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MAKING MOVIESAL CINEMA
14/09/2020
Speciale Star Trek
I primi film
Quando prese il via nel lontano 1966 la serie di Star Trek non partì propriamente con la quarta innestata.

La proposta del suo creatore, Gene Roddenberry, una sorta di mito per tutti i trekkers, fu prima rifiutata dai vertici della NBC per essere messa in produzione più tardi con una serie di modifiche che, secondo la rete, avrebbero reso più accattivante per il pubblico l'intero progetto. Certo, quelle modifiche, insieme alle idee e al sentore di Roddenberry su cosa la serie avrebbe dovuto portare sullo schermo, diedero vita a un mito che perdura tutt'ora e che ha generato una serie di movimenti di Star Trek addicted oggi ancora attivi e sparsi in tutto il mondo, ma nei primi anni di vita per l'equipaggio del Capitano Kirk non fu proprio tutto rose e fiori.

Nel corso delle tre stagioni di quella che oggi viene definita la serie classica gli ascolti continuarono a calare, tanto che la NBC era pronta a cancellare Star Trek dopo due sole stagioni, decisione rimandata di un anno solo grazie alle rumorose proteste dei fan della serie già affezionatissimi al brand. La cancellazione però fu solo rimandata, con la terza infornata di episodi l'avventura finisce, la NBC ne cede addirittura i diritti alla Paramount Television che contribuisce a tenere in vita e accrescere la popolarità della serie grazie alla diffusione dei diritti e alle conseguenti repliche dello show. Dopo la brillante idea di realizzare una serie animata che andò in onda tra il '73 e il '74 e che riscosse un buon successo, la popolarità dell'equipaggio della USS Enterprise, a detta delle teste pensanti di casa Paramount, era matura per tentare il salto nelle sale cinematografiche.

Siamo nel 1979, sembra che il recente successo di Star Wars abbia influito non poco sulla decisione di dirottare al Cinema il franchise di Star Trek, il budget a disposizione era consistente e per Star Trek - The Movie si pensò a Robert Wise, già regista del cult Ultimatum alla Terra e di Andromeda in campo fantascientifico, ma noto anche per capisaldi della storia del Cinema come West Side Story e Tutti insieme appassionatamente. Per la sala Wise abbandona l'approccio visivo cheap della serie e punta su effetti speciali al passo coi tempi (candidati all'Oscar) che contribuiranno a garantire al film ottimi incassi e la prosecuzione dell'avventura al Cinema. Una minaccia di dimensioni oltremodo preoccupanti si avvicina al pianeta Terra. La pericolosità della stessa è testimoniata dalla brutta fine nella quale incappano alcune navi della flotta Klingoniana. L'unica nave della Flotta Stellare in grado di contrastare l'avanzata di questa ignota minaccia è la mitica USS Enterprise ancorata momentaneamente in uno spazioporto in attesa di manutenzione straordinaria. È passato del tempo da quando l'equipaggio della nave terrestre affrontò la sua ultima avventura, nel frattempo il comando dell'Enterprise è passato al Capitano Willard Decker (Stephen Collins). Ma per questa particolare missione serve tutta l'esperienza possibile, viene così richiamato in servizio l'ormai Ammiraglio James Kirk (William Shatner) che uno ad uno, chi personalmente chi no, recupera i membri storici del suo equipaggio. Saranno della partita il Comandante Scott (James Doohan), il Tenente Sulu (George Takei), il Tenente Chekov (Walter Koenig), il Tenente Uhura (Nichelle Nichols), il Dottor McCoy (DeForest Kelley) e in un secondo momento l'immancabile Comandante Spock (Leonard Nimoy). Quando l'Ammiraglio Kirk raggiunge insieme al Comandante Scott l'Enterprise in riparazione, si assiste forse alla scena migliore del film. Una scena che trasuda amore quasi romantico tra un comandante e la sua nave, ferma a ricordare all'uomo il suo passato, la densità dell'avventurosa vita precedente, una vita arricchita da legami fortissimi. È una sequenza particolarmente lunga durante la quale Wise indugia sull'epicità del momento e sull'importanza di quello che l'interruzione di quella lontananza significhi per Kirk. Il passaggio è sottolineato in maniera eccelsa dalle musiche superbe di Jerry Goldsmith. Il regista si prende il suo tempo e i ritmi dilatati permangono costanti per l'intera durata del film che risulta essere più un viaggio d'esplorazione, in continuità con lo spirito originario dettato da Roddenberry, che non una continua battaglia stellare in difesa della Terra. Personaggi e attori sono quelli noti ai fan della serie con l'eccezione del Capitano Decker fin da subito in rispettoso contrasto con il nuovo comandante della nave. Certo che fa un po' d'effetto vedere nelle sue vesti il pallosissimo reverendo Camden di Settimo cielo, una delle serie tv più indigeste della storia della televisione. Il film regge bene nonostante la particolare lentezza di alcuni passaggi e il minutaggio abbondante della pellicola Questi passaggi sono comunque riscattati da un buon pre-finale e un discreto (concediamoglielo) finale. Piacevole ancor oggi da guardare anche per quel che riguarda la parte tecnico/visiva nonostante i quasi trentacinque anni sul groppone, molte soluzioni sono ovviamente sorpassate ma l'effetto curvatura... scusate, volevo dire l'effetto vintage, rende comunque più che gradevole la visione.

