadito il loro retroterra bluegrass
di Nicola Chinellato

Provenienti da San Francisco e attivi nella Bay Area fin dal 2014, anno in cui pubblicano il loro primo full lenght, Sake Of The Sound, i Front Country sono una delle realtà più interessanti di quel movimento che viene chiamato progressive bluegrass o newgrass. Una musica ibridata per sua stessa natura, che prende le mosse dalle radici, utilizzando gli strumenti tradizionali (mandolino, banjo, chitarra acustica e violino), per poi fondere, in un contesto roots, sonorità più disparate, che vanno dal pop al soul al jazz e addirittura alla musica classica. Ognuno dei membri dei Front Country ha portato, quindi, nella band la propria esperienza musicale: Adam Roszkiewicz è un mandolinista con un bagaglio di formazione classico, il chitarrista Jacob Groopman ha militato in gruppi rock, il bassista Jeremy Darrow possiede un retroterra jazz, il violinista Leif Kalstrom si è fatto le ossa suonando electro pop e honky tonk, mentre la leader, cantante e polistrumentista, Melody Walker, è cresciuta ingerendo dosi massicce di soul. Il tutto viene frullato in questo brillante sophomore e nelle dodici canzoni che compongono la scaletta del disco: un album che farebbe pensare ai Punch Brothers se non fosse che i Front Country smussano gli angoli più ostici e sperimentali ricamando melodie pop di presa immediata. Una tecnica straordinaria (Leif Kalstrom è un violinista coi contro fiocchi), gli strumenti sbrigliati (i Front Country stanno sul palco come una jam band elettrica) e la voce intensa e versatile della Walker sono le peculiarità principali di una band che possiede numeri d’alta scuola ed è pronta a sfondare anche a livello commerciale. Lo testimoniano alcune canzoni del lotto, come If Something Breaks, il cui retrogusto chiama alla memoria i Fleetwood Mac, e G.L.Y.P., due ballads assassine che possiedono un tiro radiofonico pazzesco. Se è vero che la naturale predisposizione alla melodia orecchiabile è uno degli elementi più marcati di Other Love Songs, i Front Country dimostrano, tuttavia, di conoscere a menadito il loro retroterra bluegrass, piazzando in scaletta due cover superbe: lo swamp blues di Storms Are On The Ocean dei The Carter Family e le fragranze celtiche di Millionaire, rilettura nostalgica di un brano di David Olney. Un altro paio di ballate dolcemente malinconiche (Keep Travellin’ e Undone) sugellano un disco pressoché perfetto, che farà la gioia di tutti gli appassionati di newgrass, movimento che, a tutt’oggi, pare godere di un’inaspettata vitalità e di ottima salute.