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SPEAKER'S CORNERA RUOTA LIBERA
16/02/2026
Le interviste di Loudd
Due chiacchiere con... Vikowski
I milanesi Vikowski con l'ultimo album puntano alla qualità e alla consistenza, entro un sound new wave/post-punk che unisce estetica minimalista a testi intensi che esplorano solitudine, trasformazione e conflitto interiore. Abbiamo chiesto alla band lombarda di parlarci del nuovo lavoro e presentarci i progetti in cantiere e questo è l'esito della nostra chiacchierata.

Consistency è il titolo del nuovo album dei Vikowski, gruppo meneghino in cui militano Vincenzo Coppeta (voce e basso), Alessandro Panzeri (chitarra, back vocals), Lorenzo Pisanello (batteria). Realizzato a 5 anni di distanza dal precedente The Long Run (2021), e preceduto dai singoli "Warsaw", "Pollution" e "Dedication", Consistency è stato registrato, mixato e masterizzato al Fama Ghost Factory di Milano.

Pubblicato il 30 gennaio dalla casa discografica francese Icy Cold Records, con relativa distribuzione a cura di Audioglobe, il disco comprende otto intriganti trace, tutte all’insegna dei suoni new wave e post-punk: "Warsaw", "Pollution", "Decay", "Nightwalk", "Dedication", "Transparency", "White Moon" e "Summer Rain".

Per promuovere adeguatamente le nuove canzoni, i Vikowski suoneranno prossimamente sia in alcune città italiane sia all’estero, in particolare in Spagna, Francia e Austria. Abbiamo chiesto alla band lombarda di parlarci del nuovo lavoro e presentarci i progetti in cantiere.

 

 

Da dove trae origine il nome Vikowski? Da quanto tempo esiste il progetto?

Vikowski nasce nel 2015 come progetto solista e come alter ego. Il nome è una distorsione di “Vi”, diminutivo del mio nome, spostata volutamente verso un suono est-europeo: più freddo, distante, disallineato. Serviva a creare uno spazio separato, da cui parlare senza un’identità stabile o rassicurante. Quando il progetto è diventato una band, il nome è rimasto. Vikowski aveva smesso di essere solo mio ed era diventato un linguaggio condiviso. Il progetto si è quindi evoluto molto negli anni, sia nell’organico che nel sound, passando dalle trame synth-pop del primo disco Beyond The Skyline (Costello’s Records, 2017), alle atmosfere sognanti e cantautorali di The Long Run (Pop Depression Records, 2021) per approdare all’attuale direzione sonora: una fusione di new wave e post-punk con un’anima nostalgica e cinematica.

 

Quali sono i temi principali al centro del progetto? Quali invece quelli attorno a cui ruota specificamente Consistency?

Il nuovo disco racchiude perfettamente quanto al momento rappresenta l’immaginario, il mood e i temi al centro del progetto; il filo conduttore è la persistenza: la capacità di restare, di impegnarsi, di coltivare relazioni (d’amicizia o d’amore) anche quando richiedono sforzo, compromessi e cambiamenti profondi. Consistency attraversa solitudine e nostalgia, esplora l’equilibrio fragile tra sé e il mondo, e tocca l’amore e l’ambizione come forza che insieme sostengono e mettono alla prova.

 

Siete di stanza a Milano. Come vivete la città, cosa rappresenta per voi?

Viviamo a Milano da molti anni ma siamo originari del sud. Ancor di più quindi, il rapporto con la città e la vita che offre ispira e influenza molto il mood delle nostre canzoni, diventando addirittura tema centrale di alcune come “Compromise” e “The Great North” del disco precedente The Long Run, oppure “Pollution” e “Decay” in Consistency.

 

Quali altri luoghi ispirano le vostre musiche? Cosa mi raccontate di Varsavia, città da cui trae il titolo la canzone d'apertura del nuovo album?

L’Europa dell’est ha un impatto culturale ed evocativo molto forte sulla nostra musica. La Polonia, in particolare, che personalmente conosco molto bene e frequento da molti anni. Varsavia è una città dalla vitalità inebriante, con cicatrici evidenti mostrate con orgoglio. È un luogo in cui memoria e futuro convivono in armonia.

“Warsaw” è nata d’improvviso mentre eravamo proprio lì, in tour. Ed è per questo che abbiamo voluto onorarla dedicando anche la copertina alla città, che ritrae una scena quotidiana all’interno di un Bar Mlecnzy storico del quartiere Praga.

 

Potete scegliere a piacimento 3 nuovi brani e descriverli?

“Dedication”: racconta un amore scelto, consapevole e adulto: un legame basato su lealtà, fiducia e impegno reciproco. Il testo ruota attorno alla promessa di dedizione: non solo chimica, ma la decisione di restare, accogliere le fragilità dell’altro, attraversare insieme le difficoltà e costruire un futuro condiviso.

