Uscendo per la prima volta in solitaria, Wolter realizza una musica che sembra un ricordo: scolorita dal sole, ampia e profondamente viva. È intima e cinematografica allo stesso tempo: musica per conversazioni notturne a cuore aperto e lunghi viaggi in macchina verso nessun luogo in particolare, con ogni nota carica di nostalgia e movimento.
Co-prodotto con l’amico d’infanzia Allister Kellaway (Last Living Cannibal), A Moment In My Eyes è allo stesso tempo un traguardo personale e una visione condivisa che prende vita. Le canzoni brillano per texture ed emozione: sensibilità pop distorte, esplosioni di sassofono, synth analogici caldi e chitarre irrequiete si scontrano con una potenza corale grezza, dando forma a un suono spontaneo, magnetico e pieno di slancio. C’è un forte senso di comunità nel modo in cui le melodie si intrecciano, come vecchi amici che si ritrovano e finiscono le frasi l’uno dell’altro a metà.
Nata e cresciuta sull’Isola di Man, sospesa tra mito e nebbia, la musica di Wolter è inseparabile dal paesaggio che l’ha formata. A tratti profondamente personale e confessionale, in altri ampia e orchestrale, le sue canzoni si muovono con uno scopo preciso, come qualcosa modellato dal tempo e dalle maree. Con alcuni dei migliori musicisti di Brighton coinvolti nell’album, My Precious Bunny sta rapidamente guadagnando slancio.
Lily Wolter racconta: «In origine chiamato “KookieLou”, ho iniziato questo progetto quando avevo 16 anni al college sull’Isola di Man, frequentando un B-tech in Art & Design. È stato l’inizio del mio “fare cose”: sculture, stampe, disegni e, infine, demo. Dopo aver formato Penelope Isles (una band che ho avviato con mio fratello a Brighton nel 2017), questo progetto parallelo è finito in secondo piano. Ho sempre pensato di farci qualcosa un giorno, ma non ho mai trovato il tempo perché stavo dedicando tutto a Penelope Isles.
È stato solo con l’arrivo del lockdown, quando mi sono ritrovata “benedetta” da quattro mesi a casa dei miei genitori a Penzance, in Cornovaglia, senza nulla da fare se non registrare demo e andare a fare surf (ero una delle fortunate), che ho scritto la maggior parte di queste canzoni. Fresca di una rottura, mi sono ritrovata immersa in un peso enorme fatto di riflessione, gelosia, cuore spezzato, ricordi, confusione, insicurezza e bassa autostima, che veniva alleviato registrando demo nella mia camera da letto. Le ascoltavo orgogliosamente in loop, chiedendomi cosa farne. È stato estremamente catartico e sono molto grata per quel piccolo capitolo.
Quando mio fratello si è impegnato in un altro progetto, è stato il momento perfetto per prendere queste canzoni e registrarle seriamente con l’aiuto del mio carissimo amico Allister Kellaway. Ho conosciuto Alli quando avevo 15 anni e il suo progetto precedente (The Mantis Opera) è stato una gigantesca fonte di ispirazione per me. Ho sempre ammirato le sue canzoni e il modo in cui suonano, e non riuscivo a crederci quando ha detto SÌ alla produzione del mio album. Per me aveva perfettamente senso, ed è stato un onore averlo al mio fianco per dare vita a tutto questo. Non solo sono cresciuta con lui come un importantissimo modello di riferimento, ma la sua anima meravigliosamente calma e paziente, unita alla sua conoscenza enciclopedica e alla sua ossessione per cose che io non capisco, hanno reso questo periodo davvero speciale.
My Precious Bunny è il modo in cui mia madre mi ha sempre chiamata. “A Moment In My Eyes” è l’ultima traccia dell’album ed è il modo migliore che ho per descrivere questa raccolta di pensieri ed emozioni».

Commentando il singolo “I Go Up, You Go Down”, Lily Wolter racconta: «Nel pieno del lockdown, a casa dei miei genitori, “I Go Up, You Go Down” è stata un’osservazione di tutto ciò che stava accadendo intorno a me in quel momento: stavo attraversando la fine di una relazione di lunga durata e mi ero trasferita dai miei, mentre guardavo il mondo crollare al telegiornale. In mezzo al caos, ero completamente assorbita da quanto sia terribile il fatto che si possa condividere un letto con qualcuno per anni, essere l’intero mondo l’uno dell’altra, e poi un giorno… evitarsi per strada. Un dolore che molti possono comprendere. Questa è stata la versione di prova che ha suggellato l’accordo con Paul Gregory (Lanterns On The Lake). È riuscito a trattare le dinamiche della canzone con enorme cura, dandole allo stesso tempo una bella spinta».

Tracklist
1. Times That Passed
2. Blackcurrants
3. Tryin’ But I’m Dyin’
4. Wack
5. The Joys Of Adulthood
6. Young Pup
7. KookieCannibal
8. Longacre
9. Punchin’
10. I Go Up, You Go Down
11. A Moment In My Eyes
