Cerca

logo
Banner 2
NEWSCOMING SOON
It Was A Bright Cold Day In April
Glen
2026  (Kapitän Platte, Cargo Records, Creative Eclipse PR, Goodfellas)
NEWS ELETTRONICA/AMBIENT ROCK
all NEWS
20/02/2026
Glen
It Was A Bright Cold Day In April
It Was A Bright Cold Day In April è il nuovo album strumentale dei berlinesi GLEN, in uscita il 20/02: una dichiarazione viscerale di energia noise e sperimentazione eclettica in forma libera, una forza ipnotica di caos strutturato trasmessa con assoluta convinzione. Un'intensa miscela di art rock, post-rock e improvvisazione.
di La Redazione

Il quarto album strumentale dei GLEN, composto da cinque tracce, si intitolata It Was A Bright Cold Day In April e uscirà il 20 febbraio 2026 per Kapitän Platte/ Cargo Records. Il titolo è tratto dalla prima frase del romanzo 1984 di George Orwell ed è una dichiarazione viscerale di energia noise e sperimentazione eclettica in forma libera. Una forza ipnotica di caos strutturato trasmessa con assoluta convinzione. Sconvolgente nel senso migliore del termine.

Il tranquillo paesaggio immortalato sulla copertina dell'album evoca un'illusoria visione di un mondo in bilico che potrebbe trasformarsi in cenere in pochi secondi. Come un discendente contemporaneo di Angelus Novus, la tempesta che chiamiamo “progresso” spinge l'Angelo della Storia all'indietro verso il futuro, mentre di fronte a lui si accumulano rovine su rovine.

Le cinque poesie all'interno della copertina apribile delineano la struttura narrativa dell'album, dal vortice del brano di apertura "Frenzy", alle campane di chiesa che chiudono l'album con un monito... e gli orologi che suonavano le tredici, incorniciando la seducente "Lotosesser" seguita dall'esplosione di "Brute Force" con il cigolio inquietante e lo scricchiolio del Daxophone di Kriton Beyer e il furioso sassofono soprano e baritono di Norbert Stammberger, mentre "Sublime" sospende tra la libertà dell'ascesa oltre la gravità e un inesorabile ritorno sulla terra.

 

Il quartetto berlinese, noto per la sua intensa miscela di art rock, post-rock e improvvisazione libera, amplia la sua formazione classica composta da due chitarre (Wilhelm Stegmeier, Eleni Ampelakiotou), basso (Roland Feinaeugle) e batteria (Achim Faerber) con queste performance ospiti e una vasta gamma di strumenti, dal clavinet ai sintetizzatori, creando strutture sonore coinvolgenti, dense e lente, e paesaggi sonori ipnotici e traslucidi  caratterizzati da ripetizione, tensione e trasformazione costante, che oscillano tra energia esplosiva, precisione strutturale e improvvisazione fluida.

Fisici, atmosferici e senza compromessi, i GLEN oscillano tra minimalismo ed esplosività. Grezzi ma deliberati: un caos controllato guidato da riprese, attriti e metamorfosi graduali.

 

 

Dopo aver debuttato con Crack (2017), una collisione di rumore, strutture libere e correnti dinamiche, i loro successivi Pull! (2021) e I Can See No Evil (2023) hanno ampliato il vocabolario sonoro della band, introducendo dinamiche più ampie, ritmi cinematografici e un più forte senso di profondità spaziale. Con il loro prossimo album, i GLEN affinano ulteriormente la loro identità e la loro tavolozza sonora, proponendo composizioni di lunga durata che si evolvono organicamente e spingono il loro sound verso un territorio più scultoreo, combinando archi di tensione di lunga durata con contrasti netti e un'attenzione intensificata alla forma, all'atmosfera e allo slancio.

L'album è stato registrato allo studio di registrazione andereBaustelle di Berlino, dal produttore degli Einstürzende Neubauten Boris Wilsdorf e mixato dal leggendario produttore MACK (che ha iniziato la sua carriera nei Musicland Studios di Giorgio Moroder, lavorando con band come Marc Bolan's T. Rex, Led Zeppelin, Rolling Stones, i primi Deep Purple, Black Sabbath, Sparks, ecc. e ha prodotto alcuni degli album più acclamati dei Queen), godendo, come nei precedenti album, della forza trascendente di GLEN, contribuendo con la sua lucidità sonora, incontaminata e di grande impatto.

 

Meno interessati alle strutture tradizionali delle canzoni che al processo meditativo, al movimento e all'evoluzione organica, i loro brani nascono da motivi minimali che gradualmente si dispiegano e si espandono, si frammentano, si dissolvono e si ricompongono nel corso di lunghi periodi di tempo, creando un senso di movimento che è allo stesso tempo trance e imprevedibile.

La band resiste a una semplice categorizzazione attingendo alle tradizioni dell'Avant-rock europeo, del No New York e agli echi del Krautrock, pur mantenendo una voce distinta, contemporanea e inconfondibile.

Sul palco, i GLEN operano come un unico organismo concentrato: fisico, diretto, incisivo e con un'interazione quasi telepatica. Un impulso di energia: preciso ma mai sterile, forte, nitido e profondamente dinamico, che bilancia strutture rigide con improvvisazioni spontanee. Un'esplorazione unica di slancio, consistenza e tensione. Astratto ma emotivamente risonante.

 

 

Tracklist

1. Frenzy
2. Lotosesser
3. Brute Force
4. Sublime
5. ... and the clocks were striking thirteen
6. Zugzwang (Bonus)
7. Il Ricordo (Bonus)

Link

Linktree: https://linktr.ee/glenband 
Official: https://glen-the-band.com 
Instagram: https://instagram.com/glen_band 

Bandcamp: https://glen1.bandcamp.com 
Label: https://kapitaen-platte.de