Nel dolce passaggio dalla primavera all’estate, ventisette anni fa, gli American Football danno vita all’intramontabile omonimo LP in appena quattro giorni. Canzoni ariose, vulnerabili e sincere animano uno dei dischi più simbolici ed ellittici dell’intero Midwest emo, un punto di partenza, sosta ed arrivo cui generazioni e generazioni a seguire attingono scrupolosamente.
Fonte eterna di riverente e fervente ammirazione, gli American Football sono simultaneamente il fenomeno di nicchia più famoso dell’underground e il segreto più celato del panorama mainstream, acclamati per aver dato luce a uno dei dischi rock più influenti del secolo da milioni di appassionati in tutto il pianeta.
Forti di un eccezionale sold out all’Alcatraz di Milano (prima al palco piccolo e poi al grande), due anni fa, gli American Football, accompagnati dai Marconi Union, tornano con cuore più aperto che mai per farci inumidire gli occhi e tremare i polsi. Un compito che non ci sentiremmo di affidare a nessun altro.
http://www.americanfootballmusic.com/
19 GIUGNO 2026 | ALCATRAZ, MILANO
Via Valtellina, 25, 20159 Milano
Evento FB: https://www.facebook.com/events/767112452584617
In risposta alla violenza mortale e alle intimidazioni provocate negli Stati Uniti dall'ICE, gli American Football collaboreranno con PLUS1 per donare €1 per ogni biglietto venduto del tour a Safe Passage International e The Illinois Coalition for Immigration & Refugee Rights: due organizzazioni fondamentali nella difesa dei diritti degli immigrati e nel supporto a deportati, migranti e rifugiati.

In collaborazione con ERP Live
Prima di ottenere riconoscimento globale come pilastro fondamentale del sottogenere “Midwest Emo”, gli American Football erano una college band indie rock legata all’Università dell’Illinois, guidata da Mike Kinsella (batterista fondatore dei Cap’n Jazz, poi diventato cantante e chitarrista), insieme a Steve Holmes (chitarra) e Steve Lamos (batteria / tromba). All’epoca erano influenzati da artisti come Steve Reich, Tortoise e The Sea and Cake.
Prima di separarsi, suonarono non più di una dozzina di concerti e spesso davanti a poco pubblico. Con la laurea e una qualche forma di vita adulta alle porte, il loro “regalo d’addio” arrivò sotto forma di un album omonimo (American Football, LP1), pubblicato nel settembre 1999 dalla label locale Polyvinyl Record Co. Ciò che sarebbe accaduto nei quindici anni successivi è materia da leggenda rock’n’roll: il passaparola che incontra i forum e la cultura online, mixtape, CD masterizzati e le prime piattaforme di file sharing che permettono a una band altrimenti sconosciuta (con una casa anonima sulla copertina dell’unico album) di crescere fino a diventare qualcosa di molto più grande.
Nel 2014, rispondendo alla chiamata di una legione sempre più ampia di fan devoti, gli American Football decidono di tornare insieme ottenendo un successo internazionale. Con l’aggiunta del bassista/polistrumentista e cugino Nate Kinsella, il quartetto ha pubblicato, nel 2016 e nel 2019, gli album LP2 e LP3, portando avanti un’evoluzione naturale del proprio sound verso influenze post-rock, post-punk e più sperimentali.
Hanno collaborato con colleghi e fan, tra cui Hayley Williams (Paramore), Rachel Goswell (Slowdive) ed Ethel Cain, tra gli altri. La band è stata anche indicata tra le più importanti della propria generazione da testate come Alternative Press, The FADER, GQ, The Guardian, KEXP, NME, NPR Music, Rolling Stone, Vulture e molte altre.
Definito da Pitchfork come “l’album più influente del genere”, negli ultimi due anni gli American Football hanno celebrato il 25° anniversario del loro album di debutto con un tour mondiale sold-out. Nel frattempo, hanno condiviso una versione rimasterizzata del disco, realizzato un album di cover di LP1, pubblicato il loro primo album live e prodotto anche un film concerto.
Dopo aver viaggiato in alcune parti del mondo, la band ha trovato un’accoglienza travolgente anche da una nuova generazione di fan. Molti di loro non sono mai stati nel Midwest americano, eppure hanno provato la stessa connessione emotiva con la sua geografia immensa e il suo terreno creativo ricchissimo. In attesa della prossima primavera, quando arriveranno anche altre loro novità.

