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SPEAKER'S CORNERA RUOTA LIBERA
19/02/2019
Ash
Le interviste di Loudd
Abbiamo intervistato gli Ash in occasione del loro ultimo concerto, tenutosi a Milano nel dicembre scorso.
di Carlo Pinchetti

Sembrate sempre molto giovani e uniti, ma siete sulla scena da diversi anni, siete praticamente dei veterani. Qual è il trucco? Com'è possibile che non implodiate come la maggior parte delle band e riusciate a produrre musica sempre così fresca?

Tim: Grazie! Credo dipenda dal fatto che abbiamo iniziato come amici con il solo scopo di suonare in una band e divertirci dal primo istante.

Rick: Credo che molte band quando raggiungono il successo scelgano di suonare unicamente dove sono conosciuti, noi invece abbiamo sempre voluto andare in tour e girare il più possibile e provare a farci conoscere in mercati in cui non eravamo famosi e suonare in posti in cui non eravamo visti come rockstar ma come una semplice band underground. Abbiamo visto tante band a cui il successo ha dato alla testa. Ci sono un sacco di cose di cose che vogliamo portare a termine che vanno al di là della gloria o del suonare in due posti enormi all'anno. Vogliamo passare molto tempo sulla strada. Ci piacciono le belle sfide.

Tim: siamo molto più noti nel Regno Unito mentre quando siamo in tour in Europa e America suoniamo in posti piccoli, dobbiamo essere disposti al cambiamento e adattarci.

Dopo alcuni anni con Charlotte alla chitarra siete da tempo tornati alla formazione a tre, che sembra la modalità che preferite. Quali sono i vantaggi? E soprattutto come gestite tutte le seconde parti di chitarra presenti sui dischi quando suonate dal vivo?

Tim: mi manca una seconda chitarra nei live, è vero, ma c'è qualcosa di bello e semplice nell'essere solo noi tre perché è così che abbiamo iniziato. Devo suonare un sacco di parti di chitarra mentre sto cantando e ogni tanto ne abbandono alcune, non certo le più significative, mi concentro sulle cose importanti. C'è molta pressione, ma noi tre lavoriamo molto bene insieme. La comunicazione è facile, è divertente.

Rick: mi piace molto fare le seconde voci, mi diverte molto. È un modo per sentirmi connesso con la musicalità della band.

Suonate raramente pezzi tratti da Nu-Clear Sounds dal vivo. Credo sia uno dei vostri lavori migliori, come mai questa scelta?

Tim: abbiamo suonato “Jesus Says” e “Numbskull” nelle date precedenti. E anche “Wildsurf” la scorsa settimana a Bangkok. A me piacerebbe suonare “Projects” ma è una canzone dove ci sono molte parti di chitarra incastrate, servono per forzadue chitarre, e questo è il motivo per cui purtroppo non la facciamo.

Rick: probabilmente è un disco che abbiamo trascurato negli ultimi anni, però c'è stato il ventesimo anniversario di recente e ci siamo ritornati sopra.

Passando al nuovo disco, vorrei porre l'attenzione sul video di “Annabel”, che trovo molto bello. Potreste dirci dove nasce l'idea della collaborazione con lo skater francese Clément Vannini?

Tim: la casa discografica stava valutando varie possibilità e ha avuto l'idea di riunire delle persone con delle idee forti e ne abbiamo parlato e sai, c'è qualcosa nella canzone che riguarda il superare le difficoltà e in qualche modo Clément personifica questa cosa, è stato un'ispirazione. Mi dà sempre soddisfazione vedere qualcuno farcela affrontando dei problemi, non farsi fermare dagli ostacoli che incontra, è confortante.

Tornando all'album potete dirci qualcosa in  merito al processo di scrittura? E' davvero un ottimo album, “Annabel” è una canzone bellissima, probabilmente la mia preferita; come si sviluppano le canzoni? Ci vogliono mesi? Settimane?

Tim: in realtà è un processo abbastanza rapido, che portiamo avanti principalmente in sala prove.

Rick: di solito Tim arriva con una demo e ha già un'idea molto chiara delle melodie, a quel punto mettiamo tutto insieme e credo che sia quello il momento in cui diventa una canzone vera e propria. Dopodiché ci mettiamo a suonarla tutti e tre insieme e lavoriamo sui dettagli e sugli arrangiamenti, [...] oppure a volte scompare per mezz'ora poi torna e dice “ho avuto questa idea, e questa e questa” quindi ci mettiamo a lavorare e a dargli una struttura ma è molto veloce come processo.

Tim: “Buzzkill” è nata come un pezzo semiacustico, la struttura della canzone era quella ma il mood era più soft, e quando abbiamo iniziato a suonarla ci siamo detti che avremmo dovuto renderla più punk rock, insomma la canzone è sempre la stessa, la riconosceresti, ma da quando abbiamo cominciato a suonarla come band ha preso tutto un altro sapore.

Vi piace anche ricreare questo tipo di atmostfera “live” nella registrazione, giusto?

Tim: sì, è una cosa a cui prestiamo molta attenzione quando prepariamo i pezzi per la registrazione, insomma è bello quando suonano davvero bene live, e ci piace l'idea di trasferire quell'atmosfera in sala di registrazione. Stasera faremo sette pezzi dell'album nuovo e la cosa ci esalta molto.

Rick: sì, e' importante per noi, come band che suona insieme dal 1994, avere periodicamente nuovo materiale, come un nuovo album, nuove canzoni, così non ci sembra che stiamo facendo sempre la stessa cosa...

Lo apprezzo molto perchè in generale per le band come voi, che sono in giro da così tantotempo, il rischio è che si diventi autoreferenziali, buon per voi invece se puntate su un nuovo album

Tim: decisamente grazie

Siamo in un periodo difficile per la guitar music. Cosa ne pensate?

Tim: credo che stia andando comunque bene per noi, credo che le persone che amano questo genere di musica siano quelle che la amano davvero. Non siamo più abituati a sentirla come mainstream, ma credo che comunque potrebbe tornare in auge ancora, ci sono molte guitar band che stanno riprendendo, magari dopo tanti anni.

Come gli Idles, che sono saliti alla quinta posizione in UK...

Tim: sì, credo che stia in qualche modo tornando.

Rick: …e succede anche nell'underground, del resto le idee nuove vengono sempre dall'undeground, se sei troppo grande per troppo tempo tende tutto ad appiattirsi, quindi bisogna ricercare nell'underground anche per trovare della nuova “guitar music”.

Cosa state ascoltando in questo momento?

Tim: i Lemon Twigs, sono forti, li ho visti live. Poi gli Starcrawler, che sono molto giovani. Infine una band norvegese che si chiama Death by Unga Bunga.

Cosa pensate degli ultimi film di Star Wars?

Rick: ...mmm...non guardate l'ultimo!