In FUTURE NAUSEA l’evoluzione del sound della band raggiunge la sua forma più avvincente di sempre. Dal terrore catartico di Brave Faces Everyone (2020), all'esplorativo No Joy (2023), fino all’ultimo EP ricco di collaborazioni A Brief Intermission in the flattening of time (2025), i Love Songs canalizzano la grandiosità da inno di album iconici come Born In The U.S.A., Sam’s Town e Full Moon Fever. L’LP è un paradosso magistrale: tastiere scintillanti, chitarre squillanti e ritornelli travolgenti fanno da colonna sonora al lirismo senza compromessi di Slocum, che qui narra il “doomscroll” più desolante del mondo, che si dispiega sullo sfondo della violenza politica, del capitalismo in fase terminale e di un futuro incerto.
In combinazione con le paure interiori dello stesso Slocum, il risultato è un album consumato da crisi esistenziali a scelta, ma trasmesso attraverso melodie così immediate da farti quasi dimenticare il peso del mondo esterno – finché il prossimo testo devastante non ti riporta di scatto alla rabbia e all’attivismo.
«Quando mi sono messo al lavoro su questo disco per la prima volta, ho detto praticamente a tutti che volevo solo realizzare un grande album rock, qualunque cosa potesse essere la nostra versione di un lavoro come Born in the U.S.A., se potesse esistere», spiega Slocum. «Ma per quanto volessi realizzare un album dal suono in tonalità maggiore, volevo che fosse il più rabbioso possibile dal punto di vista politico. Più rabbioso che triste. In realtà penso che questo sia il disco meno triste che abbiamo mai realizzato».
Il rock dell’Heartland si è a lungo basato sulla nostalgia, su immagini sfocate delle città natali, sulle autostrade a perdita d’occhio e sulla mitologia di un’America che potrebbe essere esistita o meno. FUTURE NAUSEA riprende l’ambizione sonora su larga scala del genere, rifiutandone però uno dei tratti distintivi: anziché guardare al passato in cerca di conforto, l’album fissa lo sguardo direttamente su ciò che verrà: non con ottimismo, ma con la inquietante certezza che il domani potrebbe rivelarsi ancora più difficile dell’oggi.
«Anche se a volte mi sento solo, ho la mia gente», dice Slocum. «Se riusciamo a capire che sono le relazioni interpersonali a contare davvero, riusciremo a superare tutto questo».
Nell’ultimo decennio, gli Spanish Love Songs hanno visto quella stessa comunità prendere forma, un concerto in un locale angusto e un nuovo ascoltatore alla volta. Si sono costruiti una base di fan ferocemente devota, condividendo il palco con The Wonder Years, Rise Against, Alkaline Trio, The Menzingers e Hot Mulligan, oltre che al Furnace Fest, al 2000trees e al rinato Vans Warped Tour. Con numerose tournée mondiali all’orizzonte, di cui si parlerà presto, è la prova che anche in un’epoca caratterizzata dall’isolamento, ci sono ancora persone là fuori alla ricerca di altri che stiano al loro fianco nell’oscurità.

Il brano che dà il titolo all’album e che lo apre annuncia questo arrivo con un botto: le linee cristalline di synth di Van Woert introducono gradualmente, uno dopo l’altro, ogni strumento successivo, proprio come nei primi istanti di un concerto rock, in cui ogni membro della band entra sotto i riflettori prima che la canzone esploda in una scarica catartica. Le linee di basso incalzanti e l’energia “four-on-the-floor” trascinano “Living Blues” e “Good American”, fornendo il sottofondo per la voce profondamente espressiva di Slocum, che interpreta ogni verso straziante con una convinzione che ti stringe lo stomaco, mentre la martellante “New Fears” è tutta tamburello fragoroso e spavalderia da Asbury Park che fa tremare le spalle, fatta su misura per i campi affollati dei festival.
Altrove, “Welcome to Hell” rallenta il ritmo trasformandosi in un inno trascinante degno del montaggio perfetto di John Hughes; al contrario, “Jan666” e “No Dreams” piangono la perdita di una persona cara – non a causa della morte, ma a causa dei gruppi per i diritti degli uomini, di un lavoro nella polizia di frontiera, dell’estremismo di destra e di una vita che è diventata l’esatto opposto di tutto ciò che Slocum avrebbe voluto che fosse.
