La canzone più famosa dei Jethro Tull e quella che dà il titolo a uno dei dischi più significativi del movimento progressive: "Aqualung" affronta e analizza quelle che sono normalmente le nostre reazioni emotive nei confronti dei senzatetto. Ian Anderson, leader, cantante e flautista della band scrisse il testo, definendolo "una canzone carica di sensi di colpa e confusione su come rapportarsi con i mendicanti e i senzatetto". Le liriche, infatti, parlano di quel mix di sensazioni, di colpa, disgusto, imbarazzo e confusione, che proviamo ogni volta che ci troviamo di fronte alla dura realtà dei diseredati. Spesso, vediamo qualcuno che ha chiaramente bisogno di aiuto, che si tratti di poche monete o di una parola di conforto, e invece lo ignoriamo.
Nella storia raccontata dalla canzone, "Aqualung" è un senzatetto solo, sporco, affamato, il cui personaggio fu creato dal cantante ispirandosi a fotografie reali di uomini senza fissa dimora.
La moglie di Ian all'epoca, Jennie, era, infatti, una fotografa amatoriale e aveva portato delle foto di senzatetto da far vedere ad Anderson. Le liriche, all’inizio brevi didascalie delle foto esaminate, furono scritte anche con il contributo di Jennie, che venne inserita nei crediti come autrice e che per tal motivo ricevette la metà dei diritti del brano.
Sebbene questa sia la canzone più famosa dei Jethro Tull, non è mai stata pubblicata come singolo. Ai tempi le radio (come oggi, peraltro) passavano solo brani di tre minuti, e "Aqualung" era troppo lunga e, per così dire, poco lineare, visto che iniziava con un riff di chitarra potente per poi passare a sonorità acustiche più rilassate. Tutto tranne che digeribile per un pubblico mainstream.
Non tutti lo sanno, ma un "Aqualung" è un autorespiratore portatile per subacquei. Anderson immaginò di dare al senzatetto protagonista del brano quel soprannome a causa di problemi respiratori cagionati dalla vita all’addiaccio. L'idea gli venne guardando un programma televisivo chiamato Sea Hunt, in cui il protagonista, che indossava un Aqualung, respirava affannosamente sott’acqua. Quello che Anderson non sapeva è che Aqualung era un marchio registrato, tanto che la Aqualung Corporation of North America intentò una causa legale alla band dopo l'uscita dell'album. La causa fu poi archiviata, ma la minaccia di un'ulteriore azione legale preoccupò Anderson per lungo tempo.
La celeberrima copertina dell'album è un acquerello del personaggio Aqualung, realizzato dall'artista Burton Silverman. Il manager dei Jethro Tull, Terry Ellis, gli commissionò il lavoro dopo aver visto le sue opere sulla rivista Time. Burton scattò alcune foto a Ian Anderson con indosso il suo vecchio cappotto prima di dipingere la copertina, e l'opera risultante assomigliava molto a una versione sciupata del cantante, che, per inciso, non fu affatto contento del dipinto. Nonostante le obiezioni di Anderson, la copertina è diventata un'immagine iconica del rock, ma ha anche dato origine a un'altra causa legale sull'utilizzo dell'immagine: Burton riteneva che la band non avesse i diritti per usarla su magliette e altro materiale promozionale.
L'insolito effetto sonoro che si sente in questo brano si chiama "borbottio telefonico" e consiste nell'eliminare tutte le frequenze tranne una stretta banda intorno ai 1000 hertz, con l’intento di riprodurre la voce che se provenisse da una cornetta del telefono.
Come la maggior parte dei brani dell'album, anche "Aqualung" si chiude con un finale brusco. Il motivo? Anderson sapeva che avrebbe dovuto eseguire questi brani dal vivo, dove non era certo possibile una lenta dissolvenza..
