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REVIEWSLE RECENSIONI
Miss Anthropocene
Grimes
2020  (4AD)
ELETTRONICA ALTERNATIVE POP
8/10
all REVIEWS
28/02/2020
Grimes
Miss Anthropocene
"Miss Anthropocene" è un concept album ispirato a una dea del cambiamento climatico e in cui ogni canzone rappresenta uno stadio diverso dell’estinzione umana. Confusi?

Il nuovo (come si chiama adesso LP o Full Length Release?) di Grimes arriva dopo 5 anni di attesa dal precedente Art Angels, lavoro che l’ha consacrata come pop star ormai a suo malincuore, per mancanza di termini migliori, “mainstream”. Una Gravidanza e un lungo travaglio con complicazioni che sembravano non avere fine, tra cui una citazione in tribunale. E ora penserete si stia crogiolando su un divano, tirando un sospiro di sollievo e guardando l’estratto conto da un anonima residenza losangelina. Sì è vero sta spesso su un divano ma solo per ingozzarsi di cibo, rispetto ai suoi bassi standard, e affrontare un altro parto quello del figlio concepito (forse) con il suo compagno Elon Musk. Proprio lui, l’imprenditore che ha fondato Paypal, Tesla, SpaceX etc.). Non ci si annoia di certo a casa Grimes/Boucher (Claire Boucher è il vero nome di Grimes).

Chi è quindi Grimes? Un ragazza/donna/futura madre classe 1988 molto iperattiva e apparentemente distratta. Parlò tempo fa della sua musica come non definibile in un genere esistente, ma come appartenente al genere ADD (Disordine del deficit dell’attenzione).

Grimes/Claire è la ragazza pretenziosa che hai probabilmente incrociato in università, che ascoltava, leggeva o vedeva tutto quanto c’era di figo da cui attingere ispirazione. Femminista, vegana a periodi alterni, appassionata di fantascienza, tecnologia, intelligenza artificiale, arte moderna, moda, video musicali, produttrice della sua musica dalla prima all’ultima battuta. E perennemente in bilico sul confine tra indie (nella sua più ampia accezione internazionale) e pop. Una voce sepolta, spesso modificata e distorta, sotto una cascata di effetti. E nascosta come il vero io di Claire Boucher che si esprime attraverso l’alter ego Grimes, un progetto artistico nato in una cameretta a Montreal più di 10 anni fa e ora disperso nella memoria digitale di internet sotto forma di canzoni, video e molteplici riferimenti alla sua persona. L’ultima mutazione del suo DNA l’ha scherzosamente battezzato Ethereal Nu Metal.

La scelta di autoprodursi, di scegliere e vagliare ogni minimo dettaglio dalla copertina al video del suo progetto è sempre stata mossa dalla volontà di dimostrare che anche una giovane ragazza come lei poteva interessarsi di aspetti tecnici ed essere indipendente. Alla libertà che uno può decidere di gestire in autonomia si accompagna in questi anni di sovraesposizione mediatica all’essere imprigionati nell’interpretazione che però il mondo ha di te. Tutti commentano cosa dici, con chi esci, che cosa pubblichi su Instagram, Tumblr e anche le azioni di chi sta accanto. A volte tutto ciò ha a che fare con la musica a volte no. Dalla pubblicazione di Art Angels nel 2015 Grimes ha dovuto confrontarsi con la scelta di stare contemporaneamente nel territorio sperimentale e in quello dello stardom internazionale. Una scelta / non scelta difficile che l’ha spessa messa in crisi. Un tempo tra le due cose dichiarò che avrebbe scelto di essere libera di esprimersi senza limitazioni piuttosto che essere famosa.

Timida, introversa e a disagio a volte nelle esibizioni dal vivo, si diverte un mondo quando si cala nell’universo parallelo del suo personaggio pop Grimes, una star pop ancora con il cartello lavori in corso ben in mostra.

Nel 2018 vomitando acido in più di una occasione sulla sua casa discografica annuncia di voler pubblicare due album successori di Art Angels, uno con la 4AD (la sua label attuale, che ha anche pubblicato Miss Anthropocene, ultimo lavoro previsto dal contratto) e uno per un'altra label da scoprire, indicando che il primo sarebbe stato un album collaborativo e gioioso mentre il secondo puro caos. Quello che ci troviamo per le mani due anni dopo è un oggetto controverso e non sembra appartenere a nessuno dei due identikit tracciati per il momento.