Eppure, nonostante tutta la sua oscurità testuale, Future Nausea non si arrende mai del tutto, sostenendo invece che la disperazione sia una scommessa persa.
“Doom Tripping” rappresenta forse l’espressione più chiara della filosofia guida dell’album, lanciando verso il cielo un synth travolgente in stile “Just Like Heaven” accompagnato da un mantra semplice e bellissimo: “Post-apocalittico non significa che smettiamo tutti di ballare”. Sono proprio questi sottili cambiamenti di prospettiva a conferire alla seconda parte dell’album, e in particolare al brano di chiusura “Until the Sun Explodes”, un barlume di ottimismo, tenue ma inconfondibile.
Il singolo “Good American” è una colonna portante tematica di gran parte dell’album. «'Good American' è ispirata ai veterani a cui consegnavo pizze all’ospedale per veterani al culmine della guerra al terrorismo”, dice il cantante Dylan Slocum. “Vedere ciò che i soldati trans hanno dovuto affrontare con i recenti divieti ha riportato alla luce storie che avevo sentito vent’anni fa da ragazzi che vivevano per strada, e la canzone è nata da lì. È sempre la stessa storia. La storia di ciò che accade quando l’istituzione che ha approfittato della tua instabilità economica e della tua disperazione con il pretesto del patriottismo e del senso di appartenenza ti volta le spalle. La storia di come si sopravvive proprio ai margini da cui speravi di fuggire.
È una canzone rabbiosa. Forse la più rabbiosa che abbia mai scritto. La registrazione è stata all’altezza del brano. L’abbiamo mantenuta minimale. Ad alto volume. Dà il tono all’album e a questa fase della band. Vogliamo che la gente balli e urli come se fosse a un concerto in un seminterrato strapieno».
Su "Doom Dripping" Dylan Slocum afferma: «Questa canzone è il mio tentativo di creare un brano pop scintillante che evochi la sensazione di trovarsi nella mia mente in questo momento. Ne ho scritto gran parte mentre dovevo ridurre gradualmente gli antidepressivi per un po’ e ho iniziato a soffrire di forti vertigini e dal ritorno dei sintomi che in precedenza mi avevano fatto perdere la voce per tre mesi.
Io e Meredith scherziamo spesso sui glitch nella simulazione. Questa canzone è interamente composta da questi ‘glitch’. Momenti della vita così surreali da farmi esclamare ‘ma che diavolo sta succedendo?’. Quella frustrazione caratterizza gran parte della mia vita in questo periodo.
Ma in definitiva è una canzone sul non arrendersi. Parla del rendersi conto che tutto questo potrebbe essere un brutto trip, della speranza che finisca presto e dell’aggrapparsi all’idea di costruire qualcosa di meglio quando sarà tutto finito».
Su "Welcome To Hell" Dylan Slocum racconta: «Volevo una canzone che, dal punto di vista tematico, potesse alleggerire la tensione dell’album. Quando si scrive una canzone che sia anche solo vagamente politica, bisogna muoversi su una linea molto sottile, e voglio sempre assicurarmi che non cadiamo nella retorica moralista. Raccontiamo storie di persone che lottano per farsi strada nella vita, senza fornire alcuna risposta definitiva. La canzone parte da una persona come me ed è un attacco al cinismo. Poi passa ai cambiamenti che ci vengono imposti dagli oligarchi della tecnologia in nome del profitto, e si conclude chiedendosi se tutti noi ci stiamo accontentando di un mondo peggiore in nome della comodità o, peggio ancora, dell’apatia».
Sul rapporto con il loro produttore aggiunge: «Chris (Walla) ci ha davvero spinti fuori dalla nostra zona di comfort in termini di produzione, dicendoci di essere sicuri di noi stessi e chiari nelle nostre intenzioni. Abbiamo davvero cavalcato quell’energia per trovare la migliore versione della band che abbiamo mai avuto».

Tracklist
Future Nausea
Good American
Welcome To Hell
New Fears
Living Blues
Jan666
Doom Tripping
Shadowland
No Dreams
Future Nausea Pt.2
See You on the Way Out
Until the Sun Explodes
Spanish Love Songs sono Dylan Slocum, Meredith Van Woert, Kyle McAulay, Ruben Duarte e Mike Trujillo.
La band sarà in Italia il 2 Febbraio 2027 al Locomotiv Club di Bologna.
