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Appartengo al mare
De.Stradis
2026  (Sun Village x Senza dubbi, Believe, Big Time, Orfeo Booking)
NEWS ITALIANA SOUL/R&B/FUNK/BLACK
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09/01/2026
De.Stradis
Appartengo al mare
Appartengo al mare è il nuovo album di De.Stradis, in uscita il 09/01. Un disco che il cantautore pugliese ha dedicato alla sua comunità e al suo personale rapporto con l'acqua e il mare.
di La Redazione

Cantautore di origine pugliese, De.Stradis ha perfezionato la sua formazione al Conservatorio di Bologna, per poi maturare un'importante esperienza live in Italia e in Europa. Tra gli otto finalisti di Musicultura 2024 con il brano "Quadri d'autore", da oltre dieci anni collabora con il polistrumentista, autore e produttore Filippo Bubbico, che ha contribuito a definire il suo sound: un'elegante fusione di tradizione italiana e influenze internazionali, che spazia dall'R&B al soul, dal jazz al pop, accompagnata da testi universali e diretti.

 

Appartengo al mare è composto da undici tracce, nate da due anni di crescita personale in cui ha sentito la necessità di approfondire il proprio percorso creativo, dedicandosi alla scrittura con l’obiettivo di far emergere la parte più autentica della sua espressione.

De.Stradis afferma riguardo l’album: “All’inizio Appartengo al mare era un titolo legato a un gesto concreto: scrivevo molto in Puglia, d’estate, e il nuoto era diventato per me un atto creativo. Ogni volta che entravo in acqua le idee venivano a galla. Con il tempo però ho capito che questo titolo parlava soprattutto delle persone attorno a me: della loro umanità, del loro senso del gioco, della capacità di restare sensibili e intraprendenti. In questo disco ho sentito la responsabilità di raccontare la mia comunità, e alla fine mi è sembrato di fare un regalo non solo a me stesso, ma anche a loro”.

 

Il disco racchiude quindi una duplice dimensione: da un lato l’origine concreta del processo creativo, legato al contatto fisico con l’acqua e al movimento come generatore di pensieri, dall’altro una visione collettiva, che guarda alla comunità come luogo di resistenza umana e culturale.

L’album segue questa doppia anima anche nella composizione dei brani: da sonorità più cantautoriali e acustiche, con attenzione ai temi sociali, fino a territori più elettronici e sperimentali, orientati alla ricerca interiore. Il cantautore ha intrapreso un lavoro fondato sulla sintesi e sulla coerenza, ampliando il proprio sguardo sul mondo, trovando nel dialogo e nelle relazioni umane uno dei principali motori creativi: la scrittura nasce dall’osservazione, dal confronto, dalle conversazioni quotidiane, portando in musica l’esperienza dell’incontro.

 

In produzione, insieme a Filippo Bubbico, ha scelto di sottrarre per mettere al centro la canzone, curando ogni dettaglio con precisione senza eccedere negli elementi sonori. Un ruolo chiave è affidato al nastro analogico, utilizzato non solo per la sua impronta estetica, ma per conferire a ogni registrazione un valore unico e irripetibile, donando al disco una naturalezza talvolta “sporca” ma profondamente umana. Anche la selezione degli strumenti risponde a questa logica: pianoforte verticale, Pro 800, JU-06, Moog, Prophet, basso, batteria, chitarra, voci e pochi campioni percussivi – soprattutto nei brani dalle sfumature elettroniche.

Dall’album sono stati estratti i singoli “Un Vortice”, “Tu somigli” e “Cit.” feat. Nico Arezzo.

 

 

 

TRACKLIST

1.INTRO

2.APPARTENGO AL MARE

3.I PRIMI DELLA LISTA

4.2000 MAI

5.UNA BANDA LARGA

6.CIT. feat. Nico Arezzo

7.RIVIVERE feat. Giargo

8.TU SOMIGLI

9.PILATO feat. Lorenzo Pellegrini

10.UN VORTICE

11.NON MI CAPISCO

 

 

GUIDA ALL’ASCOLTO

 

INTRO
L’intro è l’ultima traccia ad essere stata scritta. Nata di getto e prodotta nell’arco di un paio d’ore, è stata pensata come un’apertura dal sapore di “comunità”, la stessa che il cantautore riconosce nel mare della sua terra, il Salento. A partire dalla scomposizione e decostruzione del grande classico popolare “Lu Rusciu de lu mare”, ha coinvolto amici (cantanti e non) chiedendo loro di registrare la propria voce. Ne è nato il coro che apre il disco, dando forma al nucleo narrativo attorno a cui si sviluppa l’intero lavoro.

