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REVIEWSLE RECENSIONI
Morbid Stuff
PUP
2019  (Little Dipper/Rise Records)
PUNK ALTERNATIVE ROCK POP
8/10
all REVIEWS
26/04/2019
PUP
Morbid Stuff
Inadeguatezza senza speranza e ampie dosi di umorismo, angosciosi complessi d’inferiorità e tanto divertimento tra amici. La festa più dolcemente caotica e morbosamente gioiosa dell’anno è quella dei PUP, che con Morbid Stuff stanno per fornirvi la vostra nuova coperta di Linus. Io vi aspetto per cantare insieme, sotto il palco, con il cuore in mano.

Una volta conosciuti, è praticamente impossibile non amare i PUP. Ma chi sono i PUP? E perché dovrebbero starvi così simpatici? Iniziamo con il dire che sono un gruppo rock canadese formatosi a Toronto nel 2010 e che il loro nome è stato ispirato dalla nonna di Stefan Babcock, il cantante della band. La trovate una cosa dolce? Bene, perché PUP è un abbreviazione per Pathetic Use of Potential. La nonna di Stefan, non appena saputo che suonava in una rock band, gli ha detto che era “un uso patetico del suo potenziale”.

Il mood è quello degli sfigati di periferia, che conoscono bene cosa significa il disprezzo, l’ansia e la sensazione di perenne inadeguatezza nei confronti degli altri e del mondo. Ma i PUP hanno anche un grandissimo senso dell’umorismo, spesso nero, condito di ironia e annegato nell’auto-ironia.

E i quattro canadesi saranno anche dei perdenti, ma sanno come far suonare i loro strumenti, come buttare fuori emozioni e pensieri nei testi e come far vibrare i cuori di chi li ascolta. Con i loro primi due album (PUP, 2013 e The Dream Is Over, 2016) si sono fatti amare dalla critica musicale, hanno ricevuto i più vari riconoscimenti (Juno Awards, Polaris Music Prize, CBC Radio Awards, Best Breakout Rock Act per Rolling Stone, Prism Prize, etc.) e, soprattutto, si sono fatti largo nei cuori dei fan di tutto il mondo.

Con Morbid Stuff, prodotto, registrato e mixato da Dave Schiffman (Weezer, The Mars Volta), i PUP hanno creato una sintesi perfetta di tutto quello che i fan hanno imparato ad amare di loro in sole 11 tracce e 38 minuti totali. Tantissimi cori da cantare a squarciagola abbracciati sotto il palco, con le lacrime agli occhi e la voglia di divertirsi e buttare fuori qualsiasi cosa si pensi non vada della propria vita o nella propria persona, tante armonie di chitarra e attenzione all’intarsio degli strumenti nella struttura delle canzoni, tanto umorismo e auto-ironia, e tanti testi cupi e deprimenti, cantati e suonati con una gioia e un’energia dalla quale non si può che uscirne coccolati e rinvigoriti. E a livello musicale? Un suono che va dal rock al punk, fino a raggiungere i migliori picchi hardcore con “Full Blown Meltdown” e le valli del folk con l’inizio di “Scorpion Hill”.

Quattro migliori amici, tante emozioni negative e tanta rabbia da deridere insieme, per ritrovare insieme la giusta prospettiva e la giusta speranza, nell’affrontare questo pazzo e assurdo mondo e i problemi che ci arreca.

Scavando al di sotto della dolcezza e del divertimento del lato sonoro, troviamo dei testi come quelli di “Scorpion Hill”, in cui il disgusto e l’inquietudine si trasformano in tristezza e nella necessità di metabolizzare i contrasti, richiamandosi all’esperienza che la band ha vissuto in tour, quando, trovandosi a dover soggiornare in casa di uno sconosciuto, tra aghi usati, mozziconi di sigaretta e macchie di piscio e sudore, notano la fotografia del figlio dell’uomo, sorridente per il suo primo giorno di scuola.

“Sibling Rivalry”, invece, è una canzone dedicata alla sorella di Stefan, per i loro viaggi annuali pieni di disastri, mentre “Kids” è una canzone d’amore da un depresso all’altro, perché quando trovi qualcuno che comprende e condivide le tue peggiori paure, alla fine ti senti meno solo e puoi tornare a sperare almeno un po’, sentendo l’animo un po’ più leggero. Non pensate che si possa rendere gioioso tutto questo? Provare per credere.

Un assaggio dai testi della bella “See You At Your Funeral”, in cui Stefan urla “Spero che il mondo esploda, spero che moriremo tutti e che potremo vedere i momenti salienti dell'inferno. Spero che siano trasmessi in televisione”.

Oltre ai testi, i PUP danno del loro meglio nei video e nel rapporto con i fan. Per la bellissima “Free At Last” (una delle canzoni migliori dell’album, di cui il ritornello “solo perché sei di nuovo triste, ciò non ti rende affatto speciale” rimane impresso nella mente così tanto che vi ritroverete a canticchiarlo sovrappensiero senza rendervene nemmeno conto) i PUP hanno condiviso testi e accordi del brano con i fan qualche settimana prima dell’uscita del singolo, chiedendo loro di realizzarne una cover. Senza aver mai sentito prima la canzone. L’aspettativa della band era di ricevere al massimo una decina di video, peccato che invece i fan abbiano spedito loro ben 253 cover, di cui incredibilmente nessuna sembrava la loro e, ancora più sorprendentemente, nessuna era uguale all’altra. La sintesi di tutta la creatività e l’amore per i PUP la trovate nel video che hanno girato in una notte (link alla fine della recensione), per la modica cifra di 25 dollari.

Volete già andare a vederli dal vivo? Bene, un dollaro per ogni biglietto venduto in prevendita andrà al Trevor Project, un’organizzazione che fornisce consulenza e servizi di prevenzione del suicidio ai giovani LGBTQ.

Preferite pensare intanto a comprare il cd o il vinile? Se volete, i PUP hanno preparato per voi il Kit in preparazione all’annientamento: include cd o lp in edizione limitata, una camicia a maniche lunghe, uno zaino con su cucito un cerotto, dei cerotti personalizzati, un contenitore impermeabile e un multi-utensile con forchetta, cucchiaio, ecc. Una versione in edizione limitata del kit, invece, fornisce un vero e proprio gommone (di dimensioni normali, mica una miniatura).

Come si diceva all’inizio, come si fa a non amare i PUP?

Morbid Stuff è la coperta di Linus per quando sei triste, depresso o stanco, il disco che ti aiuta a versare e poi asciugare le lacrime, gettandole via assieme alla voce, che perderai cantando a squarciagola i loro cori. È l’album che ti fa ritrovare il sorriso, che ti fa divertire e che riesce a farti ritrovare speranza ad ogni verso urlato insieme, facendoti solo venire voglia di abbracciare la prima persona che ti capita a tiro.

Che entri a far parte delle vostre vite è possibile, ma che lo ritroviate tra le migliori uscite del 2019 è praticamente certo.