Si scrive Ricky Warwick, si pronuncia rocker. Indomito, gagliardo, abrasivo come la carta vetrata. E’ la sua carriera a parlare per lui. Irlandese puro sangue, originario della contea di Down, Warwick ha iniziato la sua carriera alla fine degli anni '80 con i New Model Army. Nel 1988 ha fondato i The Almighty insieme ad Andy "Tantrum" McCafferty, Stump Monroe e Floyd London, rimanendo attivo con la band fino al 2007. Nel 2009 è stato invitato a unirsi ai Thin Lizzy in qualità di cantante e chitarrista, partecipando al tour del 2011 che celebrava il venticinquesimo anniversario della scomparsa del frontman originale Phil Lynott. Nel 2012, Warwick ha co-fondato i Black Star Riders, gruppo nato come costola dei Thin Lizzy. Nel curriculum, anche una comparsata con i Stiff Little Fingers e ben dieci album solisti, di cui l’ultimo è questo Fire & Vengeance.
Un disco che non modifica di un centimetro il territorio in cui si muove il musicista nord irlandese, il cui dna unisce un rock and roll grezzo e di stampo operaio a un urgente attitudine punk, influenze americane di matrice acustica e folk celtico. Non c’è nulla di nuovo rispetto a quanto già ascoltato nei lavori precedenti, ma questo “usato sicuro” funziona sempre maledettamente bene, le canzoni, pur nella loro assenza di originalità, mostrano un impianto solido e un piglio deciso, e il parterre di ospiti, Phil Collen (Def Leppard), Charlie Starr (Blackberry Smoke), Doug Aldrich (Whitesnake) e Darren Holden (The High Kings), rende il tutto più appetibile.
La title track apre il disco con un bel tiro di chitarre e non possono che venire in mente i Thin Lizzy, mentre la successiva "Hellbent & Heaven Sent" porta in dote una maggior ruvidezza punk, corroborata da un ficcante lavoro alla chitarra di Doug Aldrich.
Non mancano, come di consueto, variazioni sul tema: "Seek Zen Destroy" gioca con il funk e il groove e si fa ricordare anche per un incisivo assolo di Phil Collen che sigilla l’indemoniato finale, "When The Kings Fall" (ospite Charlie Starr) veste i panni della ballata dalle fragranze americane, la pimpante "Sweet County Down" costruisce un ponte fra folk irlandese e country, "The Angel’s Share" fila via dritta su un luminoso impianto melodico e la conclusiva "If You Think Your Country Needs You…" sceglie la strada di un ruvido e oscuro rock blues.
Dopo quarant’anni di carriera, Warwick non ha più nulla da dimostrare, né deve reinventarsi per stare al passo coi tempi. Semplicemente, continua a fare, e a farlo bene, ciò che ama di più: un rock ruvido e sudato, che non manca mai di colpire il bersaglio, grazie a una formula forse risaputa, ma comunque vincente.
