«Una rappresentazione senza tempo del legame sia fisico che emotivo con le persone e i luoghi; fondamentalmente britannica ma meravigliosamente universale» (DIY Magazine)
«Da tenere d’occhio» (The Guardian)
«Un pioniere sicuro di sé e autentico che conosce alla perfezione il proprio mestiere» (NME)
«Sovrappone testi colti e incentrati sui personaggi a ritmi dance di ispirazione indie» (The Observer)
Il poeta, scrittore e produttore originario di Manchester Antony Szmierek, a soli diciotto mesi dal suo debutto acclamato dalla critica, torna con un nuovo lavoro che segna una chiara evoluzione sia nel suono che nell’ambizione. Radicato nei suoi punti di riferimento personali all’interno della musica elettronica, l’album unisce una produzione ampia e immersiva al suo caratteristico lirismo tagliente e preciso.
Decoding Birdsong segue lo straordinario successo del suo album di debutto del 2025, Service Station at the End of the Universe, che ha lanciato Antony in un turbine di esibizioni a Glastonbury, da Jools Holland e passaggi radiofonici ripetuti sulla BBC. Ha registrato il tutto esaurito in locali in tutto il Regno Unito e in Europa, e nel febbraio 2026 si è esibito davanti a 20.000 persone chiudendo gli show di Solomun all’Alexandra Palace. L’ex insegnante di inglese lavorava in un college per studenti con bisogni speciali quando il suo mix di spoken word e musica dance ha iniziato a decollare, guadagnandogli riconoscimenti come quello di Artist of the Year di 6Music nel 2023 dopo l’EP Poems To Dance To, oltre a frequenti paragoni con Mike Skinner, Jarvis Cocker e John Cooper Clarke.
Service Station at the End of the Universe era profondamente radicato nella Greater Manchester, nei suoi abitanti e nei suoi luoghi simbolo, come la Stockport Pyramid. E lui ha iniziato a sentirne le conseguenze: improvvisamente tutti conoscevano il suo nome al pub - in certi giorni era piacevole, in altri lo faceva sentire come se fosse in The Truman Show. Sentendo il bisogno di un cambiamento dopo un anno vissuto tra gli alti altissimi e i bassi profondi dell’industria, Antony si è recentemente trasferito a Bristol, scambiando il familiare con distanza e tranquillità. Decoding Birdsong è stato realizzato nella sua nuova città, insieme al collaboratore di lunga data Max Rad.
Se il suo debutto era stato un lavoro solista, Decoding Birdsong è ricco di collaborazioni, tra cui l’australiana Pretty Girl, la band londinese Los Bitchos e il produttore di Bristol 1-800 GIRLS, oltre a Imogen and the Knife e alla star indie pop Ellur.
Parlando del nuovo disco, Antony spiega: «Decoding Birdsong parla della scelta di credere in qualcosa. Della coincidenza come religione. Del crearsi la propria fortuna di fronte alla solitudine e al dubbio. Le cose più piccole possono sembrare fondamentali, sconvolgenti e capaci di dare senso alla vita se si decide di lasciarsi andare, ma allo stesso tempo si chiede se questo sia un modo pericoloso di vivere.
Cosa succede quando arrivano i tuoi numeri vincenti? Quali sono le conseguenze della fortuna? Dovresti ascoltare gli uccelli, o sentirai sempre e solo ciò che vuoi sentire? Per aiutarci a esplorare questo: un airone, dei dadi, un aereo in caduta, il programma TV notturno Aussie Gold Hunters e una replica in fibra di vetro di Godzilla».

La traccia house dalle influenze disco “The Heron” è un riferimento diretto al suo compagno alato: un airone tassidermizzato, che ha chiamato Ken e che appare anche sulla copertina del disco, oltre all’idea di simboli cosmici. «Voglio credere nella magia», dice. «Vorrei che il cielo si aprisse di colpo e che ci fosse un tizio gigante lì a dire: “Sei stato dentro un acquario”». È qualcosa di molto legato alla classe operaia, dare valore a miti e favole, alle storie da pub e a quel tipo di immaginario. Per lui, l’airone è anche un simbolo semplice che gli ricorda cosa conta davvero, in mezzo alla crescita dell’IA, alla dipendenza dagli schermi e a un ciclo di notizie che genera ansia.
«Molti di noi sono alla deriva in un mondo fatto di contenuti brevi e superficiali e di un ciclo di notizie opprimente, ma “The Heron” offre una sorta di manifesto di sopravvivenza. Pazienza, autosufficienza, un pianoforte in loop e un basso incessante. Ispirato ai numerosi incontri di Antony con un vero airone lungo le rive del fiume Mersey, il testo immagina l’uccello come una sorta di predicatore: un antidoto al malessere contemporaneo e un invito a godersi la quiete tanto quanto la danza. Non sarai mai più solo, amore mio».
Il singolo “Chalk” è un brano electro ampio e ricco di suoni “seghettati”, ispirato al documentario sullo snooker Ronnie O’Sullivan: The Edge of Everything. Nelle sue parole: «parla dell’idea che gessare la stecca faccia solo una differenza marginale nel risultato, una metafora della teoria del caos e della natura ‘vincere o perdere’ dell’industria musicale».

Tracklist
Chalk
The Heron
Bookie’s Favourite ft. Ellur
Godzilla Hotel ft. 1-800 GIRLS
Seminal
Flight Simulator ft. Imogen and the Knife
Dave’s Angling Superstore
The First Five Minutes Of Magnolia ft. Pretty Girl
The Same Heron Again
Commune
You’re Not Supposed To Do This Forever
Decoding Birdsong
Aussie Gold Hunters
