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MAKING MOVIESAL CINEMA
26/10/2018
Paul Greengrass
22 Luglio
Mettendo da parte le polemiche sull'utilità di certi film che rendono spettacolari e ancora più antieroiche figure che si vorrebbe solo dimenticare, concentriamoci solo sul film, sulla sua fattura che no, non sa convincere.

22 luglio 2011
La Norvegia viene scossa dall'attentato più sanguinoso di sempre sul suo suolo, e fa conoscere al mondo la mente malata di Anders Behring Breivik.

5 settembre 2018
Paul Greengrass presenta il suo film a Venezia, che degli attentati ad Oslo e Utoya parla, mostrandoci il prima, il durante e soprattutto il dopo dei suoi protagonisti: Breivik stesso, organizzato e capace, gelido e contorto, fiero del suo risultato, il suo reticente avvocato, il primo ministro Jens Stoltenberg colpito e in parte responsabile della poca tempestività nei soccorsi, e ovviamente le vittime, concentrandosi in particolare su un sopravvissuto tenace e sulla sua famiglia che dall'incubo di quel giorno faticano ad uscire.

10 ottobre 2018

22 Luglio è disponibile su Netflix, per mostrare e raccontare a tutti quanto in quel giorno è successo.
Mettendo da parte le polemiche sull'utilità di certi film che rendono spettacolari e ancora più antieroiche figure che si vorrebbe solo dimenticare, concentriamoci solo sul film, sulla sua fattura che no, non sa convincere. Sarà per una regia patinata, troppo pulita e fredda, sarà per un racconto mal bilanciato, in cui si passa poco tempo ad Utoya, troppo in aule d'ospedale e di tribunale, restituendo testimonianze che per quanto vere, al cinema hanno quel sapore ruffiano e buonista che si fatica a giustificare.
Difficile capire anche la scelta di utilizzare attori norvegesi e farli recitare in inglese, ponendo un filtro ulteriore alla vicenda, finendo per non centrare l'obiettivo di voler parlare di una nazione in lutto che cerca di reagire, rimanendo quindi all'esterno. Non si discutono il momento, le paure, i traumi, si discutono scelte in fase di sceneggiatura, si discute la resa finale, che non riesce né ad appassionare né ad arrivare al cuore.
La consapevolezza è che questo non sembra né il film né il regista più adatto per raccontare un fatto di cronaca così cruento, che sa purtroppo richiamare a un presente sempre più violento.