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SPEAKER'S CORNERA RUOTA LIBERA
23/03/2026
Live Report
Dlemma, 21/03/2026, Germi, Milano
Una intera legione proveniente dalla decima dell'EUR romano invade l'iconico "Germi" milanese. Fonde la sua allegria con quella del posto e riporta in dono il rock senza compromessi delle giovanissime Dlemma (più un "Dlemmo", si legge con la "i" invisibile). C'è un album di debutto da lanciare e un lungo e interessante esame di maturità da sostenere e noi di Loudd, filiale de Roma Sudd, siamo la commissione. Che pppalle, prof!

Prologo.

Emma I, Elisa e Edoardo Leggieri (di nome, non di cultura musicale) sono fratelli, a quanto pare anche belli appiccicati. Emma Sola (Emma II) è la migliore amica di Emma I e si sono incontrate a scuola di musica. Butta nel mix il papà-manager Emiliano, qualche anno passato nelle scuole londinesi e uno stregone della produzione tanto umile quanto straordinario di nome Steve Lyon (The Cure, Depeche Mode, 99 Posse, Recoil...). Ed ecco che ne sono usciti alcuni singoli e live spiazzanti per qualità.

Con questa scorta di carburante esplosivo nel didietro, i quattro si erano già guadagnati questo palco meneghino nella rassegna Carne Fresca, quella che l'istrionico Manuel Agnelli (che ironicamente era dovuto scappare a Roma) cede ai razzi in partenza verso il pianeta Rock.

Il Professor X, evidentemente soddisfatto, li ha fatti ripetere e non ha aspettato la sessione di settembre. L'esame di oggi prevede il ripasso del nuovo album, l'esordio che si chiama Keep Me Out. La rivelazione arriva giusto prima di una orbita completa, chiamata Suoni Dal Futuro, che li porterà insieme ad altri cinque equipaggi esordienti o poco più ad atterrare in otto città italiane, da Torino a Palermo, con una benvenutissima mossa di Kung Fu musicale ammazza-sanremo.

Intro lunghina ma necessaria per dirvi che il contesto, seppure ristrettissimo in numeri e spazi, è l'incubatore di un uovo di Alien (è una citazione, vedrete., ndr), pronto ad impossessarsi di noi.

Veniamo al dunque. O quasi. Con scioltezza e un certo stile arrivano i Dlemmi al locale, salutano, si preparano al volo. Una di loro, che lascerò innominata, esprime al papà probabilmente una richiesta petulante e capricciosa, perfetta per una diva. Lui risponde a tono ma sornione, visto anche il look da vero Signore del Rock, con un "cessa orsù di infrangere il talentuoso apparato, che creò la tua cotanta beltà dieci e otto rivoluzioni orsono, ed a sonar principia!". Più o meno.

Con un sorriso enorme dedicato alla grande spontaneità capitolina, ci sentiamo decisamente di nuovo a Roma Sud. E intanto il suono irrompe dal micropalco-libreria.

Aprono sul sicuro con "Next in Line", un singolo di gran qualità di un paio di anni fa che subito conferma le coordinate musicali. Penso che Eddie Vedder se lo ruberebbe e lo rivenderebbe subito a Porta Portese. La voce di Emma I è inconfondibile, precisa, pulita, tonante soprattutto negli alti. Non calerà mai e non smetterà di sorprenderci. Iniziamo a seguire "la linea" con la opening track "Dog In A Nightgown", classicone rock spaccacollo con begli spunti dal tom di Edoardo. Next. C'è "Dahlia", poi "Somehow", ballate che rallentano il battito ma sottolineano l'intesa precisa. Sarà il legame di sangue, o il vincolo dell'Amicizia, ma questi artisti sfoderano una precisione in scioltezza che lascia pochi dubbi.

Si torna al passato (anche se recente) con "Stuck", bel pezzetto di West Coast con vocals affilate e un bel basso potente, mai prepotente, armeggiato con compostezza statuaria da Emma II. Ottima scelta la cover di "Acida" che sottolinea che qui ragazze e ragazzi sanno fare ricerca, come conferma il mentore Steve con una bella birra in mano (Mother gestiva un pub in una pittoresca località di campagna inglese, a pochi minuti dalla mia).

"Empty Days" torna a toccare le corde della ballata e mi arriva una ventata di Aerosmith, anche se Emma I si cimenta con le ottave dei piani inferiori rispetto a Tyler. Mi emoziona di più ai piani alti, ma non c'è mai nulla che non vada, intendiamoci bene. Continuando "the line", "Unaware" torna sui giri resi scanzonati da un filo di surf punk. Le dita di Elisa volano ormai sulla chitarra e il riffone rimbalza benissimo col basso. E se punk dev'essere, sia. Così, forse con un omaggio al loro produttore, la cover di "God Save The Queen" mente quando dice che non c'è futuro.

Con toni differenti, la eponima "Keep Me Out" e "Get Out (Leave)" ci parlano di separazione e alienazione. La seconda è una ballata decisamente più sentita delle altre, con un ritornello forte e tremulo e capacissimo di trascinare in alto le emozioni. Aiutano un basso poetico e delle percussioni sottili ma inquietanti, mentre la chitarra è più rassicurante ed alla fine condurrà tutti i suoni verso un finale dai toni ottimisti.

