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SPEAKER'S CORNERA RUOTA LIBERA
04/07/2026
Live Report
David Byrne, 26/06/2026, Marostica Summer Festival, Marostica
David Byrne live a Marostica. Tra danze collettive, messaggi sul mondo e tanta New York, il racconto del concerto dell'ex leader dei Talking Heads a Marostica.

Si può concepire un concerto come un’unione fra musica dal vivo, elementi teatrali e arti visive? Evidentemente sì, ed è proprio ciò che David Byrne sta portando avanti con il suo Who Is the Sky? Tour, tournée mondiale con la quale l’ex leader dei Talking Heads promuove il suo nuovo spettacolo: uno show che sta raccogliendo recensioni entusiaste praticamente ovunque.

Il suo ultimo album in studio, Who Is the Sky?, pubblicato nel settembre 2025, arriva sette anni dopo il precedente lavoro, American Utopia. Anche allora Byrne aveva costruito uno show all’insegna del minimalismo e della fusione delle arti. Da quell’esperienza era nato anche un film-concerto che ha permesso a chi, come il sottoscritto, non aveva assistito dal vivo allo spettacolo di comprenderne la grandezza e di apprezzare ancora una volta l’instancabile vena creativa dell’artista scozzese naturalizzato statunitense.

Chi conosce Byrne sa quanto sia sempre stato un grande sperimentatore: un artista capace di esplorare mondi diversi e di farli convergere all’interno di un proprio live. In questa tournée si ritrovano alcuni elementi di American Utopia, ma sarebbe riduttivo definire gli spettacoli del 2025-2026 una semplice riproposizione di quelli del 2018. Anche in questo caso Byrne si conferma un esponente a pieno titolo del minimalismo.

 

Il palco è completamente spoglio di amplificatori e cavi. I musicisti indossano tute monocromatiche e portano gli strumenti a tracolla. Mentre Byrne e i suoi compagni d’avventura cantano e ballano per circa due ore, alle loro spalle uno schermo riproduce immagini e giochi di luce che ricordano alcune opere dell’artista statunitense James Turrell, figura di spicco dell’arte visiva minimalista.

L’inizio dello spettacolo è affidato a “Heaven”, brano dei Talking Heads del 1979, e già da questo episodio emerge la straordinaria forma vocale del cantante. Segue “Everybody Laughs”, primo singolo estratto dal nuovo album, introdotto da un discorso di David Byrne sul clima e sulla necessità di salvaguardare il nostro pianeta, l’unico che abbiamo a disposizione.

Anche su questo aspetto vale la pena spendere qualche parola. Byrne è sempre stato un artista capace di osservare ciò che accade intorno a lui e di trasferire le proprie riflessioni nelle opere che crea. Non mancano quindi, nel corso del concerto, messaggi più o meno espliciti sull’attualità: dalle immagini degli scontri tra manifestanti e polizia negli Stati Uniti, trasmesse durante “Life During Wartime”, fino alla scritta arcobaleno che compare sullo schermo e recita “Make America Gay Again”, un’evidente presa in giro dell’attuale presidente americano e dello slogan del mondo MAGA.

 

Il terzo brano del live è la mitica “And She Was”, canzone dei Talking Heads del 1985 tratta dall’album Little Creatures. La sua presenza rappresenta una bella novità rispetto ad altri live e rende quasi inevitabile per il pubblico alzarsi e iniziare a ballare. Da quel momento in poi, infatti, la platea si lascia trasportare da David Byrne e dai suoi musicisti-ballerini in vere e proprie danze collettive.

Non mancano poi i riferimenti al luogo in cui l’ex frontman dei Talking Heads è nato artisticamente e dove tuttora vive: New York. David Byrne è certamente uno degli artisti più rappresentativi della Grande Mela, un uomo capace di raccontarne la frenesia urbana e le contraddizioni, lasciandosi influenzare dalle molteplici mescolanze culturali che quella città offre.

Durante il concerto vengono spesso riprodotte immagini di New York. A un certo punto Byrne mostra anche una fotografia del suo appartamento a Manhattan, divertendosi a raccontare alcune sue abitudini domestiche. Poi, durante “Houses in Motion”, sullo sfondo scorrono immagini della metropoli notturna: sembra davvero di essere capitati in un locale della Bowery o del Lower East Side, zone che chi, come il sottoscritto, ha avuto la fortuna di conoscere sa quali atmosfere possano regalare.

Il concerto prosegue alternando brani storici dei Talking Heads, come “This Must Be the Place” e “Burning Down the House”, a chicche della carriera solista di Byrne, fra cui “Independence Day” ed “Everybody’s Coming to My House”.

 

Chi scrive deve ammettere di non aver mai visto uno spettacolo del genere, nonostante frequenti concerti da circa quindici anni. È uno show capace di accogliere molte contaminazioni artistiche e, allo stesso tempo, di suscitare nello spettatore interrogativi sulla realtà che lo circonda.

Who Is the Sky? è un disco con meno di un anno alle spalle. Non resta che sperare che David Byrne e i suoi ragazzi ci regalino presto nuove canzoni e nuovi spettacoli nei quali poter ballare, riflettere e, forse, ritrovare un po’ noi stessi.