REVIEWSLE RECENSIONI
07/07/2017
Spoon
Hot Thoughts
L’ennesima ottima prova di una band che regge il peso del tempo che passa e continua a non sbagliare un colpo
di Nicola Chinellato

Gli Spoon sono proprio come quel famoso vino, che più invecchia più diventa buono. Il loro suono è cambiato, è diventato più strutturato: forse ha perso la genuinità degli esordi, ma si è fatto più complesso e ricco di sfumature. Giunti al loro nono album in studio, la band capitanata da Britt Daniel, sforna l’ennesima gemma, seguito ideale (anche perché in cabina di regia si siede nuovamente Dave Fridmann) dell’ottimo e fortunato They Want My Soul, uscito tre anni fa. Nonostante una carriera che dura da più di un ventennio, siamo di fronte a una band che non si ricicla, che continua a guardare avanti e i cui standard compositivi esprimono ancora un ottimo livello di creatività. Hot Thoughts è un disco di funky pop nel cui ordito prevalentemente elettronico (è il primo album in cui non vengono suonati strumenti acustici) si nascondono le consuete irresistibili melodie, reminiscenze beatlesiane, umori soul e qualche tentativo di sperimentazione, come nella strumentale e conclusiva Us, fascinoso (e riuscito) tentativo di proporre sognanti atmosfere che rimandano al sax di Jan Garbarek. La title track, posta come opener della scaletta, è una bomba electro-funk sufficiente da sola a coprire il prezzo del biglietto. E’ tutto l’album, però, a girare a mille e a essere ispiratissimo, sia in quei brani dalla struttura più complessa (il loop elettronico a la Radiohead di WhisperI’lllistentohearit, l’uggiosa Pink Up), sia quando la band spinge l’ascoltatore verso il dance floor con il beat di First Caress, sia quando esplicita senza filtri quel groove funky che pervade sottotraccia l’intera scaletta (Can I Sit Next To You). Da segnalare anche l’ironica Shotgun, che gioca di rimando con certa dance anni ‘80 (I Was Made For Loving You dei Kiss è qualcosa di più di una semplice citazione) e I Ain’t The One, ballata soul dolce amara e uno dei vertici di un album versatile e intrigante che manderà in tilt le casse del vostro stereo. L’ennesima ottima prova di una band che regge il peso del tempo che passa e continua a non sbagliare un colpo.