REVIEWSLE RECENSIONI
Forever And Then Some
Lillie Mae
2017  (Third Man Records)
AMERICANA
6,5/10
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07/07/2017
Lillie Mae
Forever And Then Some
Il riuscito primo disco solista dell'ex vocalist dei Jipsy prodotto dalla Third Man Records di Jack White
di Nicola Chinellato

Lillie Mae arriva al suo album d’esordio avendo alle spalle già un ventennio di carriera. Lei, infatti era la cantante e la violinista dei Jipsy, band a conduzione famigliare, fondata a Galena (Illinois) nel 1994, che nel 2008 scalò le classifiche country con un album (Jipsy) capace di fondere meravigliosamente roots e pop. Notata da Jack White, venne poi da questo portata nella line up dei The Peackoks, la backing band con cui il chitarrista di Detroit registrò Lazaretto (è di Lillie la voce femminile che interpreta Temporary Ground, terza traccia dell’album). Oggi, la Mae ha deciso di mettere a frutto l’esperienza maturata in questi anni e ha finalmente portato a compimento il suo primo disco, che, guarda caso, è prodotto proprio dall’ex White Stripes ed è pubblicato dalla di lui casa discografica, la Third Man Records. Come per la sua avventura come i Jipsy, la Mae (voce, chitarra e violino) decide di portarsi in studio la famiglia: ad accompagnarla, infatti, ci sono le sorelle Scarlett (che suona il mandolino ed è co-autrice di quattro delle canzoni in scaletta) e McKenna Grace (ai cori), il fratello Frank Carter Rische, alla chitarra solista, e alcuni amici di vecchia data, Brian Zohn al basso e Tanner Jacobson alla batteria (nel disco, ci sono anche ospitate di membri dei Dead Weather, Old Crow Medicine Show e Howlin’ Brothers). Ciò che stupisce per un’esordiente che ha da sempre svolto il ruolo di comprimaria, è la solidità da veterana della scrittura, che la produzione di White esalta in una elegante commistione di generi (country, rock, pop, rockabilly, bluegrass), levigata in oltre un anno di lavorazione. Se la voce della Mae e alcuni episodi in scaletta (Honky Tonks & Taverns su tutte) possono far tornare alla mente Emmylou Harris, nel complesso il disco vive di luce propria grazie a uno stile già ben identificabile. L’opener Over the Hills and Through the Woods fonde swamp rock e country con un retrogusto anni ’90, che fa pensare a una versione morbida delle 4 Non Bondes. Il primo singolo, Wash Me Clean, possiede un tiro pazzesco e l’irresistibile melodia nasconde un retroterra che profuma di Appalachi. L’allegrezza meditabonda di Honest & True, il passo sbilenco della conclusiva Dance To The Beat of My Own Drum, piccolo miracolo in cui convivono ritmica tribale, bluegrass, pop e soul, e le volute sottili degli arpeggi in cui evapora il country della title track sono gli high lights di un disco che regala agli appassionati di Americana una nuova stella. Lillie Mae è uscita dal gruppo e si prende, finalmente, tutte le luci della ribalta e un meritato plauso.