Sembra una canzone d’amore, ma in realtà non lo è. "Every Day I Write The Book", seconda traccia da Punch The Clock (1983), quello che è universalmente riconosciuto come uno dei capolavori a firma Elvis Costello, vede il songwriter londinese vestire i panni di uno scrittore che dice alla sua ragazza che tutto ciò che accade nella loro relazione sarà materiale di partenza per il suo nuovo libro. Un omaggio, quindi, alla sua donna e a un amore così intenso da diventare fonte d’ispirazione di un progetto letterario.
Tuttavia, l’affetto e la dolcezza che sembra animare lo scrittore si trasforma ben presto in qualcosa di inquietante, visto che l’io narrante mette alla berlina tutti i difetti dell’amata, oltre a stigmatizzarne i reiterati tradimenti.
"Capitolo uno: Non andavamo molto d'accordo
Capitolo due: Credo di essermi innamorato di te
Hai detto che mi saresti rimasta accanto nel bel mezzo del Capitolo tre
Ma sei tornata con i tuoi soliti trucchi nei Capitoli quattro cinque e sei".
La rivista Esquire, enfatizzando l’arguzia del testo, la definì "la canzone pop più intellettualmente appagante mai scritta", sorprendendo lo stesso Costello che, molto candidamente, ammise di aver scritto il brano solo per scherzo: “Avevamo un gruppo in tour con noi che cercava di scrivere queste canzoni pop molto consapevoli e sdolcinate, e quello era il loro obiettivo. Così ho pensato di prenderli in giro scrivendo qualcosa di simile a quello che facevano loro, solo un po' meglio. L'ho scritta in dieci minuti."
Nelle intenzioni del suo autore, "Every Day I Write The Book" doveva riprodurre un sound Merseybeat retrò, reso popolare dai gruppi di Liverpool degli anni '60 come Gerry and the Pacemakers e i primi Beatles. Il suo produttore, Clive Langer, intuì, però, il potenziale commerciale del brano e convinse Costello a realizzarne un arrangiamento più contemporaneo, ispirandosi a "Sexual Healing" di Marvin Gaye. Il risultato fu un sound R&B moderno che si adattava perfettamente ai contenuti della canzone e che, sorprendentemente, valse a Costello il suo primo vero successo americano.
Il musicista, infatti, era un presenza fissa nelle classifiche del Regno Unito sin dalla sua prima pubblicazione nel 1977 (My Aim Is True), ma negli States i suoi singoli non riuscivano a sfondare (e non è che a lui importasse granchè). Nonostante il grande sostegno ricevuto in America da negozi di dischi indipendenti, radio universitarie e giornalisti musicali, i suoi unici piazzamenti in classifica fino a quel momento erano stati due singoli che avevano sfiorato la Hot 100: "Watching The Detectives" (108) e "Accidents Will Happen" (101).
"Everyday I Write The Book", però, ricevette una considerevole spinta da MTV, che trasmise il video diverse volte e contribuì a far conoscere Costello a un pubblico più giovane, mentre le stazioni radio FM rimasero tiepide nei confronti di Costello, poiché la sua musica non si adattava alle playlist Contemporary Hits o Rock. Il risultato fu che la canzone si piazzò al trentaseiesimo posto di Billboard, un successo replicato solo nel 1989 con il singolo "Veronica", anche questo entrato nella top 40 e anche questo spinto a manetta dai passaggi video di MTV.
Il video che accompagna il brano fu diretto da Don Letts, che aveva lavorato a lungo con i Clash e i Pretenders, e vede Elvis e la sua band (The Attractions) che si esibiscono in uno studio di registrazione, indossando abiti dai colori tenui in netto contrasto con le due coriste, Caron Wheeler e Claudia Fontaine, che sfoggiano abiti colorati e turbanti. Vecchie clip di film, immagini casuali, come un uomo che digita al computer con i guantoni da boxe, e, soprattutto, i sosia del Principe Carlo e della Principessa Diana alle prese con un litigio domestico, intervallano l’esibizione.
La bizzarra presenza dei regali d’Inghilterra non è casuale: da sempre, infatti, Costello non perde occasione di fare satira e criticare apertamente i poteri forti.
