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Minutes From Heaven
Celestial Bums
2026  (We Were Never Being Boring, A Giant Leap PR)
NEWS ALTERNATIVE/INDIE PSICHEDELIA POP
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10/02/2026
Celestial Bums
Minutes From Heaven
I Celestial Bums pubblicano il 13/02 il nuovo album Minutes From Heaven, un viaggio intimo e cosmico che fonde shoegaze, dream pop e neo-psichedelia, dipingendo paesaggi sonori ampi ed emotivamente coinvolgenti.
di La Redazione

I Celestial Bums di Barcellona tornano con Minutes From Heaven (WWNBB, USA/IT), il loro atteso quarto album: un viaggio intimo e cosmico che fonde shoegaze, dream pop e neo-psichedelia, dipingendo paesaggi sonori ampi ed emotivamente coinvolgenti.

Formatosi nel 2010 come collettivo in continua evoluzione, attorno alla figura del compositore, cantante e chitarrista Japhy Ryder, i Celestial Bums si sono saputi costruire una solida reputazione fra i seguaci della scena psichedelica europea, grazie anche a lunghe tournée e innumerevoli concerti sia in festival che in club underground.

Nel corso degli anni hanno condiviso il palco con artisti come The Black Angels, A Place To Bury Strangers, Holydrug Couple e The Warlocks.

Il loro percorso include uno split EP con Helicon (2013, Psyilocybin Sounds), una cover ufficiale dei Rolling Stones per Cleopatra Records (2014) e altri due album, Ascend (2016, EXAG’) e Sleep Inside A Horse (2020, Analog Love).

 

Con questo nuovo capitolo la band si abbandona completamente al suo lato più luminoso e atmosferico: chitarre sfumate che fluttuano come ricordi lontani, synth luminosi che intrecciano morbidi aloni di luce e voci che fluttuano con una calma impalpabile, quasi paradisiaca.

Minutes From Heaven si rivela il capitolo più intimo e istintivo del viaggio dei Celestial Bums: un album profondamente personale, scritto non per ambizione o strategia, ma per necessità. I brani, composti tra Gennaio 2023 e la primavera del 2024, sono emersi durante un periodo di profonda trasformazione per il compositore, cantante e chitarrista della band, Japhy Ryder, la cui evoluzione personale è sempre stata il fulcro creativo del progetto. Il risultato è un'opera che appare vulnerabile ma di largo respiro, spontanea ma luminosa: i Celestial Bums sono riusciti nell'intento di catturare il loro mondo interiore in tempo reale.

Dopo la costruzione più elaborata, quasi un tour de force, di Ascend e la sperimentazione in studio del loro terzo album Sleep Inside a Horse, Minutes From Heaven segna un ritorno deliberato all'immediatezza, all'istinto e all'identità del primo album, ma questa volta arricchito da oltre un decennio di esperienza. Ancora più importante, rappresenta una riconciliazione con il vero DNA della band, riappropriandosi di un modo di scrivere e di suonare che è unicamente loro. Laddove i dischi precedenti si avventuravano in territori inesplorati, questo album abbraccia ciò che i Celestial Bums sono veramente nel profondo, e la sua forza risiede proprio in questa onestà.

Gran parte di questa apertura deriva dai cambiamenti intimi che hanno plasmato la vita di Japhy Ryder durante la sua creazione. La paternità, il passaggio generazionale e il silenzioso ma potente processo di invecchiamento (con tutte le sue paure, aspettative e riallineamenti interiori) permeano l'architettura emotiva dell'album. Questi temi non appaiono come narrazioni letterali, ma come correnti sotterranee: lampi di stupore e fragilità, il riconoscimento delle responsabilità, la ricerca di significato attraverso nuovi occhi e il sottile dialogo tra chi eravamo e chi stiamo diventando.

 



Musicalmente, Minutes From Heaven distilla gli elementi fondamentali che hanno definito i Celestial Bums nel corso degli anni, permettendo loro di respirare con una chiarezza senza precedenti. La band si affida completamente alla sua tavolozza sonora distintiva (fiumi di chitarre riverberate, atmosfere intrise di delay, droni di synth luminosi e pattern di batteria ipnotici) ma con un rinnovato senso di determinazione. Distorsioni stratificate ronzano sotto giri armonici scintillanti; texture ambient fluttuano come un atmosfere lontano, e un ritmo calmo e onirico pervade l'intero viaggio. Le linee vocali sono al centro della scena, con armonie e melodie sovrapposte che si intrecciano con una leggerezza e una luminosità che accentuano l'identità eterea dell'album.

L'album si colloca comodamente tra neo-psichedelia, shoegaze e dream pop lo-fi, eppure risulta inconfondibilmente personale: una sorta di "psichedelia interiore", intima piuttosto che grandiosa. Le canzoni oscillano tra calma celestiale e catarsi distorta, tra introspezione impalpabile e brillante chiarezza melodica. Se i lavori precedenti esploravano i confini estremi dello psych-rock e della produzione sperimentale, Minutes From Heaven si rivolge verso l'interno, guidato dall'istinto, dalla risonanza emotiva e dal coraggio di lasciare che la vulnerabilità si trasformi in suono.

In definitiva, Minutes From Heaven non è solo una raccolta di canzoni, ma un'istantanea di una band che rivendica la propria essenza mentre affronta profondi cambiamenti personali. È un album plasmato dalla libertà, dal cambiamento e dalle silenziose rivelazioni che emergono quando la vita ti reindirizza il cammino. Nei suoi contorni onirici e nella sua foschia riverberante, i Celestial Bums offrono il loro lavoro più maturo e sentito.

 

Il calore della neo psichedelia e l'eleganza del dream pop convergono nel singolo "The Letters", che rivela il lato più seducente della band, sostenuto da lussureggianti texture synth e chitarre scintillanti immerse in delay e riverberoLa voce e le parti soliste ben esprimono il talento melodico del gruppo, prima di lasciare il posto a un finale intriso di fuzz: un muro di distorsione tanto ipnotico quanto catartico.

Il video di "The Letters" combina filmati d'archivio di inizio Novecento tratti da Seeds and Seed Dispersal, e montati da Augusto J. MarchettiAttraverso affascinanti timelapse di fiori che sbocciano e semi che galleggiano, il video cattura i temi della canzone, ovvero trasformazione e connessione: un delicato equilibrio tra fragilità e rinnovamento, che riecheggia le trame visionarie del sound dei Celestial Bums.

Il singolo "Dream", invece, si dispiega con la chiarezza al rallentatore del ricordo frammentato di una visione (intima ma avvolgente, fragile ma radiosa) offrendo un brano di pop astrale progettato per fluttuare, dissolversi e guidare delicatamente gli ascoltatori verso le stelle.