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SPEAKER'S CORNERA RUOTA LIBERA
La Prima Estate - Day 2: Marlene Kuntz, Ministri, Casino Royale, Si! Boom! Voilà!, Verida, 19/06/2026, Lido di Camaiore
Live Report
2026  (GDG Press)
MATTEO NASI OLAF LARSEN II
all SPEAKER'S CORNER
21/06/2026
Live Report
La Prima Estate - Day 2: Marlene Kuntz, Ministri, Casino Royale, Si! Boom! Voilà!, Verida, 19/06/2026, Lido di Camaiore
Secondo giorno di festival, dedicato ad alcune tra le migliori bellezze della musica italiana, mentre un bronzeo Giancarlo Bigazzi, appoggiato al suo pianoforte, sorrideva sornione sotto i baffi, godendosi lo spettacolo. A voi il racconto, in parole e fotografie, della seconda giornata de La Prima Estate.

Non mi ero mai accorto della statua dedicata a Giancarlo Bigazzi, epico compositore, discografico e perfino attore, autore di pagine indelebili della musica italiana. Inutile annoiare con un elenco, basta cercare sul web e rendersi conto. Per la prima volta, entrando dal lato Garden - un’area che non è un odioso pit dei tempi attuali, ma una zona più confortevole in caso di grandissima affluenza di pubblico - ho scorto all’ombra di alcuni pini marittimi questa statua bronzea che guarda verso il palco durante il festival.

E’ strano, ma è come fossi stato chiamato dalla penombra dove vive quest’opera, subito dopo che i Verìda cantavano, probabilmente ad omaggio del Maestro, "Se bruciasse la città", resa celebre dalla voce di Massimo Ranieri. Insomma, è arrivata un’onda di emozione ed energia, interpretata come un fortunato messaggio di ispirazione.

 

Aprono la seconda giornata quindi i VERIDA, giovanissima band milanese selezionata nell’ambito contest del Detune, che a dispetto dell’orario piuttosto anticipato - ore 17.40 con poco vento e sole alto sul palco e arena - spaccano e intrattengono con ferocia e freschezza: fanno ben sperare.

Alcuni loro fan sono entrati a show iniziato e sono andati a “riempire” il lato sinistro dello spazio per il pubblico, per una manciata di spettatori coraggiosi e appassionati. Dopo circa sette brani hanno suonato "Se bruciasse la città", cantata e interpretata come si conviene a vent’anni su un grande e prestigioso palco del rock.

 

A seguire i Sì!, BOOM!, VOILA’!, una band che è probabilmente l’unica vera novità italiana del 2026, arrivati come un meteorite acido e colorato a interrompere la vacanza mentale dell’ascoltatore italico. Rivoluzione ed evoluzione già dal nome, quello giusto, dopo un anno e mezzo di ricerca tra i componenti: un brainstorming creativo con lavagnetta in video call. Si trovarono tra loro un paio d’anni fa per il piacere di stare insieme ed emerge il desiderio di fondare un collettivo dove creare, invece che distruggere (o autodistruggersi), e mettere a fattor comune quelle energie creative mai sopite, anche dopo tanti anni di esperienze significative in altre band.

Partono dall’amicizia consolidata, dal piacere di stare assieme che coinvolge inizialmente Roberta Sammarelli (basso e voci), Giulio Ragno Favero (chitarra e voci) e Davide Lasala (chitarra e voci) per poi invitare il frontman Michelangelo Mercuri N.A.I.P. (voci atroci, cabaret voltaire, imprevedibilità creativa psico mentale) e Giulia Formica (batteria e voci). Quasi inconsapevolmente vanno a formare una power band di numeri “x”, che somma differenze ed esalta le singole personalità. Durante la pandemia Roberta invia un suo brano a Giulio e Davide e nasce così il prologo della collaborazione fino al dirompente album d’esordio con dentro Michelangelo e Giulia, che in quel momento lavorava anche con il progetto N.A.I.P..

Album velocissimo, realizzazione istintuale e poco meditata, come sono i loro live del resto, senza troppe costruzioni a tavolino per lasciare intatto l’approccio emozionale e poco cerebrale, come quando proviamo amicizia al primo sguardo con qualcuna o qualcuno.

Il loro concerto si svolge al contrario, nel senso che annunciano di stare eseguendo i brani riavvolgendo il nastro del tempo e l’ordine dei fattori, sicché nella scaletta della giornata gli head liner diventano in questa sospensione spazio-temporale i Sì!, BOOM!, VOILA’! e i giovanissimi Verìda come star assolute del giorno!

N.A.I.P. verso il penultimo brano eseguito scende sotto al palco e con la sua proverbiale agilità coglie tutti di sorpresa e si lancia in una pogata in mezzo pubblico, durata giusto il tempo per non farsi scippare il microfono wireless (tentazione che ho avuto se fossi stato dal lato giusto dell’arena, peccato! Occhio Michelangelo, che se mi ricapita l’occasione dovrai inseguirmi per tutto lo spazio mentre urlo al microfono slogan del tutto personali e poco comprensibili). 

