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MAKING MOVIESAL CINEMA
29/09/2021
Robert Wise
Andromeda
Cosa c'è di meglio tornati dalle vacanze di un bel film su un virus mortale? L'ipotesi presa qui in esame è quella di un contagio sconosciuto, alieno addirittura, sul quale il governo non ha proprio la coscienza pulitissima...

Robert Wise è un regista che oggi si ricorda poco nonostante abbia siglato pagine importanti di storia del cinema, quattro Oscar personali, due per West side story (film e regia) e due per Tutti insieme appassionatamente (ancora film e regia); detto questo potrebbe sembrare Wise un autore votato al musical invece così non è, nella sua carriera caratterizzata da periodi di grande successo e da altri di relativa bonaccia Wise si dedica ai progetti più disparati: un paio di film rimasti nella memoria ambientati nel mondo della boxe (Stasera ho vinto anch'io e Lassù qualcuno mi ama), diverse sortite nell'horror e nel noir classico (La collana insanguinata, La jena, Gli invasati), viaggi nel west (Sangue sulla Luna, Due bandiere all'ovest) e infine la fantascienza proprio con questo Andromeda, con la prima escursione cinematografica di Star Trek e soprattutto con il cult movie Ultimatum alla Terra (Klaatu barada nikto). Lavora tra l'altro come montatore per Orson Welles ne L'orgoglio degli Amberson e in Quarto potere, il film che viene spesso indicato come il più influente nella storia del cinema. Robert Wise non è stato di certo un peso piuma eppure il suo nome non è rimasto scolpito a fuoco come quello di altri registi nella memoria collettiva; negli anni 70 la sua carriera è alle battute finali, nel 1971 Wise si adopera per adattare per lo schermo il romanzo di Michael Crichton che porta lo stesso titolo del film.

In un paesino del New Mexico precipita una parte di un satellite artificiale statunitense portando con sé una forma virale di vita aliena, questo virus che in seguito verrà denominato Andromeda uccide l'intera popolazione del paese fatti salvo un neonato e un anziano malato. La zona viene isolata e un team medico composto dai dottori Stone (Arthur Hill) e Hall (James Olson) viene inviato sul posto, le ricerche si sposteranno poi nell'avanzatissimo centro sperimentale Wildfire, un luogo asettico e a prova di fuga batteriologica, ai due medici, oltre al personale della base, si uniranno la dottoressa Leavitt (Kate Reid) e il più anziano dottor Dutton (David Wayne). Lo scopo del team sarà quello di studiare il virus e renderlo inoffensivo cercando di capire il perché questo non abbia ucciso il vecchio e il neonato. Nel frattempo il virus muterà, alcuni inconvenienti intralceranno il lavoro dei medici mentre il tempo stringe, la minaccia batteriologica diventa sempre più pressante.

Cosa c'è di meglio tornati dalle vacanze di un bel film su un virus mortale? L'ipotesi presa qui in esame è quella di un contagio sconosciuto, alieno addirittura, sul quale il governo non ha proprio la coscienza pulitissima; ciò che di interessante c'è nel film è l'ipotesi concreta di trovarsi di fronte a nuove forme di vita letali senza sapere come affrontarle; bisogna concedere al governo finzionale almeno la capacità di non creare un panico diffuso nella popolazione, esempio chiaramente non preso a modello dai governi reali. La grande pecca di Andromeda è il ritmo eccessivamente blando che si vivacizza solamente sul finale, ogni fase della ricerca del team medico è dettagliata e rappresentata con grande perizia e abbondanza di particolari, gli scenari e tutto il design della base Wildfire sono realizzati con cura e con effetti all'avanguardia per i primi anni 70, alcune soluzioni grafiche sono addirittura considerate come i primi esempi di rendering computerizzato applicati al cinema, i personaggi hanno il giusto spazio e trasmettono una certa credibilità, acuita dal fatto di non vedere nemmeno un volto noto nel cast, diciamo pure che tutto funziona bene ma ogni tanto si desidera davvero una sferzata di ritmo, un'accelerata capace di rendere il film più godibile. Wise adotta molto bene alcune soluzioni di regia all'epoca non abusate come lo split screen, riprese ripetute sugli schermi dei computer, inquadrature fisse a mostrare le conseguenze del virus sugli abitati del paese colpito, dando al film una connotazione molto moderna. Interessante per diverse tematiche (la paura della discriminazione, nuovamente attuale, i limiti che la scienza non dovrebbe valicare, la minaccia batteriologica, etc...) Andromeda pecca parecchio sulla calibrazione dei ritmi, con qualche sequenza più dinamica avrebbe fatto un'altra figura ritagliandosi magari un posto al sole all'interno della filmografia di Wise nella quale invece spiccano in misura maggiore altri titoli.


TAGS: Andromeda | cinema | DarioLopez | loudd