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THE BOOKSTORECARTA CANTA
L'impronta Del Lupo
Jo Nesbo
2026  (Einaudi)
LIBRI E ALTRE STORIE
7,5/10
all THE BOOKSTORE
03/04/2026
Jo Nesbo
L'impronta Del Lupo
Jo Nesbo sposta la location dalla Norvegia e Minneapolis, dove l'inquieto detective Bob Oz, l'alter ego americano di Harry Hole, dà la caccia a uno spietato assassino

Minneapolis, 2016. Quando un mercante d’armi legato alle gang è vittima di un attentato, gli indizi sembrano puntare verso un suo vicino, Tomas Gomez, che però tutti descrivono come tranquillo e perbene. Eppure Tomas Gomez potrebbe essere il misterioso Lobo, un assassino prezzolato che negli anni Novanta aveva scosso il mondo della criminalità locale con la sua ferocia. Adesso sembra tornato, deciso a regolare vecchi conti in sospeso. Bob Oz è un detective con un passato doloroso e un problema con l’alcol e le donne, che compensa la mancanza di talento non arrendendosi mai. Il caso Gomez lo affascina, suo malgrado. E indagando, contro tutto e tutti, capisce che Lobo – “il lupo” – non è in cerca di vendetta, ma di giustizia.

 

Dalla fredda Norvegia, Jo Nesbo sposta la location della sua ultima fatica negli Stati Uniti, in Minnesota, e nello specifico, in un altrettanto fredda Minneapolis. Manca il leggendario Harry Hole (anch’egli negli States nell’ultimo capitolo della saga, Luna Rossa del 2023) e al suo posto troviamo, invece, il detective della MPD, Bob Oz, un uomo fragile, dal passato doloroso, in perenne lotta coi suoi sensi di colpa, che combatte affogando i suoi fantasmi nel bicchiere e passando da una relazione occasionale all’altra.

In una Minneapolis, in cui il proliferare delle armi prepara il terreno per gli anni bui (il romanzo si svolge nel 2016), segnati dal brutale assassinio di George Floyd (2020) e recentemente, da quelli ancor più efferati, di Renee Nicole Good e Alex Pretti commessi dall’ICE, Oz si mette sulle tracce di Tomas Gomez, un assassino prezzolato che negli anni ’90 si faceva chiamare Lobo, e che oggi ha ricominciato a uccidere senza un motivo apparente. Oz, che non perde occasione di mettersi in cattiva luce con colleghi e superiori, viene sospeso dalla Polizia, ma con l’aiuto della detective Kay Myers e di un affabile tassidermista, riesce a ricomporre i pezzi di un puzzle concepito con determinata precisione.

Come sempre, Nesbo è straordinariamente abile nel risucchiare il lettore in una trama efficacissima, costruita attraverso le soggettive di alcuni personaggi (lo stesso killer, il poliziotto corrotto Olav Henson, l’amica Kay Myers) e un susseguirsi di colpi di scena, che tengono incollati fino alla fine.

Se è ovvio che, in qualche modo, Oz è l’alter ego americano di Hole (la stessa dipendenza dall’alcol, lo stesso passato traboccante di fantasmi, la medesima fragilità emotiva, l’identico tormento interiore), nello specifico, Nesbo cerca di allontanarsi almeno un po’, dal consueto e vincente canovaccio. Da un lato, infatti, inserisce anche un suo alter ego, uno scrittore norvegese di thriller, che, anni dopo, nel 2022, torna a Minneapolis, nella comunità norvegese in cui era cresciuto da bambino, per ricostruire le vicende narrate nella trama principale; dall’altro, mai come prima, il romanzo risente di una forza valenza politica. Non solo constatazione di quel clima sociale, in cui serpeggia una violenza pronta a esplodere, e che, l’anno successivo, porterà Trump a vincere le elezioni, ma anche, e soprattutto, un j’accuse senza mezzi termini nei confronti di quel secondo emendamento della Costituzione americana, che sancisce il diritto dei cittadini di detenere e portare armi, con le esiziale conseguenze che riempiono la cronaca nera americana, passata e recente.

Non raggiunge i picchi di altri romanzi dello scrittore norvegese, ma L’impronta Del Lupo è un thriller che avvince dalla prima e ultima pagina, e Bob Oz, il poliziotto disarmato, impulsivo e tenace, che troverà un po’ di pace solo nel finale, si colloca nella galleria dei personaggi di Nesbo come uno dei più riusciti di sempre.