 

APPARTENGO AL MARE

L’autore racconta la storia di Andre Dorno, compaesano e amico d’infanzia scomparso improvvisamente per un arresto cardiaco, e dell’impatto profondo che la sua morte ha avuto sul paese e sulla comunità dell’Atletico San Lorenzo (Roma), di cui era tra i promotori e gli attivisti. Uomo del popolo, sempre in movimento, viveva la lotta con naturalezza e quotidianità. Il brano non restituisce solo il dolore della perdita, ma soprattutto una nuova spinta, quasi elettrica: la volontà di costruire qualcosa di utile e condiviso, qualcosa che lui avrebbe voluto vedere realizzato. In suo nome sono nate iniziative popolari dedicate ai giovani, festival e progetti che, in un piccolo centro di provincia, sembravano irrealizzabili. E invece, all’improvviso, hanno preso forma. Questa vitalità collettiva ha profondamente colpito e commosso l’autore.

 

I PRIMI DELLA LISTA

“I primi della lista” affronta il tema complesso delle relazioni aperte e poliamorose. Trasferitosi a Bologna, il cantautore ha imparato a comprendere chi sceglie questa forma di relazione, pur riconoscendo (senza giudizio) che la sua natura resta monogama. Nelle poche relazioni aperte osservate come realmente funzionanti ha individuato un elemento comune: un dialogo diretto e costante. Un’immagine in particolare lo ha colpito e ispirato: quella in cui una persona non viene definita come “l’unica”, ma come “la prima della lista”. Una formula che restituisce il paradosso contemporaneo tra individualismo e nuove modalità relazionali più consapevoli. È stato il primo brano nato alla chitarra e ha tracciato la direzione sonora dell’intero disco.

 

2000 MAI

Molti testi del disco nascono da conversazioni informali, e “2000 Mai” ne rappresenta l’esempio più emblematico. In un contesto sempre più individualista, ciò che si perde per primo è il confronto, soprattutto sui temi divisivi. Quando il cantautore incontra vecchi amici (quelli più lontani dalla sua attuale “bolla”) gli argomenti politico-sociali diventano improvvisamente terreno minato. Prevale la paura di scontrarsi, di scoprire visioni ormai troppo distanti. La risposta a questa distanza è stata scrivere un brano: il più ironico e leggero possibile, con un desiderio di cambiamento che rimane lì, sullo sfondo, chiaramente percepibile.

 

UNA BANDA LARGA

L’autore immagina un bambino degli anni ’80 che, guardando Ritorno al Futuro, prova a pensare al 2025: macchine volanti, progresso luminoso, possibilità senza limiti. In quella cameretta compaiono allora degli “spiriti corali”, dal suono vintage anni ’50, che gli preannunciano il futuro reale: una banda larga che connette ma allo stesso tempo ingabbia; un mondo sempre più definito, standardizzato, dove tutto diventa propaganda e merce da vendere; una contemporaneità che trasforma il locale e la territorialità in prodotto turistico; un presente che, diversamente dagli anni ’80, sembra aver perso fiducia nel domani. “Banda larga” è, di fatto, uno standard jazz futuristico.

 

CIT. feat. Nico Arezzo

Il brano nasce dal dialogo con Nico Arezzo (voce e complicità ideale) e dalla produzione di Filippo Bubbico, che ne amplifica il lato funk, soul e hip hop, creando un pezzo leggero, sarcastico, pieno di groove. De.Stradis vuole allo stesso tempo giocare e provocare, un flusso ironico che intreccia citazioni musicali e frammenti di immaginario collettivo, rielaborandoli fino a creare qualcosa di nuovo e personale. L’idea alla base è quella di esplorare il confine tra furto e rielaborazione creativa, proprio come nell’arte visiva del Novecento, dove “rubare” significava reinventare. In questo senso Cit. diventa anche un esercizio di stile contemporaneo: in un’epoca in cui l’AI rimescola e ripropone, De.Stradis mostra come l’umorismo, la prospettiva e l’umanità restino insostituibili.

 

RIVIVERE feat. Giargo

“Rivivere”, dal carattere spiccatamente R&B e jazz, è un compendio onirico sul vivere il presente mentre si rilegge il passato. In quel periodo il cantautore ha conosciuto Giorgio (Giargo) e ha intuito subito quanto la sua voce potesse interpretare quella dimensione nostalgica. Il brano è nato di getto, senza analisi, senza bisogno di complicare. Impreziosito dal sax di Manuel Caliumi, jazzista affermato, è stato poi ridefinito da Filippo Bubbico, che ha dato al pezzo il respiro cercato: dal groove di batteria alle idee di pianoforte, il suo lavoro è stato decisivo. «Rivivere è forse il brano che più mi ha sorpreso, una volta conclusi i lavori», racconta il cantautore.