“Transparency”: ruota attorno all’idea centrale di restare. Restare in un lavoro che ti pesa. Restare con persone che ti complicano la vita. Restare con te stesso quando l’opzione più semplice sarebbe scappare. La canzone comprende come l’ambizione possa stabilizzare e creare tensione allo stesso tempo, come l’impegno possa risultare sia radicante che doloroso. Questo brano porta con sé la tensione dell’età adulta: il patto tra sicurezza e identità, gratitudine e tenacia, routine e resistenza.

“Pollution”: parla della sensazione di essere sopraffatti dalle difficoltà della vita, simboleggiate dal peso sul petto e dai sogni inquieti pieni di dolore, lacrime e paura. Il testo esprime il desiderio di fuggire da questi fardelli prima che diventino troppo pesanti da sopportare, mettendo in evidenza la lotta per affrontare il tumulto interiore e il disagio emotivo.

 

Nella nota d'accompagnamento di Consistency leggo che il progetto Vikowski è oggi più "corale e coeso" rispetto agli esordi.

La trasformazione di Vikowski da progetto solista a band è avvenuta in modo naturale e sostenibile. Durante il tour del primo disco, infatti, Lorenzo Pisanello si è unito alla line-up. Quell’esperienza dal vivo ha creato subito un linguaggio comune, che ci ha portati a scrivere e produrre insieme il secondo album. Poi, nel tour successivo, anche Alessandro Panzeri è entrato in formazione, contribuendo alla creazione di una nuova identità sonora e consapevolezza, che ha portato alla nascita di Consistency.

Questa evoluzione “corale e coesa” non è frutto di una scelta a tavolino, ma del palco: ogni fase della crescita di Vikowski è nata suonando dal vivo, condividendo spazi, energie e intuizioni. Credo che questo abbia portato una naturalezza speciale alla creatività collettiva, un respiro comune che oggi definisce il progetto molto più di quanto potessi immaginare agli esordi.

 

The Cure, Interpol e Joy Division sono i gruppi che più vi ispirano in questo momento, ci sono delle band italiane che vi ispirano altrettanto?

Ci sono band italiane che ci piacciono molto e riteniamo portino avanti una proposta musicale di alta qualità come i Talk To Her o i Mondaze.

 

Tornando a Consistency, cosa simboleggia la copertina dell' album?

La copertina dell’album nasce da uno scatto di Lorenzo, realizzato a Varsavia durante il nostro tour in Polonia. L’immagine ritrae una scena quotidiana all’interno di un bar mleczny, le classiche “latterie” polacche: luoghi dove si può mangiare cucina tradizionale, preparata in modo semplice e casalingo, a prezzi accessibili. Sono spazi nati in epoca comunista e spesso ancora sovvenzionati, in cui si incontrano generazioni diverse: anziani che preferiscono pranzare lì piuttosto che cucinare, persone con budget ridotti, studenti, lavoratori di passaggio.

Quello che ci ha colpito profondamente della foto (e che l’ha resa la scelta naturale per la copertina) è l’atmosfera che restituisce. Nonostante la convivialità implicita di un luogo così popolare, tutte le persone presenti siedono da sole, immerse nei propri pensieri, come sospese in un silenzio condiviso.

In questo senso, l’immagine diventa quasi una metafora visiva della nostra condizione contemporanea: una solitudine collettiva, fatta di individui vicini ma scollegati, ognuno chiuso nel proprio mondo anche quando è circondato dagli altri.

È questo contrasto tra familiarità e distanza, calore e alienazione, che abbiamo voluto portare in Consistency. L’immagine sintetizza alla perfezione il clima emotivo del disco: l’idea di stare insieme ma anche di restare soli.

 

Avete avuto modo di presentare le nuove tracce dal vivo? Qualche tour in programma per i prossimi mesi?

Abbiamo presentato Consistency dal vivo per la prima volta il 29 gennaio a Milano, al Ronin. È stato un concerto molto importante per noi, perché ha segnato l’inizio del nuovo capitolo della band. Abbiamo poi annunciato un tour di 13 date che ci porterà in giro fino a giugno, attraversando Italia, Spagna, Francia, Germania e Austria.

Ci piacerebbe moltissimo suonare anche in Paesi dove non siamo ancora arrivati, come Portogallo, Svezia o Belgio, e abbiamo un forte desiderio di tornare nei Balcani entro la fine dell’anno: è una regione a cui siamo molto legati, sia per l’atmosfera dei luoghi sia per il calore del pubblico.

 

Potete raccontarmi infine come intendete promuovere prossimamente il nuovo album?

La promozione di Consistency per noi passa soprattutto dal palco: vogliamo suonare il più possibile in tour, perché è lì che le nuove tracce trovano davvero la loro forma definitiva e il loro pubblico.

Oltre ai concerti, stiamo lavorando anche su altri fronti: contenuti video e sessioni live per raccontare il dietro le quinte del disco; una presenza più attiva sui nostri canali social, per condividere il percorso del tour e l’evoluzione dei brani;

Ma alla base c’è sempre la stessa idea: portare la musica in giro, farla vivere dal vivo e creare connessioni reali con chi ci ascolta.