Suki Waterhouse si è affermata come una delle voci più dell’indie pop contemporaneo grazie a una scrittura evocativa, vocalità calde e avvolgenti, melodie luminose e un sound capace di attraversare e fondere generi, conquistando anche la certificazione platino. Cresciuta nella periferia di Londra, entra giovanissima nel mondo della moda, diventando già a 14 anni un volto noto nella scena fashion, ma senza mai voler essere confinata a un solo ambito: si avvicina infatti anche alla recitazione, fino al ruolo che segna una svolta nella sua carriera, quello della tastierista Karen Sirko nella serie di successo Daisy Jones & the Six.
Parallelamente, porta avanti con costanza il suo percorso musicale, costruendo un universo sonoro romantico, luminoso e sospeso, che trova piena espressione nel suo secondo album Memoir of a Sparklemuffin (qui la nostra recensione), pubblicato nel settembre del 2024 tramite Sub Pop e accolto con entusiasmo dalla critica. Il progetto è stato successivamente arricchito da una deluxe edition con 12 trace bonus, tra cui “The Bellboy (One Last Crush)”, inclusa nella lista “Songs You Need To Know” di Rolling Stone.
Il disco era arrivato dopo il suo apprezzato debutto del 2022, I Can’t Let Go, lodato da testate come Variety, NYLON e The Guardian, e che ha aperto la strada al successo virale di “Good Looking”, capace di raggiungere quasi un miliardo di stream e ottenere la certificazione platino dalla RIAA. Dal vivo, Suki si è imposta come una performer magnetica: dal 2024 è stata costantemente in tour con il “The Sharklemuffin Tour”, calcando palchi come Coachella e Lollapalooza, aprendo alcune date dell’Eras Tour di Taylor Swift a Wembley e accompagnando Laufey in Nord America. A questo si aggiungono numerosi festival e concerti da headliner tra Australia ed Europa, inclusi due sold out all’O2 Forum di Londra. Nel 2025 ha firmato con Island Records, inaugurando un nuovo capitolo artistico.
Il primo singolo estratto da Loveland, il nuovo album di Suki Waterhouse in uscita il 10 luglio, è stato “Back in Love”, definito da Harper’s Bazaar “una traccia estremamente gioiosa, perfetta per le notti di fine estate trascorse a ballare con gli amici”, mentre NYLON ne ha sottolineato “la ricchezza e l’ampiezza della strumentazione, capace di costruire un universo sonoro che valorizza testi consapevoli e profondamente vitali”.
Il secondo singolo, “Tiny Raisin”, è stato scritto da Suki Waterhouse insieme a Steph Jones, Carrie K e Gabe Simon ed è un singolo dal tono ironico e affettuoso, accompagnato da un visualizer che vede l’artista nei panni della perfetta “cool girl”, a bordo di una decappottabile vintage in una corsa glamour. Suki Waterhouse racconta: "'Tiny Raisin’ è, nel suo cuore, una canzone d’amore. È un brano che difende l’idea che l’amore vero, nella sua essenza più autentica, possa essere caotico, ridicolo e imperfetto, e che nonostante ciò sia qualcosa che vale assolutamente la pena scegliere, ancora e ancora, ogni giorno". Wonderland lo ha definito "un inno passionale e contraddittorio, capace di oscillare tra il “ti amo” e il “ti odio” con straordinaria intensità emotiva".
Il terzo singolo, “When I Get Drunk (I Want You Boy)”, è stato scritto da Suki Waterhouse insieme a Raj Jain (noise dept.) e Michael Derenzo, è un brano intenso e sensuale che racconta l’attrazione irresistibile e il desiderio di un amore tanto travolgente quanto inebriante. Tra melodie avvolgenti e un’atmosfera carica di emozione, la canzone esplora il confine sottile tra vulnerabilità e passione, lasciandosi guidare dalla forza magnetica dei sentimenti.
«Sono ossessionata da questa canzone fin dal momento in cui l’abbiamo scritta», racconta Suki Waterhouse. «Per me è un omaggio a quel tipo di amore inebriante e alla sensazione di inseguire continuamente un brivido. Più la ascolti, più ti trascina nel suo incantesimo». Ad accompagnare il singolo arriva anche il videoclip ufficiale, co-diretto da Suki Waterhouse insieme a Tyler Weinberger e girato nella casa dell’artista. Il video traduce in immagini l’atmosfera intensa e coinvolgente del brano attraverso una narrazione dal sapore onirico, in equilibrio tra realtà e immaginazione, che mette in risalto tutta la sua carica emotiva.

Suki Waterhouse ha svelato che uno degli elementi più originali e personali di Loveland: la confezione in vinile dell’album si trasforma infatti nel Game of Loveland, un gioco da tavolo dedicato al desiderio, alla devozione e alle connessioni umane. Un’esperienza da vivere con il disco in sottofondo, lasciandosi guidare dalle canzoni mentre si condividono emozioni, ricordi e nuove scoperte. E, come vuole la regola più romantica del gioco, la prima mossa spetta a chi ha vissuto una rottura sentimentale più di recente.
«Scrivere Loveland è stato il mio modo di ritrovare me stessa», aveva raccontato l’artista sui suoi canali social. «Volevo capire chi stessi diventando mentre realizzavo questo disco. Tutte le emozioni che ho provato sembravano una montagna russa: vincere, perdere, desiderare, scegliere, ricominciare. Così ho deciso di trasformare tutto questo in un gioco».
L’estate 2026 segnerà anche l’inizio del “The Loveland Tour”, che prenderà il via il 22 luglio in Nord America e porterà Suki Waterhouse sui palchi di alcune delle venue e dei festival più prestigiosi, tra cui Radio City Music Hall, Hollywood Forever Cemetery, Lollapalooza e Austin City Limits, proseguendo un percorso artistico in continua evoluzione che la vede oggi tra le voci più originali del panorama pop internazionale.

Tracklist
Back in Love
Any Man
Happy With It
Notting Hill
Teardrops
When I Get Drunk (I Want You Boy)
Jukebox
Seasons
Tiny Raisin
Almost
Puppy Dog Eyes
Morals
Loveland
Weirdo
