“Gli Howlers ti trascinano in un viaggio infernale, emozionante e coinvolgente” (ROLLING STONE)
“Come non prevedere un futuro radioso?” (CLASSIC ROCK)
“Fuorilegge vestiti di pelle e con la sigaretta tra le labbra” (CLASH)
Dopo un periodo di transizione alla fine del 2024, gli Howlers sono entrati in una nuova fase, con il frontman Adam Young che ha ricostruito il progetto come duo insieme al batterista Toby Richards, un cambiamento che ha ridefinito sia il suono della band sia la direzione creativa, portando un rinnovato senso di concentrazione e identità.
Questo nuovo inizio è arrivato sulla scia di un anno di grande successo. Il loro album di debutto, autofinanziato, What You’ve Got To Lose To Win It All, ha riscosso un ampio consenso in Europa, entrando nella Top 10 della classifica britannica Independent Breakers Charts e conquistando diverse posizioni nelle classifiche di vendita indipendenti, in vinile e fisiche. È seguito il sostegno radiofonico da parte di BBC Radio 1, BBC 6 Music, Radio X e Absolute Radio, oltre al supporto internazionale e all’inserimento in playlist editoriali su Apple Music e Spotify.
Quello slancio si è tradotto direttamente sul palco. Un tour da headliner nel Regno Unito di 18 date, tutte sold-out, ha consacrato la band come uno degli act dal vivo più entusiasmanti del Paese, seguito da una tournée europea che li ha visti registrare il tutto esaurito in otto paesi, mettendo alla prova dal vivo il nuovo materiale che alla fine avrebbe plasmato ciò che sarebbe seguito.
Mentre quel debutto era caratterizzato dal dolore e dalla perdita personale, Heavy nasce da uno stato d’animo molto diverso. Spinto dalla tensione tra desiderio e conseguenza, incoscienza e realtà, è un album illuminato dal richiamo della notte, dal brivido dell’impulso e dalla fredda lucidità che ne segue.
Scritto e prodotto insieme al collaboratore di lunga data Chris Ostler (Black Honey), il disco elude deliberatamente i metodi tradizionali di registrazione in studio. È stato invece realizzato a distanza (con demo, idee e composizioni rielaborate scambiate tramite piattaforme digitali) spogliando ogni traccia di ogni elemento superfluo e portandola alla sua forma più potente.
È stato solo nelle fasi finali che la band è entrata nelle sale prove per registrare la batteria dal vivo, conferendo ai suoi aspetti più sperimentali un’energia grezza e fisica.
Young aggiunge: «Questo album racchiude quelle esperienze notturne, le conversazioni dopo il tramonto, le telefonate a tarda notte, la natura seducente dell’impulsività che sembra così affascinante e il perdersi nella natura coinvolgente dell’incoscienza — ma è anche lo specchio al risveglio, la sveglia, e la dura realtà di sapere che quei sentimenti non dureranno per sempre. È il momento in cui ritrovi te stesso».
Per una band che ha sempre fatto della propria onestà un motivo di orgoglio (e che grazie a ciò si è costruita un seguito ferocemente fedele) Heavy sembra proprio l’album verso cui gli Howlers si sono sempre diretti.

Il singolo “Viper” è spinto da un riff pulsante, da una sezione ritmica inarrestabile e da un’energia grezza e urgente; cattura gli Howlers nella loro forma più immediata: un indie rock ’n’ roll radicato nella tensione, nel desiderio e nelle conseguenze.
«“Viper” racconta l’esperienza di essere totalmente attratti da qualcuno anche se si vedono i segnali di allarme: il desiderio che tutti noi abbiamo di prendere volontariamente decisioni sbagliate per il brivido di ciò che verrà dopo, indipendentemente dalle conseguenze», afferma Young. «Ci si perde nel momento che si vive insieme. Ma per quanto ci si illuda di credere alla fantasia di Bonnie & Clyde, alla fine ti causeranno sempre dolore».
