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MAKING MOVIESAL CINEMA
16/09/2017
National Geographic
Genius
Impietoso e schietto, il ritratto di questo genio delle teorie e ignorante della pratica domestica, che si prende comunque delle licenze artistiche, riesce a ben spiegare e appassionare a una materia ostica come la fisica

Ci sono serie TV che ti insegnano come ammaestrare draghi e usurpare troni, serie che ti insegnano come produrre e spacciare droga, serie che ti fanno semplicemente ridere, e serie che qualcosa te lo insegnano davvero, come i vecchi sceneggiati di mamma Rai, quando l'educazione si faceva attraverso il piccolo schermo.
Non a caso, la serie in questione è prodotta da National Geographic, è una serie antologica e per ogni stagione punterà i riflettori su un genio. Si inizia con IL genio del secolo scorso, un certo Albert Einstein.
Il padre della fisica moderna, del relativismo, dell'energia, e pure della bomba atomica.
Questo, si sa, di Einstein se fisici di professione non si è.
Molto di più, sulla sua tormentata vita privata e sulle sue teorie, si saprà a fine visione dei 10 episodi che compongono la stagione, con un lato tecnico ovviamente encomiabile, in cui non ci si risparmia in location, costumi, ricostruzioni, e non ci si risparmia sul cast, capitanato sì dal nominato ai prossimi Emmy Geoffrey Rush, che offre il ritratto di Einstein anziano malinconico e sofferente, e dalla compagna Emily Watson, ma non da meno -anzi- sono i giovani Johnny Flynn (leader dei Johnny and the Sussex Wit) e Samantha Colley, una Mileva Maric, prima moglie di Albert, con cui la Storia può far pace.
Perché la serie, nell'andare avanti e indietro nel tempo, nel scegliere di partire dai tragici anni dell'ascesa di Hitler che costrinsero l'ebreo non praticante e apolide di Einstein ad andarsene dalla Germania, per esplorare la sua gioventù e il suo futuro americano, mostra molto del lato privato del fisico, mostra il suo egoismo, il suo matrimonio diverso, la paternità non sentita e gli anni della passione verso Mileva che lasciano il posto alla rabbia e al rancore di quest'ultima per i sacrifici compiuti e un futuro magari altrettanto roseo messo da parte.
Impietoso e schietto, il ritratto di questo genio delle teorie e ignorante della pratica domestica, che si prende comunque delle licenze artistiche, riesce a ben spiegare e appassionare a una materia ostica come la fisica, con quell'annus mirabilis entusiasmante, con la questione spinosa della bomba atomica rimessa in discussione.
Educativa quanto basta, sentimentale e pure commovente nel suo finale, Genius insegna a porsi sempre domande, e allora, a quando un altro viaggio all'interno di una mente portentosa?
Risposta: a breve, con il ritratto di un altro genio come Pablo Picasso, portato su piccolo schermo da Antonio Banderas.