Title track e seconda traccia dal terzo album dei Metallica, pubblicato nel 1986, "Master Of Puppets", una delle canzoni più iconiche della band, tratta il tema dell’abuso di stupefacenti. Il "Padrone" dei burattini, infatti, è la droga, che controlla l’esistenza di chi ne fa uso. Questo è evidente nelle liriche, a cui a volte si è voluto anche attribuire, a parere di chi scrive ingiustamente, un significato politico:
"Sono la tua fonte di autodistruzione
Vene che pompano di paura, risucchiando la più oscura chiarezza
Guidando nella costruzione della tua morte"
E ancora:
"Trita la tua colazione su uno specchio
Assaggiami…
Obbedisci al tuo padrone, padrone
Maestro dei burattini, sto tirando i tuoi fili
Torco la tua mente e distruggo i tuoi sogni
Accecato da me, non riesci a vedere nulla"
"Master Of Puppets", come accennato, è una delle canzoni più celebri e più amate dai fan della band, eppure non fu mai pubblicata come singolo, tranne che in Francia. Il metal, nel 1986, era ancora considerato un genere di nicchia e poche stazioni radio lo prendevano in considerazione. Pubblicarla come singolo, inoltre, sarebbe stato inutile perché nessuna stazione radiofonica, anche se votata al rock, avrebbe mai passato un brano lungo più di otto minuti.
Ciò nonostante l'album ottenne il disco d'oro quasi immediatamente (500.000 copie solo negli Stati Uniti) e due anni dopo il disco di platino (un milione), il che cambiò completamente la percezione del pubblico. Le radio rock trovarono spazio per i Metallica tra le proposte di Guns N' Roses e Mötley Crüe. Anche MTV si aprì al genere, tanto che, quando i Metallica pubblicarono il loro album successivo, ...And Justice for All (1988), il loro video di "One" entrò prepotentemente nell’heavy rotation del canale televisivo, permettendo alla band di accedere per la prima volta nella Hot 100, piazzandosi al numero 35.
Oltre alle liriche inquietanti ma efficacissime, la canzone si distingue per due assoli di chitarra favolosi: James Hetfield suona il primo assolo durante la lenta parte strumentale, Kirk Hammet, invece, suona l'assolo finale, veloce e intenso. Per suonarlo, Hammet, durante la registrazione del brano, staccò la corda più acuta dalla tastiera della chitarra, in modo da produrre un suono simile a quello di una sirena.
Ci crediate o no, la canzone è stata ritenuta "culturalmente, storicamente o esteticamente significativa", abbastanza da meritare, nel 2016, l’inserimento, e quindi la conservazione, nel National Recording Registry dalla Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti, la prima registrazione metal a farlo.
Il brano ebbe una seconda vita e un inaspettato successo quando fu inserito in una scena chiave di un episodio della quarta stagione di Stranger Things, in cui il personaggio metallaro Eddie Munson lo suona alla chitarra per combattere un demone. L'episodio è ambientato nel marzo del 1986, esattamente lo stesso mese in cui fu pubblicato Master Of Puppets.
Una curiosità. Quando i Metallica tennero due concerti in Cina nel 2013, il governo cinese impose loro di non suonare questa canzone, per non alimentare il malcontento con testi che parlavano di essere controllati da un'entità superiore. La band obbedì, ma Kirk Hammett il riff iniziale, solo il riff, lo suonò egualmente in entrambe le serate.