Come si diceva poco sopra, il successo del primo film spinse la Paramount a mettere in cantiere il primo sequel che arrivò nella sale nel 1982; Star Trek II - L'ira di Khan, questo il titolo, poté però beneficiare di un budget decisamente ridotto rispetto a quello del suo predecessore e di un regista di minor prestigio, Nicholas Meyer, che ancora oggi continua a lavorare sul franchise. Il nemico da affrontare arriva direttamente dalla serie classica, il personaggio di Khan verrà in seguito ripreso anche nel nuovo reboot di Star Trek orchestrato da J. J. Abrams, il volto del nuovo Khan sarà quello della star Benedict Cumberbatch. Ma torniamo a noi.

Il secondo lungometraggio della saga è una storia d'odio e vendetta da parte di Khan (Ricardo Montalban) nei confronti del capitano Kirk, nel frattempo diventato ammiraglio della Flotta Stellare (come visto in Star Trek - Il film). L'odio di Khan ha radici che affondano nel passato quando Kirk, allora ancora in forza all'Enterprise, condannò il suo nemico e relativo equipaggio a un esilio forzato sul pianeta Ceti Alpha V. In seguito a un disastro di proporzioni planetarie il pianeta diventò quasi invivibile causando la morte di molti compagni di Khan, moglie compresa. Khan addosserà a Kirk anche questa colpa fomentando l'odio che prova ormai da tempo per il suo nemico. Durante un volo d'addestramento al quale presenzia lo stesso Kirk, l'Enterprise ora comandata da Spock si imbatterà in una richiesta d'aiuto da parte della stazione scientifica che sta sviluppando il misterioso progetto Genesis supervisionato dalla Dottoressa Marcus (Bibi Besch), ex fiamma di Kirk. Da qui si arriverà a un nuovo scontro tra i due vecchi nemici che coinvolgerà l'Enterprise e la USS Reliant, nave della Flotta Stellare ora in mano a Kahn. Il cast della serie classica è ancora una volta al completo e ampliato dalla giovane e decisa recluta Saavik interpretata da una Kirsty Alley al suo debutto cinematografico. L'attenzione è però saldamente puntata sull'ammiraglio Kirk che ancora una volta dimostra, soprattutto a se stesso, che la scelta di lasciare il comando dell'Enterprise non è stata del tutto felice. Si riflette sul tempo che passa e su quelle che sono le proprie vocazioni. Mentre il resto del cast è messo in secondo piano, salvo un importante colpo di coda di Spock nel finale, sale alla ribalta una nemesi con un ossessione forte, di quelle che possono consumare una vita. La storia corre lineare senza grosse impennate di ritmo nonostante l'approccio sia più votato all'azione rispetto al capitolo precedente per chi scrive comunque meglio riuscito. Le parole "più votato all'azione" sono da prendere con le pinze, nel complesso la pellicola non si può definire proprio dinamica, ne esce un secondo capitolo comunque riuscito, che tratteggia un buon antagonista, ma che non si può certo definire memorabile, un onesto intrattenimento che può creare curiosità per i titoli successivi ma soprattutto, per chi non l'avesse vista, per l'eventuale recupero delle serie originale. Nel complesso il film raggranella tra Cinema e home video un bel po' di soldi, si inizia a pensare al terzo capitolo.