Concludono la loro ottima performance live con il grandissimo affetto dei fan (e noi lo siamo, convintamente), con la consapevolezza che sono ormai una punto di riferimento per un pubblico sempre più vasto ed innamorato. Please, subito al lavoro per il secondo album.

 

Seguono i CASINO ROYAL, un grande ritorno di una band che del mutamento ha fatto un dogma, attraversando gli anni’90 fino ad oggi in un turbinio di storie e momenti. Forse i più “politicizzati” della serata, difatti saranno gli unici ad esporre sul video wall alle loro spalle una grande bandiera palestinese. Hanno frequentato in ere diverse alcuni centri sociali, pur firmando per major, che all’epoca significava passare in certo senso dall’altra parte della barricata.

Abbiamo ascoltato Alioscia poco prima del loro live, nel consueto momento roof con Massimo Coppola. Questa di seguito una sintesi estrema e parziale di circa un’oretta di conversazione, aperta e appassionata.

Esordisce ricordando il 1995 e l'album Sempre Più Vicino, specchio di una contaminazione culturale avvenuta in luoghi come il Pergola a Milano. Inizialmente erano più legati al post-punk e al rock ribelle, poi influenzati dalla controcultura hip hop americana e dalla sound system culture legata al reggae, creando un mix europeo molto simile a quello londinese. Questo suono era di fatto quelle che sarebbe stato definito "Trip hop", una sintesi di Post Punk, New Wave, Black Rock e note cinematiche, in un periodo privo di barriere, dove l'identità si costruiva per contrapposizione alla "gente normale".

Poi parla poi del senso di sfida e contrapposizione come motore della sua giovinezza, differenziandosi dall'idea di "amore" come ricetta di giovinezza proposta poco prima da Cristiano Godano (Marlene Kuntz) che aveva preceduto Alioscia presso il roof. Nonostante i Casino Royale siano stati tra i primi gruppi indipendenti a firmare con una major, l'obiettivo non era il successo commerciale fine a se stesso, ma il mantenimento dell'autonomia artistica. In quel periodo, tuttavia, esisteva un atteggiamento radicale per cui il passaggio a una major o l'apparizione in TV portava a essere giudicati come "comunisti pagati dalle multinazionali", indipendentemente dal contenuto proposto.

Secondo Alioscia, uno spartiacque fondamentale per quella scena è stato il G8 di Genova (con la tragica morte di Carlo Giuliani), che ha segnato uno scoramento collettivo riguardo alla possibilità di avere un impatto reale sulla società. In seguito il capitalismo ha intercettato quella creatività, trasformando, secondo lui, la spinta underground in una risorsa per circuiti commerciali e brand.

Oggi il capitalismo non è sottovalutato (come sostiene Coppola, ndr), ma per essere veramente anticapitalisti bisognerebbe fare i conti col nostro c**** di ego, che siamo qua con un microfono in mano, telecamera, a parlare. Noi dovremmo rinunciare a tutta questa cosa… sai io mollo tutto, i social… e rinunciare”.

Il loro live è un mix di brani che hanno fatto la storia e unito a nuove produzioni, un blend ben calibrato per il loro pubblico non più giovanissimo, ma felice di immergersi nelle loro sonorità. Nel set hanno ben sfruttato le potenzialità dello splendido impianto del festival, con bassi lunghi e profondi, motore per un moto del corpo dei presenti che non ha tardato ad accendersi. Si andava verso il tramonto e questo ha dato al concerto un’atmosfera crepuscolare tutta sua, perfetta per un momento suggestivo tra un pizzico di nostalgia e visione del futuro. Bei suoni, bello tutto. Bravi. 

 

Seguono sul palco della seconda giornata de La Priima Estate i MINISTRI, una band che dal 2009 sforna grandi e importanti album, con una forza nei live tale da essere ormai leggendaria. Hanno rilasciato da poco un EP, Canzoni Ombra, con pezzi parte di un unicum nel panorama della fedeltà umana: quattro anni fa consentirono ai fan di fare il download di alcuni brani rimasti fuori per vari motivi dalla discografia ufficiale. Ora, due di questi brani, più altri tre inediti, fanno parte del nuovo EP.  Davide Divi Autelitano ringrazia pubblicamente i fan per questo voto di fedeltà che ha consentito di poter pubblicare le due track come (di fatto) degli inediti.

Sono in quattro sul palco con il chitarrista aggiunto (un sottosegretario potremmo definirlo) Marco Ulcigrai, ad innalzare ancora di più (se possibile) il muro di suono della band. Loro fanno di solito una battaglia per la sopravvivenza dei piccoli club, ma in questa occasione vederli e sentirli su uno stage di dimensioni internazionali emoziona e rende giustizia anche ad un suono perfetto in un luogo così grande. Ne scaturisce uno show potente, sudato, quasi acquatico, seppure sulfureo: insomma una solfatara ribollente di magma energetico che non ha mollato la presa per tutta la performance.

La chitarra di Federico Dragogna trasuda note diluvianti, infiammando all’occorrenza ancora di più lo show, mentre la batteria di Michele Esposito è la consueta solidità del tempo scandito. Ormai è notte e i Ministri avvolti nelle tenebre sembrano agitarsi in un girone infernale, lasceranno dopo un’ora e mezza di live il palco ai Marlene Kuntz, annunciati più volte da Divi come amici e band di loro grande gradimento.

