Tra post-punk e canzone italiana (post-noia), gli Asianoia fanno della forma canzone una soluzione alternativa. Osservano il reale attraverso la lente del paradosso: l’assurdità del quotidiano, le persone, le città, le condizioni mentali complesse e contraddittorie. Per la musica come strumento collettivo di emancipazione e di lotta, un mezzo attraverso cui dissezionare il distorto e il violento.
Gli Asianoia tornano a distanza di due anni dalla pubblicazione dell'EP d'esordio Abbiamo ceduto alle more con il loro primo album: dieci tracce di post-punk in italiano estremamente concettuali che raccontano la società moderna tra contraddizioni, provincia, salute mentale, lavoro, vita, morte.
Traccia dopo traccia, i versi scritti da Valerio Runa Mordenti (voce e chitarra della band) vanno a delineare una sorta di elogio dell'uomo moderno, più che una pura critica. Una rappresentazione che aspira all'autenticità, al giusto, al bello, alla verità (carne) e cerca di fuggire alla superficialità, all'ipocrisia e all'assurdità dell'attuale società (plastica). Una fotografia tanto sconfortante quanto esaltante, che si muove con naturalezza nell'ombra, emanando luce.

Nel cinema di David Cronenberg il corpo non è mai una superficie stabile, ma un organismo attraversato da tensioni che lo trasformano continuamente, rendendo indistinguibile il confine tra attrazione e disfunzione. Carneplastica si colloca in una logica simile, ma traslata nella forma canzone: ciò che è riconoscibile non viene abolito, ma mantenuto attivo mentre viene sottoposto a una pressione costante che ne altera il funzionamento interno. Le strutture restano leggibili, ma non arrivano mai a stabilizzarsi in una direzione definitiva.
In questa condizione, la scrittura non lavora sulla risoluzione delle contraddizioni, ma sulla loro coesistenza: ciò che è quotidiano diventa materia instabile, attraversata da impulsi opposti che non cercano sintesi ma permanenza. Sul piano sonoro, il riferimento a una sensibilità post-punk, nella tradizione italiana più nervosa e diretta, non è solo estetico ma strutturale: la forma resiste mentre si incrina, insistendo più sulla frizione che sull’evoluzione.
«Carneplastica è il nostro primo album, composto da dieci canzoni. Cantiamo in italiano l’assurdità della società e dell’uomo contraddittorio che la abita: la provincia, la salute mentale, il lavoro. Tutti gli aspetti della sottilissima tensione tra il pudore e l’esibizionismo, tra la voglia di amare e l’odio sanguigno, tra la carne e la plastica, tra la spinta a vivere e il suicidio, e così, avanti, verso i confini dell’alienazione contemporanea. Ci riappropriamo della forma canzone classica deformandola attraverso soluzioni alternative portando i brani in un mondo non convenzionale e strettamente personale. Questo non è un manifesto di critica. È un vero e proprio elogio all’uomo moderno. È una dedica a tutti noi.
La quotidianità di Francesco Ranocchia è la nostra ispirazione, la vita “normale” che viviamo è il climax della nostra narrazione. È tutto rivolto verso l’incomprensibile feticismo della morte, che paradossalmente ci mantiene vivi, che ci costringe ossessivamente a cercare qualcosa che non funziona, un nuovo dolore, una nuova malattia. È la corsa disperata nel provare a salvare qualcosa che crediamo stia marcendo velocemente, e che deve essere curata al più presto.
“Per ogni malattia c’è una cura.”
“Quindi dimmi, ti piace perché vive o perché sai che può morire?”»

Tracklist
1) Sangue x4
2) Raskolnikov
3) Per un'Idea
4) Caterina
5) Un Impostore
6) Irene Cura l'Informale
7) Nuova Fabbrica
8) Il Punto Preciso Dove ti Hanno Accoltellato
9) Pomeriggio Banale
10) Nascosto Dalla Luce
Crediti
Produzione a cura di Asianoia
Registrato presso Morphing Studio
Mixato e masterizzato da Cristiano Santini
Musica: Valerio Runa Mordenti, Leonardo Viviani, Mattia Mingarini, Silvio Pece
Testi: Valerio Runa Mordenti
