Cerca

logo
REVIEWSLE RECENSIONI
02/07/2026
La Sécurité
Bingo!
Con il suo secondo album, l’esplosiva band di Montréal riscrive le regole del divertimento in chiave art-punk.

Dieci pezzi in appena trenta minuti e, al netto di un pit-stop centrale dal titolo “Princesse”, nemmeno un secondo di tregua. Il nuovo lavoro del collettivo canadese La Sécurité è un disco moderno e inafferrabile, un’entità che si fa fatica a tenere ferma. Meglio così. Si avvicina l’estate, cresce la voglia di musica sbarazzina e, con il caldo, è bene fare il cambio degli armadi e liberarsi dai dischi che si appiccicano addosso e fanno sudare.

Le tracce di Bingo! invece sembrano appena estratte dalla ghiacciaia e scivolano via così rapidamente da lasciare dietro di sé solo la freschezza di un ritmo usa e getta, di suoni talvolta dissonanti e ostili ma immediatamente nebulizzati e dispersi nell’aria dal vortice del BPM con cui sono riprodotti, e di versi che suonano come ammonimenti continui, un po’ declamati e un po’ cantati in inglese e in francese.

 

I La Sécurité sono un esilarante quintetto di Montréal composto da Éliane Viens (voce e percussioni), Félix Bélisle (basso), Kenny Smith (batteria), Laurence Anne Charest-Gagné (chitarra e voce) e Melissa Di Menna (chitarra e voce), tutti con una diffusa e condivisa attitudine all’uso del synth, strumento che tutti in Bingo!, il loro secondo ellepì, dimostrano di saper maneggiare con intelligenza e dimestichezza.

In ciascuna traccia dell’album non c’è nemmeno il tempo di guardarsi intorno per vedere che succede che già è il momento di sbaraccare tutto per passare a quella dopo, ma la lievità con cui i pezzi si succedono (complice la loro reciproca diversità) abbatte qualunque esigenza di decodifica. Una botta di adrenalina sonora per una vera e propria esperienza di esaltazione emotiva, il tutto senza muovere un dito. Considerata la velocità, qualunque accenno di danza strutturata risulterebbe comunque inappropriato.

 

Il fatto che in Bingo! si alternino tracce con intenzioni alt-surf (“Snack City” e “Nah Nah”), composizioni disco punk (“Deny” e la titletrack “Bingo!”), new new wave (“Detour”, “Trixie” e “Ketchup”), egg-punk (“Power Snoozer”) e cose indie vagamente Wet Leg (“Princesse” e “Chill Pill”), non deve trarvi in inganno. Lo stile stravagante, già al secondo o terzo brano, è palesemente riconoscibile. I giri di basso non convenzionali e le parti di batteria dalla forte personalità costituiscono l’ossatura che si conferma e solidifica canzone dopo canzone. I riff di chitarra si inseguono con suoni taglienti e puliti e, in caso di necessità, con incalzi più decisi resi graffianti dal distorsore. L’impiego decisamente poco ordinario dei sintetizzatori e delle tastiere amalgama il tutto, confezionando basi originali in grado di fornire alle voci la massima libertà espressiva. 

Temi come l’equilibrio, la corsa all’emancipazione femminile, i rapporti tossici, l’alimentazione e i problemi di tutti i giorni sono affrontati in modo grottesco o, laddove la scelta musicale lo consenta, con nonchalance, sarcasmo e ironia. Non manca l’estemporaneità degli anziani che si divertono giocando a “Bingo!” e quella della realtà ipersessualizzata di chi traffica con il commercio del proprio corpo. Versi portati in studio di registrazioni già pronti all’uso o improvvisati al momento del take decisivo, ma è la band stessa a sfidarci, con il proprio approccio compositivo, nel cogliere le differenze.

 

E se si dice "bingo!" (o "ho fatto bingo!") quando si ottiene una vittoria inaspettata, si azzecca la risposta giusta a un quiz, o si raggiunge esattamente l'obiettivo sperato, anche se dalle nostre parti funziona più “tombola” ma la faccenda non cambia, i La Sécurité vincono e convincono per l’idea spassosa alla base delle loro composizioni e del modo unico con cui dimostrano di saper mettere in musica, con un piglio eccentrico, un’energia più che esplosiva.