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REVIEWSLE RECENSIONI
Let's Get Away From Here
NonMiPiaceIlCirco!
(Seahorse Recordings)
ITALIANA POP
6/10
all REVIEWS
10/09/2018
NonMiPiaceIlCirco!
Let's Get Away From Here
Un album da songwriter indie lo-fi lontano da ogni logica commerciale.

Un disco realizzato in Australia per NonMiPiaceIlCirco!, progetto musicale di Matteo Prebianca, divenuto praticamente una one man band, anche se in passato ha avuto diverse incarnazioni, prima come duo, nel 2004 e poi in seguito come trio, in Russia e in Canada.

Nonostante queste esperienze il gruppo ha sempre navigato al di fuori dei radar dei grandi media (ma anche di quelli tipici dell'indie italiano) in un periodo che era anche roseo per proposte di questo genere.

Esiste anche un disco gemello, in italiano, che mostra una certa parentela con il cantautorato lo-fi, secondo quella linea che da Bugo ci ha portato ad avere Calcutta in classifica e in concerto all'Arena di Verona, cosa su cui non mi scandalizzo più di tanto, visto che era il luogo della finale del Festivalbar, e non un tempio sacro della musica.

NonMiPiaceIlCirco! ha pubblicato prima la versione in italiano e poi quella in inglese, ma dalle note scarne che accompagnano il disco non ci è dato sapere il motivo di questa scelta.

Le batterie sembrano elettroniche, e questo contribuisce a collocare il nostro a cavallo tra la new wave degli anni '80, di matrice britannica, e qualcosa di più storto, potrebbe anche essere Beck, ma con meno allegria.

C'è una buona personalità, anche se la forma non è esattamente da “standard” ma l'autore sopperisce con l'interpretazione; viene però spontaneo chiedersi come potrebbe essere un disco come questo con una produzione adeguata, che possa valorizzare il songwriting e la personalità del musicista e polistrumentista italiano.

Colpisce “Unique” con un tocco glam e decadente, mentre in “Charlie” i modelli sono chiarissimi e, siccome i Velvet Underground sono tra i miei preferiti di sempre diventa immediatamente uno dei brani più riusciti del disco.

La conclusiva “Biscuit” prosegue sulla stessa linea, quasi un mantra e da lontano pensiamo allo spirito di Daniel Johnston che ci osserva...