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Baby You're A Winner
Grandmas House
2026  (Brace Yourself Records, 5rp)
2026 NEWS POST-PUNK
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20/08/2026
Grandmas House
Baby You're A Winner
Il quartetto di Bristol Grandmas House debutta il 21/08 con Baby You're A Winner per Brace Yourself Records, via 5rp. Intensità post punk, profondità melodica, riff potenti, momenti vulnerabili, luce e oscurità, amore e dolore, ma raccontati con la stessa energia di un live.
di La Redazione

Proprio come i cieli minacciosi che precedono una tempesta, l’album di debutto del quartetto di Bristol Grandmas House, Baby You’re A Winner, cattura sia il lato luminoso che quello oscuro delle relazioni umane attraverso inni rock travolgenti, narrazioni brillanti e momenti di sorprendente tenerezza.

Mentre le armonie intrecciate di chitarra e cori del brano che dà il titolo all’album, “Baby You’re A Winner”, si insinuano nel tuo subconscio, potresti aspettarti un’introduzione soft da parte dei Grandmas House, ma le fondamenta di questo quartetto di Bristol si basano proprio sul camminare sul filo sottile tra luce e oscurità. Questa missione è chiarissima fin dal momento in cui entrano in scena le linee di basso rombanti di Zoë Zinsmeister. Il debutto della band è ricco di elementi contrastanti: melodico e abrasivo, intimo e caotico, composto con cura ma al tempo stesso travolgente.

 

E questo non è mai stato più vero che nella loro straordinaria interpretazione vocale. Il caratteristico ringhio della chitarrista Yasmin Berndt si distingue nel panorama post-punk britannico attuale (ma, a voler essere precisi, ricorda il ringhio grezzo di Grian Chatten dei Fontaines DC). La batterista Poppy Dodgson aggiunge una seconda voce solista di grande impatto, mentre la bassista Zoë Zinsmeister apporta un terzo strato alle armonie spesso sinistre del gruppo.

Le fondatrici della band, Berndt e Dodgson, si sono conosciute all’università, legando grazie alla passione per gruppi indie come gli Shame e le Goat Girl. Ma è stato un altro quartetto a spingerli a prendere in mano gli strumenti. «Vedere i The Big Moon dal vivo prima ancora di aver suonato noi stessi ci ha ispirato tantissimo», ricorda Dodgson. Trasferitisi a Bristol, le due sono andate a vivere insieme e hanno reclutato Zinsmeister al basso e, in seguito, Polly Jessett alla chitarra solista. La spinta a esibirsi è arrivata però proprio dal cuore di quella comunità accogliente e creativa. «Abbiamo detto al proprietario del Thunderbolt che stavamo scrivendo canzoni, e lui ci ha risposto: “Ok, allora avete un set!”», ride Dodgson. «Senza quella spinta, non so se avremmo avuto il coraggio di farlo».



 

Dopo aver pubblicato una manciata di EP e aver testato il nuovo materiale durante i concerti, le Grandmas House sono entrate in studio per registrare il loro album di debutto con il produttore Ali Chant (PJ Harvey, Yard Act, Perfume Genius), con l’obiettivo di tradurre l’intensità dei loro concerti dal vivo in qualcosa di più ampio. «La nostra musica è difficile da catturare nelle registrazioni perché ha tantissima energia», dice Berndt. «A volte ci dicevamo: “Dal vivo è molto più potente. Come possiamo renderla altrettanto potente?”». Quella potenza risiede nella capacità dei Grandmas House di affrontare i grandi momenti della vita con tenerezza, tra riff travolgenti.

Facendo eco alla capacità dei Big Thief di raccontare storie in modo vivido, il debutto della band dipinge un ritratto acuto dell’amore, del dolore e dell’equilibrio agrodolce tra tristezza e catarsi, come spiega Dodgson. «Abbiamo scritto questo album sulla crisi esistenziale che caratterizza il percorso della vita. Parla di amore e infatuazione, ma anche di lutto e solitudine. È emozionante, potente e divertente, tutto allo stesso tempo».

 

L’album dà voce anche alla vulnerabilità fisica e allo squilibrio emotivo. Il fragoroso singolo di punta “DOG” riflette sulla malattia cronica e sul trattamento medico sprezzante, con Berndt che sputa parole amare: “Ti fa ringhiare a denti stretti / Il dottore diceva sempre che questa pillola è tutto ciò di cui avrai mai bisogno”. I toni sorprendentemente cupi di “Soaked” esplorano l’amore queer, mentre le tenere linee di chitarra di Jessett si librano in una liberazione catartica simile a “Big Sigh” di Marika Hackman.

Ma ci sono anche potenti elementi rock presenti in tutto l’album. “Dance” è un classico dei concerti dal vivo che trae ispirazione dal recente tour di supporto della band al fianco dei Big Special, giganti delle Midlands. Anche “The Table” è stata perfezionata in tour e affronta la fine di una relazione. «La suoniamo da tantissimo tempo. All’inizio era molto più punk e da allora è diventata un grande inno rock», aggiunge Dodgson. Altrettanto aggressiva, “Next Big Hit (Choo Choo)” si scaglia con forza contro il disprezzo riservato alle donne nell’industria musicale con una distorsione schiacciante che accompagna la voce impassibile di Berndt e una linea melodica provocatoria che ti travolge con la forza di un treno merci.

Anche i momenti più delicati dell’album risultano intensamente fisici. "Blue Oblivion" descrive questi sentimenti travolgenti come una «pietra in fondo ai miei polmoni», mentre la straordinaria "Taxidermy" insiste nel voler indossare la persona amata come un cappotto. Accanto alle connessioni profondamente umane - il dolore avvolto nella malattia ("I Miss That House") e e la straziante accettazione del lasciar andare (“How It Is”) - c’è una forte corrente di natura che attraversa l’album, che Dodgson fa risalire al suo amore per la poetessa Mary Oliver. In "Baby You’re A Winner", Berndt esprime questo sentimento nei testi: «Se piantassi un fiore ogni volta che mi manchi / potrei passeggiare nel mio giardino, cercando di dimenticarti».

Fa anche capolino un barlume di speranza verso giorni più luminosi. Come ammette Jessett con il brano di chiusura dell’album, "Spring": «Volevamo un momento emotivo ed essenziale nell’album e l’abbiamo scritto con questa intenzione». Nonostante tutta l’oscurità che permea Baby You’re A Winner, emergono momenti di luce sotto forma di amicizia incrollabile e narrazioni incisive su cosa significhi sentirsi veramente vivi.

 


TRACKLIST

01. Baby You’re A Winner
02. DOG
03. Blue Oblivion
04. The Table
05. Hurricane
06. Dance
07. Next Big Hit (Choo Choo)
08. Taxidermy
09. Soaked
10. I Miss That House
11. How It Is
12. Spring

 

Info band:

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