Terzo capitolo che arriva a distanza di soli due anni dal precedente, questa volta si rimane all'interno del cast e la regia viene affidata direttamente a Leonard Nimoy che, dopo il finale del film precedente, esigette per il suo ritorno anche il ruolo da regista. Star Trek III - Alla ricerca di Spock la dice lunga sin dal titolo su quelli che sono i contenuti che vanno a costruire la linea narrativa del film, la pretesa di Nimoy non si rivela poi così azzardata, tra gli estimatori i pareri sono contrastanti ma per chi scrive Nimoy confeziona un film anche migliore del precedente senza nulla far rimpiangere ai fan della serie. Il finale de L'ira di Khan gridava vendetta (o meglio, "vendetta" lo gridavano i trekkers), lo status quo andava ripristinato, perché tutto deve cambiare affinché nulla cambi. Così Alla ricerca di Spock è un vero e proprio sequel del film precedente, i due capitoli sono concatenati in maniera indissolubile, oltre al destino di Spock vengono qui riprese la vicenda del progetto Genesis e le sottotrame legate a Kirk e alle sue relazioni (non diciamo di più a giovamento di chi non avesse ancora visto la saga). Meno azione, ci si concentra più su quelle che sono le tradizioni e le caratteristiche vitali dei vulcaniani, a noi chiarite dalla figura di Sarek (Mark Lenard), padre di Spock, sulle relazione tra i personaggi e sulla fedeltà incondizionata tra i membri dell'equipaggio dell'Enterprise che tra l'altro sta per affrontare il suo ultimo viaggio prima della rottamazione. La parte più dinamica, ma nemmeno troppo, è appannaggio dei Klingon, minaccia all'apparenza meno temibile di quella costituita da Khan, ma memorabile in quanto tra essi spicca il Comandante Kruge interpretato dal mitico Christopher Lloyd (il Doc di Ritorno al futuro) riconoscibilissimo nelle sue movenze anche sotto strati di trucco e lineamenti alterati (osservatene lo sguardo, come volta di scatto la testa, è Doc prima di Doc). Rivisto oggi il film offre un campionario nostalgico e divertente sugli effetti visivi d'epoca, l'uso della computer graphic che ricorda la nostra infanzia (per chi negli 80 era giovane), gli effetti artigianali usati per dare vita alle creature (il cane? di Kruge) rendono piacevole il tuffo nel passato. Non manca nemmeno la scena ormai d'obbligo nel bar con razze provenienti dai quattro angoli della galassia. Indubbiamente non ci troviamo di fronte a nulla di rivoluzionario, tutt'altro, è il film della restaurazione, si torna allo schema noto: nuove sfide, conoscenza e soprattutto alto il valore dell'amicizia. Altro buon successo al botteghino, soprattutto dopo gli introiti dell'home video, cosa che permette alla saga di proseguire e all'equipaggio di Kirk di partire nuovamente verso l'ignoto, forse non più a bordo della leggendaria Enterprise.


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