Il singolo “L.A. Morning” offre un ulteriore assaggio del capitolo più ambizioso mai intrapreso dalla band. Riflessione intrisa di sole sui miti in cui siamo cresciuti credendo, “L.A. Morning” esplora l’immagine idealizzata del sogno americano attraverso una prospettiva tipicamente britannica. Costruito attorno a temi quali l’ambizione, l’evasione dalla realtà e la disillusione, il brano coglie la tensione tra la fantasia giovanile e la realtà, pur conservando quel senso di meraviglia che ha reso quei sogni così affascinanti fin dall’inizio.
Il brano è nato inaspettatamente durante le fasi finali della registrazione di Heavy. Inizialmente non destinata all’album, “L.A. Morning” è stata scritta e registrata nel giro di poche ore durante l’ultima sessione in studio della band, con gli Howlers che hanno seguito il loro primo istinto, catturando una spontaneità che alla fine l’avrebbe resa uno dei momenti salienti del disco.
«Da bambini siamo tutti cresciuti con l’idea del sogno americano, una nozione che negli ultimi anni è stata notevolmente sminuita dagli eventi mondiali, ma l’immagine idealizzata di Hollywood è qualcosa che ogni bambino conosce e desidera fin da piccolo», afferma il frontman Adam Young. «“L.A. Morning è in un certo senso la concretizzazione di tutto ciò. Non era mai stata pensata per finire nell’album, ma è venuta fuori in modo così naturale che non potevamo ignorarla. Quei momenti sono rari ed è proprio questo il senso di fare musica».
Alcuni brani nascono già completi. Altri, invece, potevano essere scritti solo da chi ha affrontato il peggio e ne è uscito indenne. “Cold Sweat” rientra decisamente in questa seconda categoria: il brano si apre con synth atmosferici che si intrecciano a chitarre incisive, in un’atmosfera malinconica e misurata, prima che la voce morbida e suadente di Adam Young prenda il sopravvento. Sullo sfondo, la batteria spinge e trascina, tesa e determinata. È un indie rock che si guadagna il proprio peso.
E quel peso è reale. Nata da uno dei periodi più bui della vita di Young, la traccia ripercorre una prolungata crisi di salute che lo ha portato più volte vicino alla morte: nessuna diagnosi, nessuna risposta e farmaci che semplicemente non funzionavano.
«Quasi ogni giorno, sin dal risveglio, ho un mal di testa sordo», racconta Young. «Sono arrivato al punto in cui ho dovuto fare i conti con il dolore e ricominciare a ricostruire la mia vita. La canzone racconta questa lotta e le mie relazioni al suo interno».
“D.R.I.V.E.” è l’ultimo singolo estratto dall’album. Ci sono canzoni che richiedono mesi di lavoro per prendere forma. Altre invece arrivano già quasi complete, come se avessero sempre aspettato solo di essere scoperte. “D.R.I.V.E.” appartiene a questa seconda categoria: potente, trascinante e dotata di un groove insaziabile, è la quintessenza degli Howlers: una sferzata di energia pensata per la strada, per le piste da ballo e per tutto ciò che sta in mezzo.
«“D.R.I.V.E è una di quelle canzoni che prende forma così in fretta che tutto diventa confuso e ti ritrovi a pensare ‘ma l’ho scritta io?’», dice il frontman Adam Young. «L’idea alla base di questo album era quella di realizzare un disco più pesante rispetto al nostro esordio — un disco che potesse essere ascoltato in discoteca, in un pogo, ma anche al volante. Il brano in sé parla dell’emozione di incontrare qualcuno a cui non riesci a resistere, qualcuno che, quando attraversa la stanza, ti cattura lo sguardo».
Date italiane del tour:
20th November - Wishlist, Roma
21st November - Arci Bellezza, Milano

Tracklist
Cold Sweat
Late Nights
Viper
L.A Morning
Once In A Lifetime
Night Crawling
D.R.I.V.E
Heavy
You Can Be So Cruel
White Heat
Change My Name
Goodbye
Breakdown
About Time