E qui arrivano le conferme che lo studentato ha riferimenti storici solidissimi. E coraggio, tanto coraggio. Sfoderano due cover a carica elevatissima come "Open Your Eyes" degli skater Guano Apes e "I'm So Sick" dei duri texani Flyleaf. Passata con competenza la prima (ma è difficile ricreare l'atmosfera anarco-noise), mentre nella seconda ormai gli strumenti sono belluini e seguono la voce che vola tra canti ornitologici e un paio di scream brutali che mandano onde d'urto tra il pubblico.

Queste cover però sono intervallate dalle loro creazioni più forti. Emma I ed Elisa pare che qui facciano il grosso del lavoro, ma Emma II ed Edoardo hanno sempre la loro da dire nell'arrangiamento. E così, il singolone "Don't Ask Twice" è la "last in line", appassionata e con una chitarra che ricama una trama semplice ma raffinata. Gran finale con "Alien" (ecco la citazione), la loro opera Grunge dotata di groove inarrestabile e assolo ruffiano e fomentatore che non finisce mai di ammaliarmi. Bis d'obbligo con "Don’t Ask Twice" e "Alien".

A fine concerto è semi-comica la scenetta della giovanile prof romana che pare conoscere tutti gli amici dei nostri. Ed esce anche qualche giudizio di merito. 

E così prendo ispirazione. Sarò scontato e antipatico, ma non posso esimermi dalla pagella (scusami, Edoardo, se per te dovrei usare i trentesimi). Papà Emiliano, mentre si rifiuta di vendere il merch al posto degli artistoni viziati (bravo!), me lo ha detto chiaramente: "li hai visti ormai tre volte, in che direzione vanno?". Così prendo il vecchio matitone rosso-blu e con grande incompetenza valuto.

LETTERE. Quei testi girano benissimo, sono e suonano Rock, scorrono perfettamente e riportano a lunghi pomeriggi, solitari o in amicizia, a turbarsi per ciò che è e che sarà. E tanto chi lo sa?

MUSICA. La composizione è più matura del previsto (hanno meno di 75 anni in quattro!) ed è sempre interessante. Ammetto che le ballate dell'album hanno molto di già sentito, ma io per quelle ho una rara forma di allergia istintiva, quindi non faccio testo. Sento la virata via dal grunge e verso il surf-skate-punk leggero. Non è per niente un male, ma per favore non perdete la vena baudelairiana, nella vita serve sempre. A volte siete pronti ad un guizzo di follia e grinta, ma vi sfugge. Ad esempio, "Acida" è bella, ma non ustiona come l'originale, con quella chitarra-grattugia. Non dico copiare, no no, dico di metterci la VOSTRA grattugia. Ce l'avete. Intanto avete fatto un LP che fila dall'inizio alla fine e spesso mi fa dondolare contento. E non è poco.

CANTO. Non ci sono dubbi su di te, Emma I. Talento elargito con generosità, intensità e una calcolata passione. Hai dimostrato in un paio di momenti importanti che con quella voce puoi fare molto di più, non tanto in tecnica quanto in "graffio". Usando ancora le cover come metro, in "God Save The Queen" non fai una grinza, ma quel pezzo era tutto un enorme, voluto sbaglio. Quando ti capiterà qualcosa, di gioia (spero) o dolore che ti farà venire voglia di strabuzzare gli occhi e staccare a morsi il microfono, per favore, fallo! "I am so sick" è piuttosto rivelatrice in questo.

CONDOTTA. Sicurezza e relax sul palco sono mostruosamente evidenti. Ci state proprio comodi! Belli i sorrisi, le intese, gli sguardi dalla retrovia di Edoardo che trova subito l'intesa, il capello infiammato di Elisa che con morbidezza deve essere spostato ogni due battute. Emma II, potresti sparare lo-freq mentre pedali al sole in bicicletta. Sapete infondere calmo ma energico buonumore nel pubblico, mentre Emma I hai una intensità magnetica che strappa tutte le borchie dai vestiti del pubblico. Come detto per il canto, vi manca solo un pò di sana incazzatura, o un pò di guasconeria, per rendere quel palco un detonatore per la vostra arte e per il vostro pubblico. Scherzate, osate, saltate e correte (sì, vabbè, al Germi???), MAGNATEVELO 'STO PALCO perchè non c'è dubbio che vi appartenga e che già lo onoriate col talento e con il rispetto. Ma non fatevi influenzare, fate ciò che realmente vi sentite e va molto bene così.

VERDETTO FINALE Il talento è albeggiante, ma c'è. Eeeh, se c'è, proprio dappertutto. Non mi stancherò presto di godermelo al massimo. E per farlo vi chiedo il favore di non perdere una goccia del vostro mellifluo ma fortissimo affiatamento ma, allo stesso tempo, gridate ancora più forte e fateci uscire fuori di testa, come prof esasperati all'ultimo giorno della carriera. La faccia da bravi (eccellenti) studenti lasciatela per le date senza concerto. Ci vediamo in tour!

MENZIONE SPECIALE IN ANTROPOLOGIA. La ciurma del Germi è qualcosa di splendido. Hanno un piano e ha a che fare con il farti (farsi) felice. Già la serata è stata generosa di socievolissimi cultori musicali, ma rimanere sequestrati dentro per scoprire le anime spontanee e splendide di questa città, scolando shottini e cocktail, è stato un viaggio nel viaggio.

 

Le fotografie della serata



ALBUM COMPLETO di Matteo Nasi aka @forafewshotsmore: https://flic.kr/s/aHBqjCNNND