 

TU SOMIGLI

"Tu somigli", prodotto da Taketo Gohara, è un brano pop dalle sfumature soul, dove una scrittura evocativa si fonde con una vocalità intensa. Racconta l’apatia come distacco emotivo, parla di un passato più ingenuo, oggi distante, e descrive la fatica nel trovare un significato a ciò che ci accade. Le parole inseguono un pensiero confuso, in bilico tra il bisogno di sentire e l’idea che, in ogni caso, nulla basti davvero. Al centro, la figura dell’altro, simile a un ideale irraggiungibile, simbolo di un desiderio costante e mai appagato, destinato a riaffiorare ciclicamente.

 

PILATO feat. Lorenzo Pellegrini

“Pilato” nasce d’estate, al mare, con una chitarra tra le mani. È il brano più autobiograficamente legato al tema dell’amore dell’intero disco. Parla di rapporti a distanza, non necessariamente geografica, ma emotiva. Alla soglia dei trent’anni, il vissuto accumulato porta a costruire barriere: si diventa meno ingenui, forse più protetti, ma anche meno spontanei e meno capaci di lasciarsi coinvolgere davvero in una nuova relazione. De.Stradis ha trovato in Lorenzo Pellegrini la persona ideale a cui affidare lo sviluppo del brano. “Pilato” presenta un’armonia ricca, piena di possibilità, e Lorenzo, cultore della melodia e dell’armonia, ci ha lavorato con grande sensibilità, aggiungendo molto del suo all’arrangiamento.

 

UN VORTICE

Il brano racconta il senso di smarrimento e saturazione diffuso nel presente. In una società sovraccarica di stimoli, giudizi e soggettività esibite, ci si ritrova spesso come foglie al vento — ma al tempo stesso parte attiva di quelle stesse dinamiche. Le due sezioni di “Un vortice” incarnano questa dualità: da un lato, l'ammissione sincera del proprio disorientamento; dall’altro, un’esplosione liberatoria che restituisce tutta la destabilizzazione generata dalla contemporaneità.

 

NON MI CAPISCO

“Non mi capisco” chiude il disco per una ragione precisa: è pensata come una sorta di bonus track. È il primo brano che il cantautore ha deciso di produrre interamente da solo e, al tempo stesso, quello che ha richiesto più tempo. La prima idea risale a quattro anni fa, ma solo dopo un lungo periodo è arrivata l’ispirazione necessaria per proseguire. Anche la scrittura ha richiesto un’attesa: in questo pezzo contano la ripetizione, il suono, il mantra, e serviva un’intuizione capace di raccontare in modo essenziale un tema profondamente esistenziale. La cura meticolosa di ogni dettaglio (suoni, modulazioni, automazioni) è stata per il cantautore un piacere assoluto. “Non mi capisco” rappresenta la chiave che unisce due aspetti spesso presenti nel suo album: la complessità della scrittura e la semplicità che ha cercato di esprimere in questo disco.

 

 

 

BIOGRAFIA

Vincenzo Destradis, in arte De.Stradis, è un musicista cresciuto tra le spiagge della Puglia e le aule del Conservatorio di Bologna. Ha intrapreso numerosi tour in Italia e in Europa, sia con il suo progetto solista che con altre formazioni (Westfalia e Mangroovia).

La sua musica è caratterizzata da melodie cristalline, dove voci e synth dominano la produzione, affiancati da groove di matrice black che ne sono il motore ritmico. I suoi testi esplorano emozioni e riflessioni attraverso immagini semplici. Da oltre dieci anni collabora con il produttore Filippo Bubbico, che lo accompagna anche in questo nuovo percorso artistico. Il live è da sempre il cuore pulsante della carriera di De.Stradis: uno spettacolo immersivo, ricco di sorprese, capace di catturare e coinvolgere.

De.Stradis debutta a febbraio 2023 con il singolo "Quadri d'autore", seguito a maggio da "Darker Bologna", brano che conquista subito l’attenzione della scena musicale bolognese. A ottobre dello stesso anno pubblica il suo EP di debutto, Duale, prodotto da Sun Village Records con il supporto di Puglia Sounds Record.

Nel 2024, De.Stradis è tra gli otto vincitori di Musicultura con il brano "Quadri d'autore", dove ottiene sia il premio del pubblico che il riconoscimento per la migliore performance durante le audizioni al Teatro Lauro di Macerata. Con lo stesso brano, arricchito da un arrangiamento speciale per orchestra da lui stesso curato, si aggiudica anche il terzo premio al Proscenium Festival.

A novembre 2024 pubblica il singolo "Un Vortice", che presenta live in tour nei club di Roma, Pisa, Torino, Lecce, Taranto, Bologna, Modena, seguito dai singoli “Tu somigli” e “Cit” feat. Nico Arezzo, primi tre estratti dal suo primo disco di inediti Appartengo al mare, in uscita il 9 gennaio 2026.

 

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