Viviamo in un mondo che sembra destinato a farci a pezzi: la velocità, la performance, apparire ciò da cui si è più distanti. E di quei pezzi che farne, alla fine? Eppure, componendoli tutti, un po' come la luce che attraversa i buchi delle tapparelle, c'è davvero quello che rimane: la nostra indole, la nostra essenza più pura.
Prima di Daria Huber, in questo disco c'è Daria, che parla a chi la ascolta con sincerità, senza veli di retorica come le belle canzoni ci insegnano. Sì, sempre belle canzoni, ma che non lasciano solo nessuno; e anche la persona più sperduta che ha a che fare con se stessa non si sente sola nel prendere in mano la propria vita dopo una caduta. D'altronde, nessuno si salva da solo.
''Questo disco rappresenta per me un punto di inizio. Dentro ci sono gli ultimi anni della mia vita: le aspettative che avevo, le versioni di me che ho perso per strada, le cose che pensavo di non riuscire più a fare. Credo che questo album parli proprio di questo: del provare a rimettere insieme i pezzi quando ti senti distante da chi sei davvero. Spero che chiunque lo ascolti possa trovarci ciò che sta cercando, una mano amica durante il proprio percorso o semplicemente l’occasione di riviverlo attraverso la musica'', racconta Daria Huber.
Le uniche collaborazioni in produzione sono quelle con Alessandro Casagni per il brano "Linea D’aria" e Samuele Barracco per "VIVO!" e "IN NATURA VINCE", due contributi che arricchiscono il disco mantenendone intatta l’identità.
L’universo visivo del progetto accompagna e completa quello musicale. Ogni singolo è stato pubblicato con un videoclip; insieme, i video compongono uno short film che espande il concept dell’album in una narrazione cinematografica continua. La modalità di pubblicazione a episodi trasforma così il disco in un’esperienza narrativa più ampia, dove musica e immagini dialogano costantemente tra di loro.
Dopo l'uscita dell'ultimo singolo "ANCORA, ANCORA", l'artista completa il suo diario di immagini, esperienze, vite vissute allo stesso tempo, in cui rimane sul fondo un messaggio di coraggio: per citare una poesia di Rupi Kaur: "never feel guilty for starting again". Ovvero, ''non sentirti in colpa di ricominciare di nuovo''.
L'artwork dell'album è corredato dai frammenti di cielo di ogni singolo che lo hanno preceduto, dando forza al fil rouge che lega ogni traccia, ogni pezzo di noi che viene recuperato, rendendoci ciò che siamo.

BIO
Daria Huber, classe 2002, è una cantautrice e produttrice alternative/indie-pop nata a Napoli, con una scrittura viscerale e un’identità sonora già impossibile da ignorare. Inizia a scrivere canzoni a 12 anni, imparando da autodidatta chitarra e pianoforte, trasformando presto la musica nel suo modo più autentico di stare al mondo.
Il pubblico la scopre nel 2020 grazie alla sua intensa interpretazione di “John My Beloved” di Sufjan Stevens a X Factor: una performance delicata e potentissima che mette subito in luce una sensibilità artistica fuori dal comune.
Nel 2022 si trasferisce a Roma e sceglie la strada dell’indipendenza: live nei club, scrittura sempre più personale e una direzione artistica costruita senza compromessi.
Dal 2023 pubblica i suoi primi singoli autoprodotti, entrando rapidamente nelle principali playlist editoriali di Spotify: da Fresh Finds Italia (di cui diventa anche volto di copertina) a New Music Friday Italia, Indie Italia, EQUAL Italia e molte altre, imponendosi come una delle voci emergenti più interessanti della nuova scena indie-pop italiana.
Il 2025 segna la svolta definitiva: nuova musica, grandi palchi e un tour estivo che la porta in festival come l’RDS Summer Festival, fino all’apertura del live di Ditonellapiaga, dove conquista il pubblico con presenza scenica ed energia magnetica.
Nel 2026 arriva finalmente il suo album d’esordio: un progetto scritto, costruito e rifinito nel corso degli ultimi anni insieme a un team super ridotto, mantenendo un approccio completamente indipendente in ogni fase creativa. Un debutto che consolida definitivamente l’identità di Daria Huber: cruda, cinematografica e impossibile da ignorare.
