Circa settant'anni prima che Bram Stoker desse alle stampe il celebre Dracula e oltre cinquanta anni prima che Sheridan Le Fanu introducesse il suo classico Carmilla, in Francia veniva alla luce un'opera pionieristica nel genere del romanzo di vampiri: La Vampira ossia La vergine d'Ungheria. Questo libro, apparso nel 1825, è uno dei primi testi a livello mondiale a caratterizzare una protagonista femminile che torna dalla morte per vendicare un patto d'amore infranto, siglato con il sangue.
L'autore, il barone de Lamothe-Langon, prolifico e di successo durante la prima metà del XIX secolo, ha contribuito significativamente al panorama letterario del suo tempo. Egli si fece notare per una vasta produzione di romanzi che spaziavano tra lo storico, sentimentale, di costume e gotico, insieme a opere teatrali, mistificazioni storiche e memorie apocrife.
Secondo le ricerche attuali, quest'opera potrebbe essere considerata il più antico romanzo sui vampiri scritto in lingua francese di cui disponiamo, con un'interessante peculiarità: la protagonista è una donna. Un lavoro letterario che scaturì sull'onda dell'enorme successo riscosso in Francia da Il Vampiro di Polidori. Tradotto rapidamente nella stessa lingua nel 1819 (lo stesso anno della sua pubblicazione iniziale sul New Monthly Magazine e successivamente in volume) venne erroneamente attribuito all'epoca come una delle migliori opere di Byron, contribuendo così a un malinteso che ne amplificò la fama oltralpe.
Citiamo brevemente la trama:
Nel 1815, il colonnello Édouard Delmont lascia Parigi con la sua famiglia, cercando rifugio in un antico castello isolato nel Lauragais. È convinto di poter dimenticare il passato, ma questo continua ad affliggerlo. L'arrivo di Alinska, un'affascinante e misteriosa straniera, vicino al suo maniero rompe la quiete familiare. Questa giovane ungherese, bella ed enigmatica, è segnata da un destino oscuro e porta con sé un’ombra soprannaturale che si estende lentamente e inesorabilmente sui Delmont. Gradualmente, la sua presenza scatena una serie di eventi inquietanti, tragedie e dolore. Tuttavia, Alinska non è solo una predatrice in cerca di vendetta: è una pedina in un complotto più grande, vittima più che carnefice di un terribile patto ultraterreno che nemmeno lei può spezzare.
Con l'esperienza consolidata nella pubblicazione di classici da parte di Caravaggio Editore, sotto la guida editoriale di Enrico De Luca, nasce Oblivium Edizioni, che ha il merito di aver finalmente tradotto in italiano questo romanzo semisconosciuto ma prezioso.
Caravaggio Editore si è distinta negli ultimi anni per l'affidabilità delle sue pubblicazioni, che offrono testi completi e fedeli agli originali, arricchiti con annotazioni e iconografie d'epoca. Proprio questa attenzione per la qualità ha dato vita a Oblivium, un marchio che riscoprirà e rivaluterà opere classiche dimenticate, mai tradotte in italiano o poco considerate ingiustamente. Il nome stesso di Oblivium riflette la sua missione: riportare alla luce opere meritevoli d’attenzione. Le due collane principali, Redivivi e Voci dall’ignoto, includeranno romanzi inediti, raccolte d’autore e antologie tematiche. Ogni volume sarà caratterizzato dall'alta qualità editoriale che distingue anche Caravaggio: traduzioni precise, testi completi e un ricco apparato illustrativo ispirato all’arte dell’Ottocento e del primo Novecento, o creato da artisti contemporanei.
Oblivium Edizioni nasce con l'obiettivo di portare sugli scaffali e nelle mani dei lettori opere potenti, senza tempo, che restituiscono il fascino della letteratura orrorifica classica, senza compromessi o adattamenti. Come in questo caso, in cui ci troviamo in mano un volume molto curato e che sembra arrivare dalle fine dell’ottocento, per la cura della rilegatura e dell’impaginazione, così raffinate e particolari. Lo stile di scrittura resta fedele alla sua epoca e fedelmente trascritto, rimanendo decisamente suggestivo e insieme molto antico ma anche moderno, nella sua ricerca libera di una creatività che, non può essere confinata in un solo genere.

