«Nicole Atkins ha un sound che affonda le radici nella musica pop classica, ma non suona mai come un pastiche perché lei vi infonde tantissimo carisma e vitalità. Sa anche come scrivere e interpretare un ritornello accattivante» (Stereogum)
«Drama è un vortice cinematografico inebriante… Atkins è chiaramente una donna con cui non si scherza» (Mojo)
«Una delle poche cantanti della sua generazione a cui il termine ‘chanteuse’ si addice perfettamente… Una mini-sinfonia, una ballata da grande schermo, un duetto melodrammatico con Chris Isaak… un mondo saldamente radicato nella tradizione pop e intensamente personale» (Uncut)
Acclamata dalla NPR per «una voce capace di sciogliere il cuore di un diavolo e un senso dell’umorismo più arido di una siccità», Nicole Atkins si è da tempo affermata come una delle artiste internazionali più apprezzate dalla critica grazie alla sua voce potente e vivida e al suo spirito appassionato nel creare canzoni senza tempo. La cantautrice, nata nel New Jersey e residente a Nashville, ha creato un corpus artistico davvero unico e tutto suo, che spazia dal suo iconico album di debutto del 2007, Neptune City, fino all’acclamato quinto album in studio del 2020, Italian Ice, quest’ultimo lodato per il calore dei testi, i colori vivaci e una varietà vertiginosa di ritmi musicali.
Artista dal grande talento dal vivo, nota per quella che il suo fan dichiarato Elvis Costello ha definito con entusiasmo «un modo di cantare davvero serio», Atkins ha trascorso gran parte degli ultimi due decenni calcando i palchi di tutto il mondo come headliner, artista di spicco e ospite speciale di una vasta gamma di artisti affini, tra cui Spoon, Nick Cave and the Bad Seeds, Chris Isaak, The Hives, The Avett Brothers e molti altri.
Registrato in gran parte dal vivo nel corso di quattro giorni intensi a Nashville, nel Tennessee, dove attualmente risiede, insieme al musicista e produttore Pat Sansone (Wilco, The Autumn Defense, Robyn Hitchcock), candidato ai GRAMMY® Award, il nuovo album Drama vede Atkins esplorare l’isolamento, la separazione e la solitudine di un matrimonio a distanza attraverso la sua caratteristica fusione di generi musicali e la sua intima arte compositiva. L’album è nato su iniziativa del suo caro amico e compagno di tour Chris Isaak, che l’ha fatta firmare con la Sun Records nell’ambito della sua alleanza strategica con la storica etichetta, sia come artista che come curatore di nuovi progetti con la sua nuova etichetta, la Wicked Game Records.
Drama abbraccia stili ed epoche con un design raffinato e un'irrefrenabile vivacità, dall’energia tipica dei girl group di “Trippin' On Teardrops” e dal brano in stile soul di Memphis “For No One” al noir alla James Bond incontra Stevie Nicks di “Danny” e al duetto meravigliosamente malinconico con Isaak, “Cue The Symphony”.
Accompagnata dalla sua band in tour, il chitarrista John Paul Keith e il batterista Danny Banks, con i contributi di Sansone, del batterista molto richiesto Eric Slick (Dr. Dog, Robyn Hitchcock, Brian Fallon), Dan Creamer dei Texas Gentlemen e il menestrello scozzese Davey Horne, Atkins mette ancora una volta in mostra la sua capacità alchemica di trasformare una miriade di influenze in espressioni sonore uniche, orientandosi verso il profondamente personale nella sua continua ricerca di «scrivere canzoni moderne che possano far parte del Great American Songbook».
In tutto questo, la voce vivida e spudoratamente drammatica di Atkins va ben oltre ogni facile paragone. Neoclassicista, retro-futurista e medium trascendentale: Drama dimostra chiaramente che Nicole Atkins riesce in qualche modo a essere tutte queste cose, pur seguendo sempre con tutto il cuore la propria musa.
«Non sto cercando di riproporre o celebrare un’epoca passata», afferma Nicole Atkins. «Sto semplicemente prendendo ciò che mi piace dal passato dal punto di vista melodico e lo sto incanalando nelle mie canzoni. Mi piace renderle profondamente personali. La domanda a cui torno sempre è: come faccio a far sì che questo suono rispecchi esattamente me stessa?»

Per quanto riguarda il primo singolo, “When the Night Falls”, Nicole Atkins racconta: «Mi sono ritrovata con il mio vecchio amico Emery Dobyns per scrivere una canzone insieme. Avevamo questi accordi, e l’atmosfera della musica mi ha ricordato qualcosa che avrei potuto scrivere per il mio primo album, Neptune City, e ho ripensato a dove mi trovavo all’epoca. Quella relazione tossica. E collegando tutto questo a chi sono e dove mi trovo ora, sono riuscita a scrivere una canzone su un amore terribile partendo da una posizione di forza. Alcuni lo definirebbero ‘crescita’. Io sono semplicemente ancora innamorata del ‘suono’ del mal d’amore. Mi emoziona come nient’altro».
Il secondo singolo, “Singing In The Mirror”, è una canzone personale ma con un tema universale sulla solitudine e la cura di sé, con cui tutti possono identificarsi. «L’ho scritta dopo essere tornata a casa da un concerto di Weird Al dove mi ero divertita un mondo», racconta Atkins. «Quando sono arrivata a casa, mi sono ritrovata da sola a piangere, guardandomi negli occhi allo specchio e chiedendomi: ‘Dove sei?’ E poi ho iniziato a cantare il ritornello parola per parola perché mi vergognavo persino di farlo, e poi mi sono detta: ‘Aspettaaaaa! Registralo perché è fantastico!’ La canzone è venuta fuori completa in una sorta di trance durata circa 10 minuti. Ho registrato il demo su Voice Memos con il ritmo disco lento dell’Omnicord e l’ho mantenuto così per la registrazione».
L'ultimo singolo “Trippin’ on Teardrops” ha un video girato in una storica dimora di inizio secolo nel suo stato natale, il New Jersey, ed è il brano di apertura del nuovo album. A riguardo Atkins racconta: «Ho scritto ‘Trippin’ on Teardrops’ durante un lungo periodo in cui avevo tutti questi folli problemi di sonno. Non riuscivo mai ad addormentarmi e poi a volte mi svegliavo dopo due giorni di sonno. Era come un incubo dal quale non riuscivo a svegliarmi. Esaurimento? Forse. Depressione? Soprattutto a causa dei problemi di sonno. Ed era un periodo in cui sembrava che il mondo andasse avanti come al solito e io guardassi tutto scorrere nei miei sogni».
«Dopo aver lottato per un po’ con l’idea di cosa questa canzone volesse essere, mi è venuto in mente il ritornello. Come un SOS. Poi il mio caro vecchio amico Peter Morén dei Peter Bjorn and John è venuto a trovarmi a Nashville, stavamo scrivendo insieme e gli ho mostrato questo ritornello, che gli è piaciuto tantissimo; io ho semplicemente buttato giù le parole della strofa, che pensavo di sostituire perché mi vergognavo quasi di quanto suonassero pietose, ma quello era semplicemente lo stato della mia vita in quel momento. Sola, sognando e desiderando che le cose fossero diverse. La persona che mi mancava di più ero io stessa, ma a volte basta un buon amico che ti faccia luce per aiutarti a superare tutto questo».
TRACKLIST
Trippin’ on Teardrops
Singing in the Mirror
Like a Stranger
When the Night Falls
Cue the Symphony
Like It’s The First Time
Curtain Call
For No One
Real Life
Crying Out Loud
Danny
Softly, As You Were
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