I Ministri non comprendono il perché ci sia una zona più affollata dell’altra, visto che il fronte palco è diviso a metà quasi esatta: la zona Garden è un po’ più cara della zona Posto in piedi e ci può stare che i numeri siano diversi. Da qui la battuta en passant di Davide: “eh, c’è sempre più gente a destra!”. I Ministri sottolineano però anche l’importanza della data del Festival dedicata interamente al rock italiano, un omaggio ai curatori del festival per un tributo a risorse creative, economiche e sentimentali di cui andare fieri. Però a fine concerto sarà la bandiera con il sole radiante di Aurora Popola a sventolare, non il tricolore, che effettivamente sarebbe stato percepito come eccessivamente nazionalista. Bellissimo live, super Ministri.

 

Si arriva quindi agli headliner di serata, i MARLENE KUNTZ, che con il loro Il Vile live tour, riproporranno integralmente il celebre album del 1996, una vita fa, un omaggio ad una carriera mostruosa e ricca di tanta produzione.

Abbiamo ascoltato Cristiano Godano nel solito roof del pre-concerto e per brevità si riporta solo alcune delle tante cose raccontate: “Se mi si chiedesse di consigliare a un ragazzo cosa può fare,  soprattutto se fa rock, io prima di tutto lo disilluderei, gli direi: guarda, purtroppo è durissima, però  se tu veramente hai questa passione, il consiglio che ti posso dare è vivi l'esperienza artistica di gruppo e fai queste cose con amore, perché non è una pacca sulle spalle metaforica, è proprio una cosa del tipo: 'Se lo fai comunque, secondo me diventi un uomo migliore'. Se tu segui per qualche tempo il tuo progetto artistico, eserciti un qualcosa che va a confluire sulla tua sensibilità, ti fa diventare migliore. Quindi questo direi, però che ci si possa arrivare a farcela, per così dire, secondo me è difficilissimo, a causa di internet”.

E poi sul tema droghe e interpretazioni curiose dei testi: “Adesso non è tanto il divertimento del rock and roll, quindi sesso droga rock and roll. Ti diverti anche eccedendo chiaramente. Poi noi non abbiamo mai avuto veramente a che fare con le droghe, per quanto in realtà poi da giovane nell'immaginario di molti dei nostri fan io ero un tossico. E poi vabbè le performance sul palco questa saliva che usciva dalla (bocca) e quella sospetta ambulanza parcheggiata sempre accanto al palco. Addirittura una volta mi sono imbattuto in una interpretazione di 'Nuotando nell'aria' (che è una canzone puramente d'amore a tutti gli effetti dove io racconto il momento della fine dell'amore, lo struggimento, eccetera eccetera) e c'era qualcuno che interpretava i versi in modo completamente diverso da quello che intendevo: e quindi 'Pelle è la tua proprio quella che mi manca' veniva letta come se fosse l'ago che dice 'Mi manca la tua pelle, ho bisogno di entrare dentro di te'. Vedi, anche su queste cose si deve fare attenzione a ciò che la gente poi proietta su di te”.

Io (Godano, ndr) ho visto Leonard Cohen poco prima della sua morte, l'ho visto a Roma ed era un vecchietto che se la godeva alla grande... Poi scusa, ma ti è capitato di vedere di Iggy Pop negli ultimi 10 anni? Ha  un'energia clamorosa adesso. Allora, lì ci si riconduce alla faccenda: si dice che sia il rock and roll che ti fa stare giovane. Non credo che abbia a che fare esattamente con la natura del rock and roll, ma più che altro col privilegio di star facendo qualcosa in cui continui a riversare una valanga di amore. Noi facciamo queste cose con amore, con passione e forse questo è ciò che ti mantiene giovane. Se questo cuore rimarrà, e se ci sarà pubblico, e io avrò una buona salute, mi guarderai sul palco che ho 75 anni con gioia. L'amore mantiene giovani. L'amore mantiene giovani. Sì, per almeno per le cose che fai. Sì. C****”.

Oltre all’esecuzione super noise de Il Vile, per chiudere il live i Marlene hanno riproposto dal primo album Catartica, del 1994, "Sonica", "Nuotando nell’aria", "La mia promessa", "Festa Mesta" e come bis "Lieve".

Si conclude qui una lunghissima giornata di musica con un pubblico “fedele alla linea” che non ha mollato un centimetro fin quasi alla mezzanotte. E’ tempo di stendersi su qualcosa di morbido, altrimenti sarà necessario nuotare nell’aria, nel senso più distorto possibile.

 

 

Le fotografie de La Prima Estate - Day 2, a cura di Matteo Nasi - @forafewshotsmore

Marlene Kuntz

 

Ministri

 

Casino Royale

 

Si! Boom! Voilà!

 

Verida

 

Il Pubblico de La Prima Estate - Day 2

 

Photo gallery di @forafewshotsmorehttps://www.flickr.com/photos/91482916@N06/albums/72177720334322008