Cerca

Banner 1
logo
Banner 2
MAKING MOVIESAL CINEMA
11/01/2021
Clea DuVall
Happiest Season
Ah, il Natale! A Natale siamo tutti più buoni, a Natale ci si ritrova con la famiglia, e via di pranzi, cene, feste, tutti insieme appassionatamente e con amore! Ehm, no.

Non sempre almeno.

Non quando la famiglia in questione dev'essere così perfetta da portare le sue figlie a mentire.

Metti che una di queste è lesbica, che in un momento di euforia ha invitato la fidanzata per le vacanze, e come fare a dire a lei che non ha mai fatto coming out e ai genitori in piena campagna elettorale chi ama davvero?

Ne nascono equivoci, va da sé, anche perché di mezzo ci sono una sorella gelosa accusata di aver sprecato una laurea in legge, un'altra che fa da carta da parati e che non viene considerata, vecchi amici da ritrovare, cene eleganti a cui partecipare per raccattare voti.

E Abby come si piazza in tutto questo?

Lei che una famiglia non ce l'ha più, lei che non riconosce più la ragazza che ama, che ora si nasconde, incontra ex, inventa scuse?

Come si sopravvive a un Natale dove non si può essere se stessi?

Con pazienza, non mostrando ferite e dolori, appigliandosi a quel che c'è.

Per Abby, un'amicizia improvvisa e una di lunga data, che arriva in soccorso regalando il momento migliore del film: un monologo che fa amare quel Dan Levy che con la sua Shitt's Creek ha saccheggiato gli scorsi Emmy.

Ed è proprio questo finale a bilanciare un film che come tutte le commedie romantiche e natalizie vive di situazioni assurde, di cliché, di equivoci che fanno sorridere, ma non sempre con sincerità.

Che ha i suoi difetti maggiori in titoli di testa classicheggianti che risultano inguardabili e in una colonna sonora inascoltabile, dove alle classiche strenne si alternano pezzi tutt'altro che memorabili.

Il cast è però quello delle grandi occasioni, con la tormentata Kristen Stewart più bella del solito, con una difficile Mackenzie Davies e poi Victor Gabe, Aubrey Plaza, Alison Brie e Mary Steenburgen tutti sotto la direzione di Clea DuVall che il Natale lo incastona ad ogni scena.

Non so se diventerà un nuovo classico delle feste, ma il valore di Happiest Season va oltre l'aver sdoganato l'omosessualità in una commedia romantica e natalizia di una major (è il 2020, alla buon ora!), ma pur non gestendo alla perfezione tempi e situazioni, pur esagerando nel fare di personaggi di contorno delle macchiette, il film infonde speranza anche in mezzo all'imperfezione.

E questo fa davvero tanto, tanto Natale.


TAGS: cinema | CleaDuVall | HappiestSeason | Lisa Costa | loudd | recensione