Miss Anthropocene è un concept album ispirato a una dea del cambiamento climatico e in cui ogni canzone rappresenta uno stadio diverso dell’estinzione umana. Confusi? Secondo Claire il mondo non parla abbastanza di questo tema e che forse “sarebbe stato un po’ più facile guardarlo” non solo come “una apocalisse astratta”. “Alla gente non interessa, perché’ ci sentiamo accusati. Vorrei rendere il cambiamento climatico un qualcosa di divertente”. In realtà il tema è anche autobiografico, l’essere compagna di Elon Musk l’ha resa agli occhi di molti sua fan una traditrice dei suoi stessi ideali, e che doveva essere costretta ad interpretare la parte della “cattiva”. Perché’ non farlo in maniera artistica, citando come sue ispirazioni per questo nuovo alter ego Joker e Thanos?

Tutti si aspettavano un album in stile Elettronico / Nu Metal come il singolo che aveva anticipato l’album nel 2018 e sembrava indicare il nuovo corso, la stupefacente “We Appreciate Power” in coppia con la cantante Hana Pestle (che l’aveva accompagnata anche nel 2016 per due spezzoni del tour di Art Angels). “We Appreciate Power” tratta sempre in modo ironico il tema dell'intelligenza artificiale e del transumanesimo, dichiarando fedeltà e sottomissione alle future divinità informatiche. Per chi ha tempo da perdere consiglio la ricerca del Roko’s Basilisk su Google, per meglio comprendere la tematica. Sta di fatto che raramente chitarre elettriche, A.I. ed elettronica sono state viste unirsi in una così perfetta armonia (purtroppo la performance live da Jimmy Fallon è stata rimossa da Grimes stessa e non vi resta che vedere il lyric video ufficiale: https://www.youtube.com/watch?v=gYG_4vJ4qNA).

L’album è una creatura diversa. Meno Nu Metal piu’ Ethereal. La lunga introduzione di ‘So Heavy I Fell Through the Earth’ con quella singola nota di elettrica sembra essere la transizione sonora da ‘We Appreciate Power’ verso il muro di voci di Grimes che lentamente tessono una suggestiva trama su un tempo chill out. Non resta che arrendersi alla apparente semplicità della traccia e alla sua complessa veste sonora. Sono 6 minuti che al primo ascolto sembrano troppi, ma in realtà se prestate attenzione vi accorgerete che c’è un disegno ben preciso che va a confluire perfettamente nel secondo atto scritto in collaborazione con Pan Wei-Ju (che già aveva contribuito con una traccia in Art Angels).

Electro Rap in Mandarino, con una anti-strofa cantata da Grimes in inglese. Oltre. “Darkseid” il titolo del brano è un riferimento a un personaggio della DC comics (quindi appartenente alla saga di Superman). Sulla terza traccia abbiamo un'altra folle commistione, in cui echi country e un doppelganger di Avril Lavigne ci raccontano una storia di amici persi per via dell’eroina. Attenzione, quindi, si possono scrivere canzoni sulla droga anche se non si è Neil Young? Giù un altro muro.

Un pezzo che se fosse cantato e arrangiato per una teen popstar probabilmente sarebbe suonato in uno stadio pieno di famiglie bianche WASP. Purtroppo è in un album di Grimes e viene subito prima della splendida “Violence” che ci riporta nel 2020. Questa è una seconda collaborazione di Grimes con i_o (una specie di deadmau5 meno famoso e più alternative). La pausa a metà canzone con quel crescendo di sintetizzatori è un piccolo capolavoro. Miracolo anche con idee musicali così semplici, Grimes ci rovescia addosso black magic a base di transistor e drum machines.

Magia che si ripete ancora con “4AEM”, perfetta colonna sonora per una location stile Ghost in the Shell nei sobborghi di Tokyo. Cerco il testo e scopro dove aver pensato questa frase scontata che 4AEM è la colonna sonora di un computer game chiamato appunto Cyberpunk 2077. Siamo già a metà dell’album e ho già voglia di rimetterlo dall’inizio.

Grimes non ha perso tempo e si sente. Ha studiato pop, comunicazione e si circonda dei giusti collaboratori. Sì, la follia intermittente di Visions è qui filtrata e ordinata. Se fossimo qua a parlare di suoni e di tecnica ne faremmo degli elogi. Ma a questo punto se questo album è il primo dei due episodi, cioè quello allegro e solare, cosa ci dobbiamo aspettare dalla seconda parte che sarà pubblicata a seguire? Claire ci ha promesso puro caos.

Nell’attesa fate un tuffo in ‘My Name is Dark’ e lasciatevi ingannare dalla piccola sirena canadese per poi ritrovarvi nella Dark Apocalypse di Grimes. Volume a 11.


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