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Free Bird
Lynyrd Skynyrd
1973  (MCA)
CLASSIC ROCK
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11/05/2026
Lynyrd Skynyrd
Free Bird
La storia di Free Bird dei Lynyrd Skynyrd, uno dei più grandi classici del rock a stelle e strisce.

Non è solo uno dei più grandi classici del rock a stelle e strisce, ma difficilmente troverete una canzone rock con un impatto emotivo e culturale (per gli americani, ovviamente) maggiore di "Free Bird".

Il brano è apprezzabile al meglio nella versione dell'album, che dura nove minuti circa, con l'ultimo verso pronunciato dopo cinque minuti ("vola alto, uccello libero, sì"), e gli ultimi quattro minuti dedicati a quello che può essere definito il passaggio strumentale più famoso della storia: tre chitarristi, Allen Collins, Ed King e Gary Rossington, e una teoria di assoli a dir poco fantastica.

"Free Bird", inizialmente, nacque come una ballata senza gli assoli di chitarra finali, e i Lynyrd Skynyrd la registrarono in questo modo per la prima volta nel 1972. Il chitarrista Allen Collins aveva lavorato al brano a intermittenza per i due anni precedenti. Al momento della registrazione, la canzone durava solo sette minuti e mezzo, ma per tutto l'anno successivo Collins continuò a perfezionarla fino a quando non fu registrata per la versione finale inclusa Pronounced Leh-nerd Skin-nerd nel 1973.

 

Collins scrisse la musica molto prima che Ronnie Van Zant ne scrivesse le liriche. Van Zant trovò finalmente l'ispirazione una sera e la fece suonare a Collins e Gary Rossington più e più volte, finché non ne scrisse il testo.Molti fan pensavano che "Free Bird" fosse un tributo al chitarrista degli Allman Brothers Band, Duane Allman, morto nel 1971, due anni prima della pubblicazione della canzone. E’ vero che gli Skynyrd, a volte, la dedicavano ad Allman durante i concerti, ma il brano fu scritto molto prima della sua morte e non riguardava affatto Allman.

In realtà, "Free Bird" è una canzone che racconta di un amore vacillante, perché il protagonista non sembra intenzionato a impegnarsi seriamente e preferisce volare libero come un uccello. Il verso iniziale, "Se me ne andassi domani, ti ricorderesti ancora di me?", fu, infatti, pronunciato dalla fidanzata del chitarrista Allen Collins, Kathy, che gli aveva posto proprio questa domanda durante una loro accesa discussione, dovuta alla superficialità con cui il musicista affrontava la relazione. 

 

"Se me ne andassi domani

Ti ricorderesti ancora di me?

Perché devo continuare a viaggiare, ora

Perché ci sono troppi posti che devo vedere

Ma se restassi qui con te, ragazza

Le cose non potrebbero essere le stesse

Perché ora sono libero come un uccello

E questo uccello non puoi cambiare"

 

Nonostante il testo sia chiarissimo, la canzone, però, ha assunto significati diversi per persone diverse. E’ una canzone d’amore, delle poche mai scritte dai Lynyrd Skynyrd, ma negli States viene spesso suonata ai funerali o, anche, durante le feste di laurea.

Sia la band che la loro etichetta discografica non avevano idea che "Free Bird" avrebbe raggiunto tali vette di popolarità. Infatti, alcuni dirigenti dell'etichetta (MCA) non la volevano nell'album, pensando che fosse troppo lunga per essere trasmessa in radio. I Lynyrd, però, fecero fronte comune e si assicurarono che il brano fosse incluso nel disco, anche se non avrebbero mai immaginato che sarebbe diventato così leggendario.

Il montaggio radiofonico della canzone ne ha ridotto la lunghezza a quattro minuti e quarantun secondi, con la coda strumentale ridotta a circa un minuto. Il che, ovviamente, fa perdere tutta la sua iconica bellezza alla canzone, che dal vivo può allungarsi a dismisura, a secondo dell’ispirazione dei musicisti.

Eppure, oggi, con l'accorciarsi della soglia di attenzione a causa dell’uso smodato dei cellulari e dei social, e del calo della domanda di assoli di chitarra molto lunghi, la fama di "Free Bird" è un po' scemata, lasciando lo scettro della popolarità alla più compatta "Sweet Home Alabama", che ha circa il doppio degli streaming totali di "Free Bird".

Per tradizione, questo brano veniva suonato sempre alla fine dei concerti, ingenerando fra i fan una spasmodica attesa, che il pubblico sfogava richiedendo ad alta voce “Free Bird!”. Questa richiesta, negli States, nel tempo è diventata una battuta da concerto (di qualunque artista si tratti), e non è difficile, nei momenti di pausa fra un brano e l’altro, sentire qualcuno che rompe il silenzio invocandone l’esecuzione (e talvolta venendo anche accontentato).

I Lynyrd Skynyd conobbero una fine improvvisa e tragica all'apice del loro successo, quando l'aereo della band si schiantò mentre si recavano per uno show a Baton Rouge, in Louisiana, nel 1977. Il cantante Ronnie Van Zant morì insieme al chitarrista Steve Gaines, e altri membri della band rimasero gravemente feriti. Gli Skynyd si riformarono nel 1987, con il fratello di Ronnie, Johnny Van Zant, che subentrò come frontman. All’inizio, eseguire la canzone fu molto emozionante per Johnny, che per un periodo non la cantò più: la band la suonava come strumentale e il pubblico ne cantava le parole.

Una curiosità. Questo classico del southern rock è stato prodotto da un nordista, Al Kooper, che era entrato in contatto con la band un anno prima, durante un concerto ad Atlanta. Kooper, uno dei membri fondatori dei Blood, Sweat & Tears, era originario di Brooklyn, New York, ma riuscì a entrare in perfetta sintonia con gli Skynyrd, plasmando il loro sound per renderlo più appetibile senza tuttavia diluirne gli afrori sudisti.

Ecco un esempio. Nonostante la presenza di tre chitarristi, "Free Bird" si apre con un organo come strumento principale, dando così alle chitarre un maggiore impatto al loro ingresso. Nelle prime versioni del brano, questa sezione era suonata al pianoforte (strumento usato poi dal vivo), ma Al Kooper convinse la band che l'organo fosse la strada giusta da percorrere, e fu lui stesso a suonare lo strumento nel brano, accreditandosi sull'album come "Roosevelt Gook".