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SPEAKER'S CORNERA RUOTA LIBERA
29/01/2026
Live Report
Amaranthe + Epica + Charlotte Wessels, 28/01/2026, Alcatraz, Milano
Una Milano leggermente piovosa accoglie uno dei primi concerti importanti del 2026 nel settore metal, grazie a una accoppiata di band quantomeno curiosa ma anche ricca di talento e varietà sonora, con una chicca iniziale da non sottovalutare. Menù ricco tra i magistrali Epica, i baldanzosi Amaranthe e una sorprendente Charlotte Wessels.
di Iputrap

Buona affluenza in un Alcatraz che apre in orario quasi pomeridiano, dato che tra esibizioni e brevi pause, la musica fluirà libera dalle sette della sera fino alle undici, in questa unica tappa italiana dell’Arcane Dimensions Tour, condiviso a metà tra gli Amaranthe e gli Epica, che si turnano l’esibizione finale ma effettivamente offriranno due spettacoli da headliner al prezzo di uno, con un bonus molto prezioso a nome Charlotte Wessels.

La cantante olandese non è di certo una novellina, avendo militato nei Delain per più di quindici anni, dedicandosi dal 2021 alla sua carriera solista e soprattutto all’uscita di un superbo album di metal moderno come The Obsession. La sua presenza come support nel tour si deve probabilmente alla sua amicizia con Simone Simons, culminata nel 2022 con la sua partecipazione al brano “Sirens - Of Blood and Water”, che verrà trionfalmente proposto anche durante il set degli Epica.

Charlotte ha un timbro espressivo e molto personale e nella mezz’ora a sua disposizione si dedica soprattutto a presentare il suo disco più recente, ma si viene facilmente rapiti da questa evoluzione sonora che copre il metal del passato, del presente e soprattutto del futuro, raggiungendo vette di coinvolgimento davvero rare e mai banali o retoriche. La sensazione è quella di ammirare una artista che è stata valorizzata solo parzialmente dalla sua esperienza nei Delain e che oggi è libera di cantare e suonare quello che vuole e come lo vuole. Se queste sono le premesse, aspettiamoci grandi cose nei prossimi anni.

 

Stasera agli Epica tocca un ruolo subalterno agli Amaranthe, ma è innegabile che molti dei fan presenti siano qui per loro. D’altronde è impossibile fare un paragone tecnico o artistico tra questi due gruppi, perché la loro diversità rappresenta probabilmente la forza di questo tour. Quando si parla di questo sestetto olandese, possiamo definirlo solamente come un esempio di come la musica dovrebbe essere scritta, prodotta, suonata e resa sul palco, perché nulla viene lasciato al caso e tutto ha un suo significato profondo, come lo stage del tutto ispirato all’ultimo lavoro Aspiral, dei giochi di luci di grande e profonda intensità e una performance della band formalmente impeccabile ma anche emozionante.

Il metal sinfonico degli inizi è diventato un magma sonoro originale e fortunatamente indefinibile, ma soprattutto rappresenta una esperienza unica nel suo genere che non può essere confinata in un concerto fine a sé stesso o dove semplicemente, si ascoltano una serie di brani in fila casuale. Gli Epica sono una vera e propria avventura che riempie i sensi e appaga chi cerca qualcosa di speciale, a patto che si decida di entrare nel loro mondo, con fiducia e senza pregiudizi. Parliamo comunque di uno spettacolo che è oggettivamente straordinario e di una creatività ancora torrenziale, dopo più di vent’anni di gloriosa carriera. Nota di merito anche per i suoni che risultano perfettamente bilanciati e pulitissimi.

 

Gli Amaranthe invece, sono tutt’altro oggetto musicale, che non cerca la perfezione ma si pone l’obiettivo di divertire, far ballare e scandalizzare i fan del “true metal”. Per molte persone puriste, stiamo parlando di una band pop con chitarre metal “ma non troppo”, e i loro dischi sono stati distrutti da una grossa frangia della critica ma anche da ascoltatori del tutto spiazzati da una proposta spudoratamente commerciale ma anche molto coraggiosa. Tre voci soliste, di cui una maschile pulita, una in virile growl e la punta di diamante Elize Ryd, che spiccano tra cori ammiccanti, ritmi quasi dance e una chitarra ribassata che vorrebbe essere cattiva ma graffia senza esagerare.

Troppo furbi oppure semplicemente originali, ma di certo il leader Olof Mörck non è uno sprovveduto e il successo di pubblico è costante dal 2008. Ci si aspetta dunque di vedere qualcosa di scoppiettante e clamoroso, ma ci dovrà accontentare di uno show senza grandi fronzoli visivi, in cui stranamente il suono generale si rivela un po' troppo impastato e gli intrecci vocali non sempre risultano impeccabili. Le grandi hit vengono riproposte freneticamente e il trio di voci si danna per coinvolgere il pubblico e farlo cantare, ma dopo uno show incredibile come quello degli Epica, l’impatto risulta necessariamente inferiore. Nulla di male, perché stiamo comunque parlando di una eccellente serata di grande musica, e ce ne vorrebbero molte altre.